Home NewsSvolta doganale in Europa: le novità per i consumatori

Svolta doganale in Europa: le novità per i consumatori

La crescita esponenziale dei volumi di spedizioni spinge le istituzioni a erigere nuove barriere per tutelare i mercati locali

Da Davide Cannata
ph web pacchi spedizioni

Le istituzioni dell’Unione Europea hanno approvato l’introduzione di un dazio fisso da tre euro applicato a ogni piccolo pacco in arrivo da paesi extra-Ue. La misura elimina in modo definitivo la storica esenzione doganale sotto i 150 euro, ridisegnando profondamente i flussi commerciali del mercato digitale globale.

Per i consumatori italiani il conto si fa più salato

In Italia il quadro normativo risulta più gravoso rispetto agli altri paesi europei a causa di una sovrapposizione tra disposizioni comunitarie e nazionali. La legge di Bilancio ha introdotto un contributo aggiuntivo italiano di due euro per spedizione che, al termine di successive proroghe governative, dovrebbe scattare in contemporanea con il dazio Ue. Se il Ministero dell’Economia non interverrà per correggere il tiro, ogni acquirente si troverà a pagare un rincaro fisso di cinque euro per ogni pacco ricevuto, a cui si aggiungerà regolarmente l’Iva ordinaria.

L’allarme di Confetra e Confcommercio

Le associazioni di settore hanno reagito con forza, denunciando i rischi di una doppia imposizione fiscale che potrebbe rivelarsi controproducente per le finanze pubbliche. Confetra ha stimato un crollo del 50% dei traffici merci verso gli hub logistici nazionali, con una perdita di circa 25 milioni di euro di gettito. Il presidente Carlo De Ruvo ha inviato una lettera formale al ministro Giancarlo Giorgetti chiedendo l’abolizione della misura domestica. Anche Confcommercio, pur ritenendo il dazio europeo uno strumento utile per contrastare la concorrenza sleale dei colossi orientali, ha espresso serie perplessità sul balzello italiano, paventando un effetto boomerang sull’intera filiera logistica della penisola. La tassa nazionale puntava a incassare 122,5 milioni di euro nel 2026, con proiezioni che ipotizzavano il doppio a partire dal 2027.

I numeri smentiscono le previsioni del governo

Le simulazioni elaborate dagli analisti di Confetra fotografano un paradosso fiscale difficile da ignorare: mantenendo solo il dazio europeo ed eliminando quello nazionale, l’erario incasserebbe circa 153,1 milioni di euro tra luglio e novembre; con entrambi i prelievi attivi, le entrate scenderebbero invece a 127,6 milioni di euro per effetto della contrazione dei volumi. I vettori commerciali possono infatti dirottare agevolmente aerei e camion merci verso paesi più competitivi come Belgio, Ungheria o Paesi Bassi, poiché i piccoli pacchi viaggiano raggruppati in grandi quantitativi ad alta densità. I dati dell’Agenzia delle Dogane relativi ai primi due mesi dell’anno registrano già un dimezzamento effettivo delle spedizioni totali. Il dazio comunitario rimarrà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrerà in funzione il nuovo centro doganale digitale europeo. La Commissione Europea ha giustificato l’intervento ricordando che il volume dei piccoli pacchi in ingresso è raddoppiato ogni anno dal 2022: nel solo 2024 sono arrivati nel mercato unico 4,6 miliardi di colli, il 91% dei quali di provenienza cinese. Il ministro Adolfo Urso ha definito la situazione una vera invasione commerciale, aggravata dalle barriere tariffarie introdotte dagli Stati Uniti d’America.

A cura di Viola Bianchi

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