Un insospettabile edificio residenziale situato a Santa Croce Camerina, all’interno del libero consorzio comunale di Ragusa, custodiva una complessa realtà illegale caratterizzata dalla presenza di animali esotici protetti, coltivazioni allucinogene e armi da sparo clandestine. L’ispezione, originariamente avviata per verificare la detenzione non autorizzata di fauna selvatica a rischio, ha assunto le proporzioni di una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo CITES di Catania insieme al supporto dei militari della stazione locale. La perquisizione domiciliare ha portato all’arresto di un uomo di 53 anni, responsabile della gestione di un articolato ecosistema fuorilegge all’interno della propria dimora.
La riproduzione del clima tropicale e i due coccodrilli cubani a Santa Croce Camerina
L’azione investigativa ha preso le mosse dai sospetti relativi alla custodia non autorizzata di fauna esotica protetta. Entrati nell’appartamento, gli operanti hanno scoperto una stanza in cui erano stati fedelmente riprodotti i parametri di calore e umidità caratteristici della capitale cubana, creando un perfetto habitat artificiale. In tale contesto vivevano due piccoli esemplari di coccodrillo cubano (Crocodylus rhombifer), un rettile endemico delle isole caraibiche tutelato dai più stringenti accordi internazionali di conservazione a causa del gravissimo pericolo di estinzione che ne minaccia le popolazioni selvatiche.
I due giovani animali, aventi entrambi all’incirca un anno di età e una taglia corporea di circa 45 centimetri, mostravano uno stato di salute soddisfacente. Ciò nonostante, il loro mantenimento domestico costituiva una pesante violazione della legge oltre a un grave pericolo per l’incolumità pubblica: il coccodrillo rombifero si distingue infatti per una spiccata agilità e per un’aggressività superiore rispetto agli altri rappresentanti del suo genere, potendo raggiungere nella fase adulta una lunghezza compresa tra due e tre metri e mezzo. Dinanzi a questo scenario, i carabinieri forestali hanno eseguito il sequestro preventivo immediato dei rettili, disponendone il trasporto presso l’ospedale veterinario universitario di Messina allo scopo di effettuare verifiche cliniche approfondite e provvedere alla loro sistemazione in un ambiente idoneo.
La serra indoor di cannabis e il sequestro dei cactus peyote
Il proseguimento delle verifiche nell’immobile ha consentito di accertare che i coccodrilli costituivano unicamente una parte dell’attività illecita. I militari hanno infatti individuato una sofisticata serra indoor progettata per la coltura intensiva di canapa indiana, dotata di sistemi di areazione e speciali lampade termiche capaci di velocizzare lo sviluppo della vegetazione. All’interno della struttura crescevano all’incirca cento piante di marijuana in pieno sviluppo vegetativo, accanto alle quali erano posizionati una ventina di rari esemplari di cactus peyote (Lophophora williamsii), pianta celebre per gli effetti psicotropi e allucinogeni derivanti dall’alta concentrazione di mescalina. Nel medesimo appartamento erano custoditi anche due chilogrammi di narcotico precedentemente essiccato, pronto per essere porzionato e smerciato sulle piazze dello spaccio clandestino.
La pistola con silenziatore artigianale e le misure giudiziarie a Ragusa
Il quadro indiziario si è ulteriormente appesantito con la scoperta di un dispositivo balistico pronto a fare fuoco. Nascosta tra le mura domestiche, i Carabinieri hanno rinvenuto una pistola semiautomatica calibro 9×19 dotata del relativo serbatoio caricatore rifornito con quattordici cartucce, a cui era applicato un silenziatore artigianale perfettamente calibrato e funzionante. L’integrazione del soppressore acustico e il calibro dell’arma hanno determinato un sensibile aggravamento delle contestazioni penali a carico del cinquantatreenne.
Concluse le rituali procedure di legge, il soggetto è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza per coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti finalizzate allo spaccio, nonché per detenzione abusiva di arma da sparo e munizioni. L’uomo è stato contemporaneamente denunciato a piede libero per l’inosservanza della normativa CITES in materia di divieto di introduzione, commercio e possesso di fauna selvatica pericolosa e protetta. L’indagato è stato quindi condotto nella casa circondariale di Ragusa e collocato a disposizione dell’autorità giudiziaria, impregiudicata la presunzione di innocenza che ne tutela la posizione sino a un eventuale giudizio irrevocabile di colpevolezza.
A cura della redazione
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