Nelle piccole comunità dell’Appennino abruzzese le consuetudini festive seguono da sempre cadenze immutate, scandite dai rintocchi sacri, dalle quieti d’alta quota e dalla condivisione di paese. Nel borgo di Quadri, incastonato nella provincia di Chieti lungo la media vallata del Sangro, tale quotidianità ha accolto un fatto del tutto insolito: la presenza di un ministro di culto che al mattino officia la messa e nelle ore pomeridiane indossa la divisa da gioco per capeggiare il reparto offensivo della compagine del posto nel torneo di Terza categoria.
La figura pastorale e la vitalità di padre Oden Maneck
L’interprete principale di questa narrazione è padre Oden Maneck, presbitero nato nel 1991 e proveniente dalla Tanzania. Arrivato sul territorio nazionale per proseguire il proprio cammino ecclesiale e designato viceparroco del centro chietino all’incirca due anni fa, il sacerdote ha conquistato in breve tempo la stima della popolazione grazie alla propria affabilità e alla dedizione pastorale. Accanto alla dedizione religiosa, l’ecclesiastico vanta una notevole resistenza fisica: non di rado copre itinerari a piedi lungo i tracciati montani che uniscono Quadri ai rilievi limitrofi, spingendosi con regolarità sino a Pizzoferrato per curare la propria preparazione.
Il rilancio dell’Asd Quadri e l’ingresso in rosa
Sotto l’aspetto calcistico, l’Asd Quadri incarna un autentico percorso di rinascita per il centro montano. A seguito di una pausa durata sette anni dalle competizioni della Federcalcio, il club dai colori rossoblù ha riaperto i battenti per merito della determinazione di alcuni ragazzi del posto, animati dall’intento di rianimare il campo sportivo e preservare un essenziale polo sociale. Il contatto tra il club e il sacerdote ha preso forma in modo quasi casuale nell’annata passata, quando padre Oden Maneck ha raggiunto il centro sportivo durante una seduta di preparazione, domandando con riserbo di unirsi agli atleti per provare qualche tiro. La sintonia con i compagni si è creata all’istante, sebbene le formalità di iscrizione federale abbiano richiesto una lunga attesa. Alcune complicanze documentali avevano infatti posticipato l’esordio sul campo, ma i vertici societari, guidati dal presidente Gabriele D’Aloisio e dal dirigente Giuseppe Liberatore, hanno perseverato nel progetto di integrarlo nell’organico. Risolti gli adempimenti in previsione della nuova annata sportiva, la sottoscrizione del sacerdote si è concretizzata immediatamente.
Un legame inconsueto tra liturgia e passione sportiva
Nel panorama sportivo abruzzese sussistono precedenti celebri di convergenza tra fede e campi da calcio, come il percorso di don Vincenzo Diodati, cannoniere di rilievo con i colori di Teramo, Chieti e Lanciano, che tuttavia intraprese la strada sacerdotale soltanto al termine dell’attività agonistica. Al contrario, il percorso di padre Oden Maneck inverte questa successione temporale, affiancando i doveri pastorali all’attività sui campi dilettantistici. I responsabili del club hanno salutato l’innesto non unicamente quale aggiunta per il comparto d’attacco, bensì come un rilevante successo sul piano dell’inclusione e dell’unione comunitaria. Il gioco del pallone, in un comprensorio d’altura esposto al rischio dell’abbandono demografico, si è rivelato un prezioso collante tra diverse generazioni e retroterra culturali. La popolazione locale ha accolto la novità con calore e simpatia, consapevole che l’opportunità di schierare sul fronte offensivo un centravanti abituato all’ambone renderà memorabile ogni giornata di campionato. Fra la parola proclamata sull’altare e i movimenti in area di rigore, il Quadri ha ottenuto una guida per lo spirito e una risorsa preziosa per impensierire le retroguardie avversarie.
A cura della redazione
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