Vincenzo Costanzo si prepara a vestire i panni di Mario Cavaradossi in una nuova e ambiziosa produzione di Tosca al Teatro Regio di Torino, in programma dal 12 al 21 giugno. Il debutto ufficiale del tenore napoletano è fissato per il 13 giugno, in uno spettacolo firmato da Stefano Poda e diretto da Andrea Battistoni, nato dalla collaborazione con l’Abay Kazakh National Opera.

Vincenzo Costanzo ph Press
Una visione nuova per Tosca
Questa nuova lettura dell’opera pucciniana punta a liberarsi dai vincoli della tradizione, proponendo una Tosca che si fa portavoce di una difesa della bellezza, spogliata da schemi e consuetudini. La regia di Stefano Poda si distingue per un forte impatto visivo, costruito su un linguaggio simbolico e su un’estetica dichiaratamente visionaria. L’opera viene reinterpretata come un dramma universale, riportato alla sua essenza più autentica e concepito come una vera e propria esperienza collettiva.
L’allestimento ruota attorno al mito di Roma, con una scenografia dominata dal marmo e da un articolato sistema allegorico, in cui elementi dell’antichità prendono forma attraverso simulacri olografici, creando un dialogo costante tra passato e presente. Come spiegato dal regista: “Il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico – Da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Régime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso, rappresentato da Scarpia, figura di potere assoluto e decadente, un mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, di modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi. Per restituire Tosca alla sua vera universalità, il regista dal palcoscenico non deve insegnare, ma imparare a disimparare, così come lo spettatore non deve solo ascoltare e vedere, ma grazie al palcoscenico ascoltarsi e vedersi”.
Il cast e la direzione musicale
Accanto a Vincenzo Costanzo, nel ruolo di Cavaradossi, troviamo Ekaterina Sannikova nei panni di Tosca e Claudio Sgura in quelli del Barone Scarpia. Completano il cast Matteo Torcaso (Sagrestano), Igor Durlovski (Cesare Angelotti), Daniel Umbelino (Spoletta) ed Eduardo Martínez (Sciarrone). Sul podio salirà Andrea Battistoni, alla guida dell’orchestra, del coro preparato da Gea Garatti Ansini e delle voci bianche dirette da Claudio Fenoglio.
Le parole di Vincenzo Costanzo
Grande entusiasmo nelle parole del tenore napoletano, che vive questo debutto come un momento significativo del proprio percorso artistico: “Sono felice di essere qui – e non è la solita frase di circostanza. Ho trascorso un mese di prove in teatro e riavvolto un po’ la bobina della mia vita, ritrovando il direttore artistico, Cristiano Sandri, il quale ha sempre creduto in me sin da giovanissimo e lavora al fianco del Sovrintendente Mathieu Jouvin, l’altro Cavaradossi, Martin Muehle, Chiara Isotton che ho avuto quale Tosca al Maggio Musicale Fiorentino e ancora Claudio Sgura e Roberto Frontali, tutti musicisti con i quali si è creato un clima di grande serenità e collaborazione”.
Costanzo sottolinea inoltre il valore dell’incontro con Stefano Poda: “Questo debutto mi ha permesso di lavorare con Stefano Poda, per il quale il termine regista sta veramente stretto. Lui è un grande uomo di teatro, ha un suo codice e lavora tantissimo sull’arricchimento introspettivo e psicologico del personaggio, attraverso idee innovative e rivoluzionarie, che supportate da un senso realmente consapevole”.
Riferendosi invece al proprio ruolo e alla direzione musicale, aggiunge: “Riguardo il mio personaggio, Mario Cavaradossi, in questo allestimento, il suo animo rivoluzionario, si vede è fisico, il Cavaliere vive realmente tutto ciò che fa, e questa idea permette di esprimermi al meglio, unitamente alla caratterizzazione del Maestro Andrea Battistoni, che è di farmi cantare ponendo in luce tutte le mie potenzialità e con quello sguardo al passato che è, poi, la giusta angolazione per interpretare la partitura pucciniana, ovvero ricercando il suono bello, senza mai stravolgere la pagina, ma in difesa di essa e della voce, permettendomi di cantare con la massima naturalezza”.
Infine, un invito al pubblico: “Poche volte sono contento del lavoro che ho svolto, invito il pubblico a venire, anche se tutte le repliche sono sold out, nonostante l’opera venga rappresentata al chiuso”.
A cura della redazione
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