Sul prestigioso palcoscenico di Vienna, davanti a una platea di oltre 130 milioni di persone, è bastato un lampo per consegnare alla storia dello spettacolo una trovata scenica indimenticabile. Durante l’esibizione sulle note del brano “Per sempre sì”, valsa a Sal Da Vinci la quinta posizione alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026, gli sguardi del pubblico sono rimasti rapiti dalla presenza scenica della danzatrice Francesca Tocca, vestita con un maestoso abito nuziale tradizionale. All’improvviso, il colpo di teatro: l’ampia gonna candida si è spalancata per mostrare, nascosti tra gli strati di tessuto, i vivaci colori della bandiera italiana.
Oggi questo autentico vestito-scultura, emblema di un momento capace di esaltare le radici nazionali oltre ogni barriera linguistica, apre un percorso inedito: a partire dal 25 settembre e fino al 5 ottobre 2026, l’opera esclusiva viene proposta all’incanto sulla piattaforma Catawiki all’interno dell’evento “Women’s Dresses for the Spotlight”. Una vendita che si intreccia con il rientro live dell’artista, protagonista dal 25 al 27 settembre all’Arena Flegrea di Napoli con tre appuntamenti speciali.
I segreti sartoriali dell’abito ideato da Barbara Pedrazzoli
Nessun artificio tecnologico o congegno elettronico ha animato quei rapidi istanti di stupore: la metamorfosi è dipesa interamente dalla sapienza dell’artigianato su misura. Frutto della maestria della stilista Barbara Pedrazzoli, l’indumento ha richiesto un intero mese di meticolosa lavorazione.
I dettagli costruttivi testimoniano l’estrema precisione richiesta dal progetto:
- 15 chili di peso totale distribuiti all’interno di un’impalcatura spettacolare e complessa;
- 33 metri di tulle ripartiti in più di dieci veli per allestire le tre sezioni cromatiche del tricolore;
- Nove giorni di lavoro a tempo pieno dedicati al ricamo a mano del corpetto, tempestato da una fitta trama di cristalli e perline;
- Uno strato protettivo in organza concepito per impedire qualsiasi impigliamento delle paillettes durante il cambio a vista.
A garantire l’armonia della composizione è intervenuto un sistema di bottoni a clip collocato con precisione chirurgica sul girovita. Per preparare la danzatrice dietro le quinte era necessario il coordinamento di due persone, pronte a calibrare il rilascio in modo che il drappeggio mostrasse prima il verde, il bianco e il rosso, svelando infine una funzionale ed elegante minigonna a portafoglio in raso, concepita per consentire a Francesca Tocca di ballare agevolmente. Una simile finezza tecnica colloca la stima del modello tra i 10.000 e gli oltre 20.000 euro.
Le parole dei protagonisti tra orgoglio ed eco internazionale
La stilista Barbara Pedrazzoli ha raccontato così l’origine dell’opera: «Quando il team di Sal Da Vinci mi ha chiesto di pensare all’abito per Eurovision, la sfida era creare qualcosa che andasse oltre un semplice costume di scena e che diventasse parte della performance. Il tricolore non è applicato all’abito: è l’abito stesso a trasformarsi nella bandiera italiana. Dietro a quei pochi secondi sul palco ci sono un mese di lavoro, 33 metri di tulle, un corpetto interamente ricamato a mano e soprattutto uno studio sartoriale molto complesso, perché il meccanismo doveva funzionare perfettamente durante la coreografia. Vederlo prendere vita sul palco di Vienna è stato emozionante: quell’abito racconta il mio modo di intendere il Made in Italy, fatto di creatività, artigianalità e capacità di sorprendere. Sono profondamente grata a Sal Da Vinci per avermi coinvolta in questo progetto e per la fiducia che mi ha dato: è stata un’esperienza che porterò sempre con me. E ringrazio Catawiki perché oggi permette a questo abito di continuare a vivere, affidandolo a qualcuno che possa riconoscerne e custodirne la storia e l’unicità.»
L’intesa artistica con la designer poggiava del resto su basi consolidate: la creativa aveva già curato l’estetica del video musicale di “Per sempre sì” e i look correlati al contesto di Sanremo. Questo percorso ha affiancato un grande successo commerciale: il riconoscimento del Disco d’Oro, oltre 34 milioni di riproduzioni su YouTube, 26 milioni di ascolti su Spotify, il secondo posto nella classifica FIMI e il posizionamento nelle Top 200 di 17 Paesi all’indomani dell’evento austriaco.
L’interprete Sal Da Vinci ha espresso la rilevanza emotiva di quel momento: «Quell’abito è diventato molto più di un elemento della nostra esibizione: è entrato nel racconto di “Per sempre sì” e nel ricordo di quella notte all’Eurovision. La sua eleganza e la sua forza visiva hanno contribuito a dare ancora più significato alla performance, ma c’è un’immagine che conserverò sempre: il momento in cui dalla gonna è comparsa la bandiera italiana. È stato il nostro omaggio all’Italia, alla sua musica e a tutto quello che stavamo portando su quel palco. L’Eurovision è l’Olimpiade della musica e vedere, proprio lì, il nostro tricolore aprirsi davanti a quel pubblico è stata un’emozione fortissima. In quell’istante non c’era soltanto una canzone: c’erano la nostra identità, le nostre radici e l’orgoglio di rappresentare il nostro Paese. Quel gesto è diventato uno dei momenti iconici della nostra performance e una delle immagini più forti che conservo di quell’esperienza. Oggi sapere che un simbolo così prezioso di quella serata può entrare nella collezione di un appassionato significa dare a quella storia la possibilità di continuare. Quando un abito ha vissuto la musica, il palco e un’emozione così intensa, il suo valore va oltre quello che rappresenta e diventa parte di qualcosa di più grande.»
A evidenziare il rilievo iconografico è intervenuta pure Stefania Giulia Jesi, specialista del settore moda per Catawiki: «Ci sono abiti di scena che accompagnano una performance e altri che finiscono per diventarne parte. Quello creato da Barbara Pedrazzoli appartiene senza dubbio alla seconda categoria: è un pezzo unico, realizzato su misura, con una lavorazione artigianale straordinaria, ma soprattutto porta con sé un momento preciso della cultura pop contemporanea. Su Catawiki cerchiamo oggetti speciali proprio per le storie che sono capaci di raccontare: qui moda, spettacolo e Made in Italy si incontrano in un abito immediatamente riconoscibile, che un collezionista potrà conservare come testimonianza di uno dei momenti più memorabili dell’Eurovision 2026.»
L’asta benefica a sostegno della Fondazione Domenico Caliendo
Il passaggio della creazione nel circuito dei collezionisti intende unire il valore documentario a un fine benefico. Su indicazione dello stesso cantautore, una quota degli incassi ricavati dall’asta sarà destinata alle attività promosse dalla Fondazione Domenico Caliendo, organizzazione con sede a Napoli attiva nel supporto e nella difesa delle vittime di casi di malasanità.
I partecipanti e gli appassionati avranno l’opportunità di formulare le proprie offerte per ottenere questa straordinaria testimonianza di maestria italiana fino al 5 ottobre.
A cura della redazione
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