Nelle strade del centro di Sanremo, acquistare una rosa o un accendino non richiede più contanti: anche gli ambulanti si sono attrezzati con il Pos. Tra la sorpresa di turisti e residenti, la classica scusa di non avere monete perde efficacia, sostituita da una transazione elettronica rapida e in linea con i tempi. Sempre più venditori, infatti, mostrano con naturalezza piccoli terminali wireless, trasformando l’approccio tipico della vendita su strada in un pagamento digitale immediato.
I dispositivi sono ormai diffusi tra un numero significativo di operatori, sia regolari sia abusivi, soprattutto nelle zone più frequentate della movida cittadina come via Matteotti, piazza Bresca, piazza Sardi, il porto vecchio e corso Mombello. *”Se un cliente dice di non avere spiccioli, l’ambulante risponde subito che può pagare comodamente col Bancomat”*, racconta un ristoratore locale che osserva quotidianamente la scena dai tavolini del proprio locale.
Presenza crescente e tensioni nei locali
Secondo le stime delle autorità, i venditori itineranti presenti stabilmente nella città dei fiori sono circa un centinaio, ma il numero può raddoppiare o addirittura triplicare durante le serate estive più affollate o in occasione di grandi eventi. Questa presenza massiccia divide l’opinione pubblica e crea disagio tra i commercianti, spesso esasperati dal continuo via vai.
Alcuni residenti della zona portuale spiegano: *”Molti ragazzi sono garbati e si allontanano subito, ma altri diventano decisamente troppo insistenti se non mostri interesse per la loro merce”*. Nei dehors la situazione diventa spesso tesa: nel giro di un’ora, i clienti possono essere avvicinati anche da dieci venditori diversi. In certi casi, il rifiuto genera reazioni verbali spiacevoli, aumentando il malcontento tra turisti e imprenditori che sostengono regolarmente i costi legati all’occupazione del suolo pubblico.
Il nodo della tracciabilità fiscale
La diffusione dei pagamenti elettronici tra gli ambulanti solleva interrogativi rilevanti per le forze dell’ordine, soprattutto in merito alla tracciabilità dei flussi di denaro. La normativa italiana stabilisce che ogni Pos debba essere collegato a un registratore di cassa, fisico o digitale, per garantire l’invio dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate e assicurare la trasparenza fiscale.
I terminali mobili utilizzano connessioni tramite sim o Wi-Fi, trasferendo i pagamenti su conti correnti che spesso risultano intestati a prestanome o a società estere difficilmente identificabili. Le autorità stanno predisponendo controlli mirati, poiché l’uso del dispositivo senza emissione di scontrino rappresenta una violazione delle norme. Nel frattempo, i consumatori si dividono tra la comodità del pagamento digitale e il timore che i propri dati bancari possano finire in circuiti poco sicuri.
A cura di Viola Bianchi
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