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L’andamento dei prezzi immobiliari nelle località d’élite

Come si orientano i flussi finanziari degli italiani nel settore del mattone turistico tra mare, laghi e località montane

Da Davide Cannata
ph web casa al mare

Con l’arrivo dell’estate cresce l’interesse dei risparmiatori verso l’acquisto di una seconda abitazione nelle principali mete turistiche italiane. Un’analisi realizzata da Immobiliare.it mette in luce differenze marcate tra le varie aree del Paese, evidenziando l’andamento dei prezzi di vendita e le preferenze della domanda. Il dato più evidente riguarda il predominio delle località marittime, mentre i laghi confermano una maggiore accessibilità.

Il mare domina, la montagna insegue

Al vertice assoluto delle destinazioni più costose si conferma Forte dei Marmi, dove il prezzo medio delle abitazioni supera i 2.100.000 euro. Nessun’altra località balneare raggiunge cifre simili: Capri e Porto Cervo restano sotto la soglia di 1.250.000 euro. Più contenuti i valori in altre mete rinomate come Portofino (770.000 euro), Porto Ercole (630.000 euro) e Porto Rotondo (570.000 euro), mentre Senigallia chiude la classifica con meno di 300.000 euro.

Anche il comparto montano mostra quotazioni elevate, guidato da Cortina d’Ampezzo con circa 1.600.000 euro. Superano il milione anche Ortisei (1.270.000 euro) e Courmayeur (1.028.000 euro). Prezzi più contenuti si registrano a Madonna di Campiglio (693.000 euro), Breuil-Cervinia (526.000 euro) e Bormio (480.000 euro).

I laghi restano più accessibili

Le località lacustri risultano generalmente più convenienti, con l’eccezione di Cernobbio, che supera il milione raggiungendo 1.018.000 euro. Altre mete come Stresa e Bellagio si attestano intorno ai 775.000 euro, mentre Varenna scende a circa 514.000 euro. Ancora più accessibili Riva del Garda (470.000 euro) e Sirmione (445.000 euro).

Dal punto di vista della domanda, negli ultimi dodici mesi emergono variazioni rilevanti: crescono Porto Rotondo (+17,3%) e Senigallia (+14,7%), mentre Porto Cervo segna un +8,7%. In calo invece Capri (-13%), Portofino (-11%) e Forte dei Marmi (-9,5%). Nei laghi si registra una dinamica più debole, con Riva del Garda in lieve crescita (+2,3%) e Stresa stabile (+0,5%), mentre arretrano Varenna (-26,4%), Bellagio (-13,7%), Cernobbio (-8,7%) e Sirmione (-1,5%).

Tipologie immobiliari più richieste

Le preferenze degli acquirenti variano sensibilmente in base alla località. A Forte dei Marmi oltre il 50% della domanda riguarda immobili con più di cinque locali. I trilocali sono invece i più richiesti a Porto Ercole (31,5%) e Senigallia (28,2%). In Sardegna prevalgono i bilocali, con il 25% delle richieste a Porto Cervo e il 44% a Porto Rotondo, mentre Portofino si distingue per la forte domanda di monolocali (40,7%).

Nelle località alpine domina ancora il trilocale, con percentuali rilevanti a Bormio (32,3%) e Cortina (23,4%), oltre che nelle locazioni a Ortisei (26,6%) e Courmayeur (22%). Fanno eccezione Madonna di Campiglio, dove prevalgono i monolocali (28,3%), e Breuil-Cervinia, dove i bilocali raggiungono il 34,7%.

Anche nei laghi il trilocale si conferma la scelta principale, con quote tra il 23,7% di Stresa e il 39% di Bellagio. Unica eccezione Sirmione, dove i bilocali dominano con il 34,3% delle preferenze.

A cura di Viola Bianchi

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