Le auto di lusso parcheggiate presso l’aeroporto di Orio al Serio sono state prese di mira da una banda che, in pochi giorni, ha trasformato il ritorno di numerosi viaggiatori in una situazione drammatica. Diversi proprietari hanno ritrovato le proprie vetture con carrozzerie smontate, componenti mancanti e danni che arrivano a decine di migliaia di euro. L’episodio ha rapidamente acceso nuove polemiche attorno allo scalo bergamasco, mentre online si moltiplicano segnalazioni, immagini e racconti di automobilisti sconvolti davanti alle condizioni delle loro auto.
Colpi precisi e danni ingenti
A destare particolare preoccupazione è la modalità con cui i criminali hanno operato, agendo con estrema precisione e selezionando esclusivamente veicoli di fascia alta. Tra i casi più discussi emerge quello dell’imprenditore bresciano Andrea Montini, che al rientro ha trovato la sua Bmw completamente smontata, con un danno stimato intorno ai 35 mila euro. Tuttavia, non si tratta di un episodio isolato: altri proprietari di Suv e berline di lusso hanno denunciato situazioni analoghe, con fari rimossi, paraurti sottratti e componenti elettroniche e meccaniche prelevate con competenza, rendendo i veicoli inutilizzabili.
Indagini e timori sulla sicurezza
La vicenda ha rapidamente acceso il dibattito sui social, dove numerosi utenti condividono testimonianze e immagini, sollevando dubbi sulla sicurezza dei parcheggi destinati ai viaggiatori. Nel frattempo, Sacbo, società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio, ha confermato la collaborazione con le forze dell’ordine e con la società responsabile delle aree di sosta per individuare i responsabili. Secondo quanto emerso, episodi simili si sarebbero verificati anche in altri aeroporti italiani, suggerendo un fenomeno organizzato e più esteso del previsto. Così, quello che dovrebbe rappresentare un luogo di partenza e ritorno si è trasformato per molti in un vero e proprio parcheggio della paura, dove pochi giorni di assenza possono bastare per ritrovare l’auto ridotta a un relitto.
A cura di Viola Bianchi
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