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Spritz tarocchi a Venezia: bottiglie originali, contenuto diverso

In un locale di Cannaregio la Polizia locale ha trovato bottiglie di Aperol e Campari con sigilli manomessi e riempite con prodotti non originali, facendo scattare il sequestro della merce

Da Nora Taylor
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Lo Spritz, uno dei simboli dell’aperitivo veneziano, finisce al centro di un caso che solleva interrogativi sulla trasparenza nella somministrazione delle bevande. A Venezia, nel sestiere di Cannaregio, la Polizia locale ha effettuato un controllo in un locale dopo una segnalazione e ha trovato diverse bottiglie che riportavano i marchi Aperol e Campari, ma che presentavano caratteristiche incompatibili con la normale conservazione dei prodotti originali. Gli agenti hanno individuato i contenitori nella zona retrostante il bancone e hanno notato la presenza di sigilli manomessi o rimossi e di contrassegni di Stato staccati.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le bottiglie avrebbero contenuto prodotti differenti rispetto a quelli indicati sulle confezioni. Il meccanismo consisteva nel riempire contenitori riconducibili a marchi molto conosciuti con prodotti di altra provenienza e di costo inferiore. In questo modo, il contenitore conservava l’immagine del prodotto originale mentre il contenuto non corrispondeva più alla bevanda acquistata dal fornitore. Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro delle bottiglie considerate irregolari.

Il trucco delle bottiglie riempite nuovamente

L’elemento che ha attirato l’attenzione degli operatori riguarda soprattutto le condizioni delle bottiglie. I contenitori presentavano infatti sigilli del tappo manomessi o rimossi e contrassegni di Stato staccati, particolari che hanno fatto emergere l’ipotesi del travaso. Il prodotto economico sarebbe quindi finito all’interno della confezione originale, permettendo di presentare al cliente una bottiglia apparentemente autentica.

Utilizzare un aperitivo di una marca diversa non costituisce, di per sé, un’irregolarità. Un locale può scegliere prodotti alternativi e proporre un cocktail preparato con ingredienti differenti, purché fornisca al consumatore informazioni corrette. Il problema nasce quando un prodotto diverso viene presentato attraverso la confezione di un altro marchio, inducendo il cliente a credere di ricevere l’originale. È proprio questa distinzione a rendere particolarmente delicata la vicenda scoperta nel locale veneziano.

La sostituzione avrebbe inoltre una conseguenza economica evidente. I prodotti di seconda scelta possono avere prezzi significativamente inferiori rispetto agli aperitivi dei marchi più conosciuti. Utilizzare una materia prima meno costosa permette quindi di ridurre la spesa sostenuta dal locale, mentre mantenere la bottiglia originale consente al prodotto servito di conservare l’apparenza di una bevanda di marca.

Il caso scoperto nel cuore di Cannaregio

L’intervento della Polizia locale è partito da una segnalazione e ha interessato un esercizio situato nel sestiere di Cannaregio. Durante il controllo, gli agenti hanno verificato la presenza delle bottiglie sospette dietro il bancone. Il sequestro ha riguardato i prodotti considerati non conformi, mentre gli accertamenti dovranno chiarire tutti gli aspetti legati alla loro provenienza e al loro utilizzo.

Nel corso dello stesso controllo sono emerse anche altre irregolarità relative alla gestione degli alimenti. Gli operatori avrebbero individuato circa 250 prodotti alimentari privi della necessaria tracciabilità, destinati alla somministrazione ai clienti. Per questa situazione è scattato un ulteriore sequestro accompagnato da una sanzione amministrativa di 2.000 euro. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato condizioni igienico-sanitarie non conformi agli standard richiesti.

Tra le criticità riscontrate figuravano sporcizia accumulata su alcune superfici e sugli arredi, la presenza di formiche sul banco espositivo della pasticceria e piastrelle sconnesse o mancanti. Gli operatori hanno inoltre disposto lo smaltimento di sette chilogrammi di dolci, considerati non idonei alla vendita a causa del rischio di contaminazione.

Costalonga: controlli per tutelare i consumatori

La vicenda ha portato anche all’intervento dell’assessore comunale al Commercio Sebastiano Costalonga, che ha evidenziato le conseguenze della pratica contestata. Secondo l’assessore, il problema riguarda non soltanto il cliente che potrebbe pagare per un prodotto diverso da quello richiesto, ma anche gli esercenti che rispettano le regole e acquistano regolarmente gli ingredienti originali.

«È un doppio danno», ha dichiarato Sebastiano Costalonga, spiegando che il travaso permette di ridurre i costi e contemporaneamente crea l’apparenza di un prezzo particolarmente conveniente per un prodotto di marca. L’assessore ha inoltre sottolineato la differenza di prezzo tra gli aperitivi originali e alcune alternative disponibili sul mercato, elemento che può rendere economicamente vantaggiosa una sostituzione illecita.

«Sulla salute dei consumatori e sul rispetto delle regole non si fanno sconti», ha aggiunto Costalonga, annunciando la prosecuzione dei controlli per garantire il rispetto delle norme nel commercio veneziano. L’obiettivo delle verifiche riguarda quindi sia la tutela dei clienti sia la protezione degli operatori che lavorano nel rispetto delle disposizioni previste.

Il prezzo dello Spritz e la tutela del cliente

Il caso riporta inevitabilmente l’attenzione anche sul prezzo dello Spritz nei locali veneziani. Un costo particolarmente basso non dimostra automaticamente l’utilizzo di prodotti contraffatti o sostitutivi, perché il prezzo finale può dipendere da numerosi fattori, dalla zona alla tipologia di locale fino agli ingredienti scelti. Tuttavia, il cliente deve ricevere informazioni corrette sul prodotto che il locale utilizza per preparare la bevanda richiesta.

La vicenda di Cannaregio mostra quindi la differenza tra una scelta commerciale legittima e una pratica che può ingannare il consumatore. Un bar può utilizzare un prodotto alternativo e comunicarlo chiaramente, mentre non può sfruttare una confezione originale per far apparire autentico un contenuto differente. Il sequestro delle bottiglie con sigilli manomessi rappresenta il risultato concreto del controllo effettuato dalla Polizia locale e apre ora la strada agli ulteriori accertamenti sulla gestione dei prodotti trovati nel locale.

Per Venezia, città profondamente legata alla cultura dell’aperitivo e alla tradizione dei bacari, il caso assume una particolare rilevanza. La qualità del servizio passa infatti anche dalla trasparenza verso chi ordina una bevanda e paga per riceverla. La bottiglia originale, da sola, non garantisce l’autenticità del contenuto: nel caso scoperto a Cannaregio, proprio i controlli sul contenitore hanno permesso agli agenti di individuare le anomalie e procedere con il sequestro.

A cura di Nora Taylor
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