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Allarme droga dello stupro: la risposta delle farmacie venete

Federfarma rilancia la campagna di prevenzione giovanile offrendo strumenti di difesa e incontri sulla violenza di genere

Da Davide Cannata
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Un cerchio in grado di modificare la propria tonalità rappresenta un nuovo strumento di prevenzione per tutelare i giovani dalle manomissioni delle bevande. Come diffuso da Tgcom24, le farmacie del territorio Veneziano hanno promosso un’iniziativa negli istituti scolastici distribuendo all’incirca 400 braccialetti anti-droga. Lo scopo prioritario consiste nell’aumentare la consapevolezza dei ragazzi di fronte ai pericoli legati alle sostanze impiegate negli abusi sessuali, in particolar modo il GHB. Questa molecola può alterare lo stato lucido della persona, riducendone la prontezza nei riflessi e provocando episodi di amnesia, specialmente in combinazione con l’assunzione di alcolici.

Il meccanismo alla base di questo rilevatore è estremamente intuitivo: una piccola striscia reattiva segnala la potenziale presenza di determinati composti mediante una variazione cromatica. Per effettuare il controllo occorre far cadere qualche goccia della bevanda sull’area predisposta e monitorare l’esito. All’interno di un filmato divulgato da Tgcom24, i professionisti della farmacia San Matteo di Pavia mostrano che il dispositivo assume una colorazione blu laddove intercetti il GHB, fornendo un avviso di pericolo immediato che non necessita di strumenti di laboratorio o competenze specifiche. Sebbene la praticità costituisca un elemento chiave, è indispensabile distinguere tra uno screening rapido e un’analisi chimica esaustiva: il supporto individua unicamente le sostanze previste dal fabbricante, pertanto un esito negativo non garantisce l’assoluta salubrità del drink e non esclude la presenza di altri stupefacenti.

Il progetto curato da Federfarma Venezia rappresenta la prosecuzione di un programma inaugurato nel marzo 2026 per la Festa della donna, occasione in cui, secondo FederfarmaNEWS, vennero distribuiti a titolo gratuito 2.700 braccialetti. L’attuale fase pianifica l’erogazione di ulteriori 400 dispositivi nelle scuole del Veneto orientale, iniziando da un liceo situato a Portogruaro, con l’intento di stimolare un dibattito tra gli studenti sul fenomeno del drink spiking, ossia il versamento non consensuale di droga nelle bevande. Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto e Federfarma Venezia, ha illustrato a FederfarmaNEWS l’accoglienza favorevole riscontrata, specificando che le sollecitazioni giunte dagli istituti scolastici hanno motivato l’estensione dell’iniziativa, ribadendo l’importanza del ruolo della farmacia quale presidio preventivo e punto di riferimento sul territorio. Tali consegne saranno integrated da momenti formativi incentrati sulla violenza di genere, sui rischi delle sostanze stupefacenti e sui servizi disponibili in caso di necessità.

Le verifiche dell’Istituto superiore di sanità e i limiti tecnici dei test colorimetrici

Nonostante la grande utilità potenziale, questi dispositivi non costituiscono una protezione imbattibile. Nel mese di gennaio 2026, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha reso noti i dati di un’indagine condotta sull’efficacia di due tipologie di test cromatici reperibili sul mercato. Gli esiti emersi raccomandano estrema cautela: gli apparati analizzati hanno registrato performance soddisfacenti nel tracciare la ketamina, rivelandosi invece poco efficaci di fronte a diverse altre sostanze. Le studiose del Centro nazionale dipendenze e doping hanno testato l’idoneità dei kit nell’identificare sei composti specifici: GHB, ketamina, scopolamina, cocaina, MDMA e benzodiazepine.

Le sperimentazioni hanno portato alla luce criticità legate alla sensibilità dei kit, alla complessità nel decifrare le variazioni di colore e alle interferenze determinate dalle tonalità delle bevande stesse. Nello specifico, la mutazione dal rosa al blu designata per evidenziare il GHB è risultata poco evidente. Inoltre, talune bevande a base di limone o arancia hanno causato falsi positivi, mentre i dispositivi non sono stati in grado di rilevare adeguatamente MDMA e benzodiazepine. A complicare la rilevazione si aggiunge la scarsa e mutevole illuminazione tipica dei locali serali. A tal proposito, Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss, ha espresso le seguenti considerazioni: «sotto una luce ridotta e cangiante come quella delle discoteche, il cambio da una colorazione all’altra può non essere percepito». La ricercatrice ha dunque ipotizzato, tra le alternative praticabili, l’adozione di simboli grafici di più agevole lettura.

Effetti del GHB, indicazioni di sicurezza e condotte da tenere

Il GHB, acronimo dell’acido gamma-idrossibutirrico, è una sostanza con azione sul sistema nervoso centrale in grado di causare sonnolenza, stato confusionale, mancanza di coordinazione e perdite di memoria. L’entità delle reazioni varia a seconda del dosaggio e diviene gravemente pericolosa se combinata con l’alcol. Nei casi di intossicazione più acuta si possono verificare problemi respiratori e l’alterazione dello stato di coscienza fino al coma, con il rischio aggiuntivo che la persona colpita non riesca ad accorgersi tempestivamente della situazione né sia capace di sollecitare aiuto. La dicitura droga dello stupro non definisce un singolo composto, bensì una pluralità di farmaci e stupefacenti adoperati per menomare le capacità psicofisiche e rendere la vittima vulnerabile ad aggressioni. La pratica del drink spiking si concretizza proprio nell’immissione intenzionale e non autorizzata di tali sostanze in una bevanda.

Per proteggersi adeguatamente restano fondamentali alcune norme di cautela: non abbandonare il proprio bicchiere incustodito, rifiutare drinks da sconosciuti e confidarsi immediatamente con una persona fidata qualora sorgano dubbi. Nell’ipotesi in cui una bevanda presenti anomalie, è opportuno non consumarla, indipendentemente dal responso fornito dal braccialetto. Se a seguito di una consumazione dovessero manifestarsi improvvisamente sintomi quali confusione, sonnolenza atipica, incertezza nei movimenti o vuoti di memoria, è indispensabile richiedere subito soccorso medico. Di fronte a quadri clinici gravi o pericoli imminenti occorre contattare tempestivamente il 112. Quando si ipotizza una somministrazione involontaria, è determinante rivolgersi senza indugio ai sanitari, poiché svariate sostanze vengono eliminate rapidamente dall’organismo rendendo complessi i successivi accertamenti tossicologici. In conclusione, nessun dispositivo tecnologico può sostituire il dovuto rispetto per la volontà altrui o addossare alle potenziali vittime l’onere di scongiurare una violenza; se la tecnologia consente di identificare una minaccia, la prevenzione deve operare affinché nessuno ritenga ammissibile generarla.

A cura della redazione

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