Home NewsCrisi climatica e dati: al DataPolis 2026 parlano gli esperti

Crisi climatica e dati: al DataPolis 2026 parlano gli esperti

Da Nicola Gratteri a Luca Mercalli e Chiara Francini, riflessioni a tutto campo su informazione, democrazia e lotta alla disinformazione

Da Davide Cannata
DataPolis 2026 ph Press

La salvaguardia degli equilibri democratici attraverso l’accuratezza statistica, la consapevolezza della vulnerabilità terrestre vista dalle profondità cosmiche e la necessità di un’azione condivisa contro il riscaldamento globale hanno fatto da filo conduttore alla terza edizione di DataPolis. La rassegna, focalizzata sul legame tra cultura del dato, trasparenza e cittadinanza attiva, ha animato le sale storiche di Villa Butera a Bagheria, portando a termine un percorso di riflessione ad ampio raggio.

A riassumere il senso profondo dell’evento organizzato da Net Politics APS sono state le parole inviate dall’astronauta dell’ESA Luca Parmitano:

“Guardando la Terra dall’alto ne ho visto l’estrema fragilità. Il nostro pianeta, protetto da un sottilissimo strato di atmosfera, è di una bellezza straordinaria. Eppure, ne stiamo abusando, spesso senza pensare alle conseguenze di domani. Proteggerlo è un dovere che abbiamo verso noi stessi e soprattutto verso le generazioni future”.

Un appuntamento articolato su tre giornate che ha reso la cittadina siciliana un vivace punto d’incontro per il data journalism e i nuovi linguaggi della comunicazione pubblica.

Rilevazioni statistiche, contrasto alle mafie e allarme ambientale

Il programma dell’iniziativa ha accolto figure di primo piano del mondo accademico, della magistratura e della ricerca. Il ruolo cardine dei numeri a supporto delle scelte della pubblica amministrazione è stato illustrato da Michele Camisasca, direttore generale dell’ISTAT, protagonista di una lectio magistralis dedicata a cento anni di censimenti e rilevazioni. Il dibattito ha quindi affrontato il tema della giustizia grazie al contributo del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il quale ha evidenziato quanto sia cruciale l’alleanza tra il giornalismo investigativo e la lotta alla criminalità organizzata.

Il momento centrale delle sessioni conclusive è stato dedicato alla crisi ambientale. Il climatologo Luca Mercalli ha analizzato le vulnerabilità che colpiscono l’area del Mediterraneo, denunciando i meccanismi ingannevoli della disinformazione scientifica. Sulla stessa linea si è inserita la riflessione dell’astrofisico Davide Gandolfi:

“Come astrofisico e come uomo ritengo che oggi il problema non stia più nell’interpretazione dei dati: questi parlano chiaro. Siamo nel pieno di un’emergenza climatica e la vera sfida consiste nel convincere i governi ad assumere decisioni coraggiose e tempestive. Anche se smettessimo oggi di inquinare e di produrre energia da combustibili fossili, gli effetti del cambiamento climatico continuerebbero a manifestarsi ancora per molto tempo”.

Dal mondo dei media alle sfide tra studenti: il contributo delle nuove generazioni

La manifestazione è stata scandita da una serie serrata di confronti tra professionisti delle principali redazioni giornalistiche, televisive e radiofoniche. Sono intervenuti nelle discussioni e hanno guidato i panel Francesco Costa e Isaia Invernizzi (Il Post), Annalisa Girardi (Fanpage.it), Vincent Russo (Il Fatto Quotidiano), Pablo Rojas (RaiNews24), Francesca Capoccia (Facta), Francesco Persili (Dagospia), Andrea Di Quarto (TV Sorrisi e Canzoni), Roberta Mochi (responsabile dell’ufficio stampa della ASL Roma 1), Sonia Montegiove (Il Messaggero e Comitato Tecnico-Scientifico Scuola di Giornalismo Rai), Ivano Porfiri (TGR Rai), Paolo Di Giannantonio (La7) e l’editorialista e politologo Massimiliano Panarari (La Stampa).

Il coordinamento dei principali tavoli di lavoro è stato affidato a Marina Mancini, che ha curato l’apertura e i moduli dedicati alla formazione deontologica e professionale, a Gabriele Palamara, alla guida della sessione “Costruire con i dati”, e ad Alberto Solieri, che ha moderato gli approfondimenti su tutela dei dati personali, sanità e sostenibilità. Nel corso dell’evento si è tenuta inoltre una serata speciale tra impegno civile e cultura pop con l’attrice Chiara Francini, intervistata dal giornalista Federico Ruffo.

Accanto ai relatori, un ruolo di primo piano è stato ricoperto dagli allievi degli istituti scolastici superiori e delle università, coinvolti in hackathon collaborativi mirati all’analisi di insiemi di dati per rispondere a esigenze reali dei territori. Durante la cerimonia legata al Premio GUS Ufficio Stampa, è stata inoltre assegnata la cittadinanza benemerita a Daniele Cinà, coordinatore delle strategie digitali per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Prospettive per il 2027: la manifestazione si prepara a viaggiare per l’Italia

Gli organizzatori hanno già fissato il prossimo appuntamento di DataPolis, che tornerà a Villa Butera dal 23 al 25 settembre 2027, con l’obiettivo di trasformare il format in un percorso itinerante lungo la penisola.

Grande soddisfazione per i risultati raggiunti è stata espressa dal primo cittadino di Bagheria, Filippo Maria Tripoli:

“DataPolis si conferma un punto di riferimento fondamentale per la nostra città e per l’intero panorama nazionale della comunicazione pubblica e dell’informazione. Ospitare a Villa Butera personalità del mondo scientifico, istituzionale e giornalistico dimostra l’impegno di Bagheria nel farsi laboratorio di idee e centro di confronto sui temi cruciali del nostro tempo, come l’uso consapevole dei dati, la trasparenza e la democrazia partecipata. Ringraziamo Net Politics, gli organizzatori e tutti gli ospiti che hanno reso memorabile questa edizione e siamo già pronti ad accogliere con entusiasmo le nuove sfide per il 2027”.

Un bilancio estremamente positivo confermato anche da Lorenzo Salmi, alla presidenza di Net Politics APS:

“Siamo giunti al terzo anno di DataPolis con la consapevolezza di aver compreso quanto i dati e il loro utilizzo rappresentino strumenti di democrazia. Con questa convinzione costruiremo la prossima edizione, che prevede appuntamenti anche in altre città italiane per coinvolgere un numero crescente di istituzioni e cittadini”.

Sul valore scientifico e metodologico dell’iniziativa si è soffermato infine Marco Laudonio, docente di comunicazione pubblica presso la Sapienza Università di Roma:

“Rendere i dati il punto di partenza di una riflessione trasversale sulle conseguenze che il loro uso consapevole può avere sulla vita di tutti noi, dalla medicina al modo di fare impresa, è alla base del manifesto per l’uso responsabile dei dati che abbiamo promosso nel 2024. Il confronto tra università, ordini professionali, istituzioni e operatori dell’informazione dimostra che una discussione fondata sui dati può rafforzare la partecipazione e la democrazia”.

I lavori sono stati realizzati grazie al contributo del Comune di Bagheria e al patrocinio concesso da numerosi soggetti istituzionali e di categoria: ANCI Sicilia, UNICEF Italia, Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Assostampa Sicilia-FNSI, Corecom Sicilia, Fondazione Italia Digitale, GUS Nazionale e GUS Sicilia. La rassegna ha visto inoltre la partecipazione di Domina Zagarella Sicily come sponsor principale e il supporto dei partner DOL, Piave e Museo dell’Acciuga.

A cura della redazione

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