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Attacco hacker ai frigoriferi dei supermercati in Francia

Un misterioso episodio notturno ha provocato danni imponenti alle strutture commerciali, mettendo in ginocchio interi reparti e spingendo le autorità ad aprire un'indagine approfondita

Da Davide Cannata
ph screenshot web attacco hacker francia

Senza sottrarre credenziali bancarie né bloccare i registratori di cassa per esigere riscatti, un attacco hacker sferrato nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre ha colpito centinaia di supermercati in Francia, prendendo di mira i sistemi di refrigerazione alimentari. L’intrusione ha causato il surriscaldamento prolungato di congelatori, banchi frigo e celle frigorifere, con temperature che in alcuni impianti hanno toccato i 50 gradi centigradi, trasformando i macchinari di conservazione in vere fonti di calore. Come battuto da Reuters e ripreso dalla stampa transalpina, la vicenda ha sollevato forti timori sulla sicurezza informatica della grande distribuzione. L’evento ha provocato la distruzione di tonnellate di prodotti freschi e surgelati, ingenti danni economici e persino alcuni incendi nei punti vendita coinvolti. La procura di Parigi ha attestato la gravità del sabotaggio, mentre le autorità francesi hanno avviato accertamenti per chiarire la dinamica dell’intrusione e individuare i responsabili.

In base ai primi riscontri, i pirati informatici sono riusciti a intervenire da remoto sui dispositivi di gestione del freddo, avviando il cosiddetto sbrinamento forzato. Questa funzione, ideata per rimuovere il ghiaccio accumulato, è stata alterata impostando valori anomali e prolungando l’attività dei macchinari. In diversi impianti il riscaldamento è proseguito per circa sei ore senza che il personale potesse bloccarlo in tempo. Secondo quanto riportato da Le Monde, gli aggressori avrebbero modificato la durata dello sbrinamento estendendola da una a otto ore, ritardando l’allarme. Le anomalie sono emerse all’alba, quando i lavoratori hanno trovato banchi frigo fuori controllo, gelati sciolti, carne, pesce, latticini e cibo deperibile da eliminare per scongiurare rischi sanitari. Le perdite vanno oltre il valore commerciale della merce: le verifiche tecniche, lo svuotamento delle corsie, la sanificazione, il ripristino e i piccoli incendi hanno aumentato i costi operativi e i disservizi.

Il sabotaggio ha interessato svariate catene attive in Francia. Tra le più colpite figurano Intermarché e Netto, marchi del gruppo Les Mousquetaires, oltre a Coopérative U, E.Leclerc, Carrefour e Monoprix. I numeri forniti dalle aziende non sono omogenei: Intermarché ha dichiarato circa 150 negozi coinvolti, mentre ricostruzioni dei media locali ne indicano fino a circa 300, e Coopérative U ha registrato problemi in diverse decine di esercizi, rendendo la risposta all’emergenza particolarmente complessa per via della diffusione geografica.

Le vulnerabilità dei software Danfoss sotto la lente degli inquirenti

Le indagini preliminari indicano nei controllori di refrigerazione della società danese Danfoss il potenziale punto d’accesso dei pirati informatici. L’attenzione degli investigatori si focalizza sulle versioni obsolete di software e firmware, ovvero i programmi che permettono alle apparecchiature di operare e dialogare con i sistemi centrali. Come riferito da BleepingComputer, gli aggressori avrebbero sfruttato nodi vulnerabili per cambiare i parametri da remoto, evidenziando i rischi dei dispositivi connessi a Internet privi di aggiornamenti.

La società Danfoss ha richiamato l’attenzione sui dispositivi non più aggiornati, raccomandando l’uso di versioni supportate e la sostituzione delle macchine arrivate a fine vita utile, considerando che gli impianti commerciali rimangono spesso operativi per anni senza patch di sicurezza. Ciononostante, gli inquirenti precisano comunque che la debolezza tecnica non equivale all’identificazione degli autori: le informazioni attuali non permettono di attribuire l’attacco a un gruppo preciso né di confermare se siano state usate falle note, credenziali violate o altre debolezze d’accesso.

Stima dei danni economicamente rilevanti e avvio delle indagini a Parigi

Sebbene provvisoria, la stima complessiva dei danni prefigura perdite economiche per decine di milioni di euro. Il direttore generale di Intermarché, Thierry Cotillard, ha dichiarato ai media francesi che l’impatto finanziario potrebbe raggiungere tali livelli considerando il cibo distrutto e i costi operativi. Un esempio tangibile giunge da Les Numériques, che riporta come a Haguenau, in Alsazia, due soli supermercati abbiano valutato i danni in circa 270.000 euro, dimostrando la rapidità con cui crescono le perdite quando si compromette la catena del freddo.

Per salvaguardare i consumatori da alimenti deperibili rimasti a lungo ad alte temperature, i punti vendita hanno eliminato tutte le giacenze prive di garanzie sanitarie. Nel frattempo, la procura di Parigi ha aperto un fascicolo affidato alla sezione specializzata in reati informatici, con il supporto dell’ANSSI, l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei sistemi informativi, incaricata di analizzare l’intrusione ed esaminare eventuali minacce per altre infrastrutture. Le autorità stanno anche valutando se la vulnerabilità possa riguardare apparecchiature presenti in altri Paesi europei. L’incidente dimostra quanto la sicurezza cibernetica sia ormai legata all’operatività fisica, evidenziando come anche un impianto frigorifero possa trasformarsi in un bersaglio in grado di arrecare danni sistemici.

A cura della redazione

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