Home NewsIncolla due Gratta e Vinci perdenti per incassare 10 milioni: 50enne a processo

Incolla due Gratta e Vinci perdenti per incassare 10 milioni: 50enne a processo

Gli accertamenti peritali su un tagliando del Miliardario Maxi mettono in discussione la regolarità di una vincita record

Da Davide Cannata
Gratta e Vinci uniti con lo scotch ph Ai

A distanza di più di sette anni dalle vicende accadute nella calda estate del 2019, la storia è arrivata davanti ai giudici del Palazzo di Giustizia di Roma. Presso l’aula venti del Tribunale monocratico ha preso il via il processo contro Rodolfo Bianchi, uomo di cinquant’anni originario della provincia di Cosenza, accusato del reato di tentata truffa ai danni dello Stato e della società concessionaria dei giochi di fortuna.

Durante la prima udienza sono stati ascoltati i primi testimoni indicati dal pubblico ministero Mario Pesci, mentre l’avvocata Anna Russo ha rappresentato la parte civile per Lotterie Nazionali Srl, l’ente concessionario per conto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il percorso giudiziario proseguirà con le successive testimonianze e la requisitoria fissata per l’11 gennaio 2027, data in cui si valuteranno le responsabilità per una domanda di pagamento decisamente singolare.

La richiesta di incasso da oltre dieci milioni di euro

I fatti risalgono al 22 agosto 2019, quando Rodolfo Bianchi si è presentato di persona agli sportelli dell’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali in viale del Campo Boario a Roma. L’uomo mostrava un tagliando del gioco “Il Miliardario Maxi” pretendendo la liquidazione di una vincita record pari a 10.000.540 euro.

La pretesa economica si fondava su un’articolata combinazione di numeri che l’imputato sosteneva di aver trovato sulla schedina. Stando a quanto riportato nel capo d’imputazione, il biglietto presentava la cifra 20 nella sezione denominata “Maxi Bonus”, unita ai numeri 56 e 19 inclusi nell’area dei “Numeri vincenti”. Questa combinazione, ripresa anche nella casella “I tuoi numeri” e moltiplicata per il fattore “X5”, mostrava a prima vista la somma richiesta agli operatori.

Il nastro adesivo e la cifra impossibile che hanno sventato il piano

Il tentativo di incassare il premio si è fermato davanti a due ostacoli insuperabili, uno di tipo materiale e l’altro regolamentare. Il tagliando consegnato allo sportello evidenziava infatti un taglio orizzontale ricomposto mediante nastro adesivo trasparente. Tale anomalia ha spinto gli addetti ai controlli a sospendere la riscossione per avviare accertamenti peritali, i quali hanno dimostrato che non si trattava di un unico biglietto rovinato, bensì dell’unione artigianale di due distinti tagliandi perdenti incollati insieme.

A smascherare l’inganno è stato anche un palese errore matematico. La cifra richiesta di 10.000.540 euro non esiste nel prospetto dei premi del regolamento de “Il Miliardario Maxi”, dove la vincita massima raggiungibile è di 5 milioni di euro. Inoltre, la verifica del codice a barre e le incongruenze dell’importo avrebbero comunque attivato i controlli antifrode dell’ufficio.

In seguito al sequestro del biglietto, la Procura della Repubblica di Roma ha contestato a Rodolfo Bianchi il reato di tentata truffa per aver compiuto atti idonei a ottenere un ingiusto guadagno. Nel rispetto dei principi costituzionali del diritto penale italiano, l’imputato deve essere ritenuto presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

A cura della redazione

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