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Smog in Lombardia: l’atteso verdetto sulla qualità dell’aria

Un'azione legale senza precedenti scuote i vertici regionali svelando retroscena inquietanti sulla qualità dell'aria che respiriamo ogni giorno

Da Davide Cannata
smog ph pixabay

La Regione Lombardia è stata ufficialmente denunciata per non aver tutelato adeguatamente la qualità dell’aria e la salute pubblica, a causa di anni di ritardi e interventi giudicati inefficaci. L’iniziativa legale, promossa dall’associazione Cittadini per l’Aria, si fonda su un esposto presentato alla Procura di Milano il 24 settembre 2025, integrato successivamente da una memoria del 1° aprile 2026. Secondo quanto emerso, le autorità regionali non avrebbero agito con la necessaria fermezza contro le principali fonti di emissioni, in particolare il traffico stradale, che rappresenta la causa primaria della diffusione di biossido di azoto nel territorio. I documenti acquisiti dalla Commissione europea descrivono una strategia caratterizzata da limitazioni parziali e poco ambiziose, con misure sul riscaldamento domestico attivate con eccessivo ritardo e interventi in ambito agricolo lasciati quasi esclusivamente alla libera iniziativa dei singoli.

Criticità e superamenti dei limiti nelle stazioni lombarde

Il monitoraggio effettuato nel corso del 2025 evidenzia una situazione ancora critica per diverse aree della regione. A Cinisello Balsamo, i livelli di biossido di azoto permangono oltre i parametri di legge a ben 16 anni dalla loro introduzione, mentre per il PM10 si sono registrati superamenti dei limiti giornalieri in ben 17 stazioni, nonostante tali soglie siano attive da oltre due decenni. Anche i dati relativi al PM 2.5 rilevati a Soresina e i costanti sforamenti dei livelli di ozono confermano la gravità del quadro ambientale. L’esposto pone inoltre l’accento sul mancato rispetto dei parametri suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che rappresentano il reale indicatore della minaccia per la popolazione. Questo ritardo strutturale delle politiche regionali comporterebbe il raggiungimento degli obiettivi normativi solo nel 2025, un termine considerato inaccettabile rispetto all’obbligo di intervenire nel minor tempo possibile per prevenire patologie respiratorie, tumori e malattie cardiovascolari.

Implicazioni sanitarie e possibili profili penali

Le conseguenze dell’esposizione prolungata allo smog colpiscono duramente i soggetti fragili e i bambini, riducendo l’aspettativa di vita della popolazione. Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un problema noto da decenni dichiara Gloria Pellone, coordinatrice di Cittadini per l’Aria, aggiungendo che le istituzioni avevano dati, strumenti e indicazioni precise su cosa fare. Eppure, le azioni sono state rinviate, tardive o incomplete. Nel frattempo milioni di cittadini hanno continuato a respirare aria inquinata, ad ammalarsi e morire. La vicenda legale richiama anche le passate condanne della Corte di Giustizia dell’Unione europea subite nel 2012, 2020 e 2022. L’avvocato Marino Careglio ipotizza inoltre la configurazione del reato di inquinamento ambientale colposo, introdotto nel 2015, poiché la normativa vigente tutela specificamente la purezza dell’atmosfera. L’obiettivo dell’associazione è fare chiarezza sulle omissioni del passato affinché la qualità dell’aria venga finalmente trattata come una priorità sanitaria non più rinviabile.

A cura della Redazione
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