I quattro presunti rapinatori estradati dalla Bosnia-Erzegovina sono rientrati in Italia con un volo speciale del Governo italiano e sono accusati della rapina alla Deutsche Bank di Caserta del marzo 2025, durante la quale rimasero feriti due poliziotti. L’operazione chiude un capitolo di indagini che aveva portato al fermo di sei persone, tutte legate a campi rom della provincia di Napoli.
Estradati in Italia con volo speciale
Sono rientrati in Italia quattro dei presunti responsabili della rapina commessa nel marzo 2025 ai danni della Deutsche Bank a Caserta, atterrati all’aeroporto militare di Pratica di Mare con un volo speciale proveniente dalla Bosnia-Erzegovina. I quattro sono stati scortati da personale del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, che ha curato le procedure di trasferimento verso il territorio italiano.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati sono considerati parte della banda che, dopo il colpo in banca, provocò il ferimento di due poliziotti durante l’inseguimento seguito alla fuga. Le autorità italiane hanno proceduto all’estradizione in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
La rapina del 22 marzo 2025
La rapina risale alla notte del 22 marzo 2025, quando l’obiettivo dei criminali fu la filiale della Deutsche Bank di via Giuseppe Maria Bosco, a Caserta. In azione sarebbero entrati in sei, a bordo di un’auto con targhe rubate e con il volto coperto, riuscendo ad asportare la cassa continua prima di darsi alla fuga.
Durante la corsa per evitare la cattura, il veicolo dei rapinatori fu intercettato da una pattuglia della Polizia di Stato, che si pose a sbarramento della strada nel tentativo di bloccarli. A quel punto, i criminali, a bordo di un’Audi S3 nera, per farsi largo si erano volontariamente schiantati contro l’automobile, causando il ferimento dei due agenti impegnati nel servizio.
La fuga verso la Bosnia-Erzegovina
Dopo l’assalto e l’impatto con la vettura della polizia, i presunti componenti della banda erano riusciti a far perdere le proprie tracce, abbandonando il territorio campano. Gli indagati, che vivevano in campi rom della provincia di Napoli, la sera successiva alla rapina erano fuggiti all’estero, facendo ingresso in Bosnia-Erzegovina.
Per tutti e sei era stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del gip di Santa Maria Capua Vetere, provvedimento eseguito anche grazie al lavoro del servizio di cooperazione internazionale della polizia. Gli arresti sono stati infatti effettuati direttamente in Bosnia, dove i sospettati erano stati localizzati dalle autorità.
Gli arresti e l’ultimo fermo a luglio
Per quella vicenda, in totale erano state arrestate cinque persone, mentre l’ultimo indagato era stato fermato lo scorso 15 luglio, al confine in ingresso in Italia. L’operazione di oggi, con il rientro in Italia dei quattro estradati, si inserisce nel quadro delle misure cautelari disposte nei confronti di tutti i presunti membri del gruppo criminale.
L’inchiesta, legata a una rapina particolarmente violenta con l’uso di un’auto come ariete contro la pattuglia di polizia, ha messo in luce la pericolosità della banda e la capacità di cooperazione internazionale tra le forze dell’ordine italiane e bosniache. Le autorità proseguono ora l’iter giudiziario per accertare le singole responsabilità dei soggetti coinvolti nella rapina, nella fuga all’estero e nel ferimento dei due agenti.
A cura di Francesco Distefano
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