L’esperienza di chi viaggia in aereo non comincia a bordo del velivolo, ma prende forma a terra tra varchi di sicurezza, code, ricerche di indicazioni, aree di sosta e attese prolungate davanti al gate d’imbarco. Questo tratto preliminare del tragitto può rivelarsi un passaggio sereno oppure mutare in una fonte di profondo stress per i passeggeri. Per quantificare l’efficienza delle strutture aeroportuali su scala globale è stato pubblicato l’AirHelp Score 2026, il report redatto da AirHelp incrociando i dati operativi effettivi delle tratte aeree e i pareri condivisi dagli utenti. L’indagine ha preso in esame 279 aeroporti distribuiti in 76 paesi, monitorando i voli effettuati nell’arco temporale compreso tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026.
Il quadro che emerge per l’Italia appare dignitoso ma privo di acuti trionfali, dato che il migliore scalo della penisola si posiziona soltanto al 71° posto della graduatoria internazionale. Si tratta di Cagliari Elmas, tallonato da Bari Karol Wojtyla all’81° posto e da Milano Linate all’87° gradino. L’elenco valorizza in modo particolare puntualità, assetto organizzativo e percezione complessiva, attestando che la grandezza di un terminal non equivale per forza a un funzionamento ottimale.
Criteri di misurazione e il primato mondiale di Tocumen
Il modello di analisi adottato da AirHelp poggia sulla combinazione di tre parametri fondamentali. Il rispetto degli orari, ossia la puntualità dei voli, incide per il 60% sul punteggio finale, definendo la capacità di atterrare e decollare senza sfasamenti rispetto alla tabella di marcia. L’esperienza del passeggero e la qualità legata a servizi e comfort pesano ciascuna per il 20%. I viaggiatori valutano elementi pratici quali l’attitudine del personale, i tempi di attesa, la pulizia degli ambienti, l’accessibilità e la trasparenza delle comunicazioni, mentre la voce dedicata a strutture e comodità analizza ristoranti, negozi, disponibilità di sedute, intrattenimento e prestazioni offerte durante la permanenza. Non si tratta di una contesa sull’avvenirismo architettonico o sul numero di negozi, poiché anche l’aerostazione più maestosa perde valore se le partenze tardano o se l’accesso all’imbarco si trasforma in un tragitto sfibrante.
Al vertice del pianeta nel 2026 svetta l’aeroporto internazionale Tocumen di Panama City, capace di totalizzare un punteggio di 8,48 su 10. La piazza d’onore spetta al Fortaleza Pinto Martins, in Brasile, con una valutazione di 8,42, mentre la terza posizione viene conquistata dal Cape Town Airport, in Sudafrica, con 8,36. Il primato di Tocumen deriva soprattutto dall’eccellenza operativa, attestata dal voto di 8,9 nella sezione On-Time, affiancato dall’8,1 nell’esperienza dei passeggeri e dal 7,6 assegnato a strutture e comfort. Dal canto suo, lo scalo di Fortaleza registra 8,6 sul fronte della puntualità e tocca quota 8,7 nel gradimento del pubblico. L’indice evidenzia inoltre come le prime dieci posizioni non siano monopolizzate da enormi snodi globali, accogliendo scali regionali abili nel coniugare flussi consistenti, efficienza logistica e standard percepiti di alto profilo.
Il podio italiano tra Cagliari Elmas, Bari Karol Wojtyla e Milano Linate
La vetta tra gli scali italiani appartiene a Cagliari Elmas, posizionato al 71° rango globale con una valutazione aggregata di 7,78 su 10. La principale virtù della struttura sarda risiede nella puntualità, che ottiene un valore di 8 su 10, con il 19% dei voli in ritardo e una quota di cancellazioni limitata all’1%. I riscontri sull’esperienza dei viaggiatori si attestano a 7,5, mentre il capitolo dedicato a servizi e comfort tocca 7,4, consentendo allo scalo di superare concorrenti ben più ampi. Questa affermazione si inserisce in una fase di costante espansione: stando alle rilevazioni ufficiali di SOGAER, nel corso del 2025 i passeggeri hanno superato quota 5,25 milioni, a fronte dei 5,16 milioni censiti nel 2024, con una progressione dell’1,8%. Lo scalo, che nel 2025 ha computato anche 35.948 movimenti aerei, si ribadisce il punto di riferimento principale della Sardegna per volumi e ampiezza.
Al secondo posto nella penisola si colloca Bari Karol Wojtyla, accreditato di 7,75 punti all’81° posto mondiale. La caratteristica saliente dell’aeroporto pugliese riguarda l’esperienza vissuta dai passeggeri, che raggiunge una quota di 8,1, rappresentando la cifra più elevata tra le tre strutture tricolori sul podio. Questa prestazione si accompagna a una notevole crescita del traffico: in base ai consuntivi ufficiali diffusi da Assaeroporti, nel 2025 il flusso ha oltrepassato i 7,97 milioni di passeggeri, segnando un incremento del 9,7% rispetto al 2024. Nonostante l’intensa pressione operativa, accentuata durante i picchi della stagione turistica, il gradimento degli utenti si mantiene ragguardevole e spinge lo scalo in alto nella classifica.
Il terzo gradino del podio nazionale è occupato da Milano Linate, che coglie l’87° posto planetario forte di un punteggio pari a 7,74. La sede aeroportuale milanese fa segnare 7,7 nell’esperienza dei passeggeri e 8 nella puntualità, comprovando una solida armonia tra rendimento operativo e qualità percepita. Con 11,13 milioni di passeggeri accolti nel 2025 e una crescita del 4,5% sul 2024, accompagnata da oltre 122mila movimenti aerei registrati nei dati di Assaeroporti, Linate gestisce traffici di primo piano senza compromettere puntualità e compiacimento dell’utenza.
Le criticità di Bergamo Orio al Serio e il fondo della classifica globale
In netto contrasto con i vertici italiani si colloca Bergamo Orio al Serio, che scivola al 256° posto su 279 scali considerati, fermandosi a una media di 7,03. Le criticità più marcate emergono nella puntualità, ferma a 6,9, con oltre il 30% dei voli che accusa ritardo e un 10% di corse cancellate, mentre comfort e servizi raccolgono una valutazione di 6,8. Questi ritardi non sono per forza imputabili in via esclusiva allo scalo, potendo derivare da aerei giunti in ritardo dalla tratta precedente nella rotazione, da avversità meteo o da restrizioni operative esterne. Il dato stupisce alla luce dell’enorme mole di viaggiatori movimentati: nel 2025 Orio al Serio ha registrato 16,94 milioni di passeggeri, confermandosi tra i più trafficati in Italia pur segnando un calo del 2,4% rispetto al 2024. Questo scenario riflette un paradosso diffuso, per cui le strutture dalle volumetrie più ampie non risultano necessariamente le più gradite: Cagliari precede Linate e supera nettamente Bergamo, a riprova che all’aumentare dei volumi si moltiplicano le variabili da coordinare tra code, coincidenze, smistamento bagagli, disponibilità dei gate e saturazione infrastrutturale.
A delineare le dinamiche che incidono sul gradimento interviene Mariana Giuliano, avvocato specializzato in diritti dei passeggeri e consulente di AirHelp, la quale evidenzia: «Quando si valuta un aeroporto, la puntualità resta un elemento fondamentale, ma l’esperienza del passeggero non si esaurisce nel rispetto dell’orario di partenza». In base all’analisi di Giuliano, infatti, una pluralità di elementi concorre a rendere l’itinerario più agevole e gradevole, spaziando dalla fluidità nei percorsi interni alla precisione dei dettagli informativi fino alla gamma di prestazioni fruibili durante la sosta.
All’estremità opposta della graduatoria internazionale, la maglia nera assoluta tocca all’aeroporto di Tunisi-Cartagine, che si piazza all’ultimo posto sui 279 complessi esaminati raccogliendo un modesto 5,50 su 10 e fermandosi a un tasso di puntualità del 53%, il più basso dell’intera indagine. Nelle immediate vicinanze del fondo compaiono Lahore, in Pakistan, con un voto di 6,40, e Tan Son Nhat di Ho Chi Minh City, in Vietnam, con 6,48, evidenziando un divario di quasi tre punti rispetto al vertice di Tocumen. Il sistema aeroportuale dell’Italia esce dal confronto senza primati assoluti ma lontano dal collasso, testimoniando con gli esempi virtuosi di Cagliari, Bari e Linate come l’equilibrio tra orari rispettati, cura dei servizi e considerazione del viaggiatore rappresenti la vera discriminante per evitare inutili sacrifici di tempo e serenità.
A cura della redazione
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