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73 anni dopo Ascari, un italiano torna re della Formula 1

A soli vent'anni il talento bolognese scrive una pagina indelebile per il motorsport tricolore dominando la stagione con la Mercedes

Da Davide Cannata
Kim Antonelli - Formula 1 ph IG

A ben 73 anni di distanza dall’ultima volta, l’Italia riconquista la vetta della Formula 1. Il merito è di Kimi Antonelli, che si è laureato campione del mondo garantendo di nuovo a un corridore nostrano il gradino più alto nella classe regina delle quattro

Classifica Formula 1 ph Press

Classifica Formula 1 ph Press

ruote. L’impresa del giovane talento nativo di Bologna si è concretizzata durante il Gran Premio di Città del Messico, andato in scena il 1° novembre 2026. A bordo della sua Mercedes, il pilota ha tagliato il traguardo in terza posizione, un piazzamento ampiamente bastante per garantirsi la certezza matematica del titolo iridato quando mancano ancora quattro appuntamenti alla conclusione della stagione.

Un record di precocità che supera il passato

Con solo 20 anni compiuti, l’emiliano si attesta come il più giovane iridato di sempre nella storia della Formula 1, battendo il primato stabilito in precedenza da Sebastian Vettel. Prima di questa impresa, l’ultimo rappresentante italiano in grado di aggiudicarsi lo scettro planetario era stato Alberto Ascari, vittorioso in due edizioni consecutive nel 1952 e nel 1953 al volante della Ferrari. Da quell’epoca in poi, nessun altro connazionale era stato capace di salire sul trono mondiale della massima serie automobilistica.

L’eredità di una stagione indimenticabile

Proveniente da Bologna, Antonelli ha debuttato nella categoria regina insieme al team Mercedes, confermando fin da subito la propria capacità di gareggiare ai vertici nonostante la verde età. L’annata 2026, scandita da molteplici affermazioni e da un rendimento eccellente, lo consacra definitivamente tra i nomi primari di questo sport. Il suo traguardo costituisce un evento memorabile per l’intero movimento motoristico nazionale e per i sostenitori che attendevano da più di sette decenni di celebrare un italiano campione del mondo. Una nuova era ha inizio, segnata da un risultato epocale e da un profilo destinato a rimanere negli annali della Formula 1.

A cura della redazione

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