Home SocialTuristi imprudenti in montagna: i soccorsi diventano a pagamento?

Turisti imprudenti in montagna: i soccorsi diventano a pagamento?

Una nuova circolare introduce sanzioni per le richieste ingiustificate e per le condotte gravemente imprudenti, con l’obiettivo di tutelare l’efficienza del sistema dei soccorsi

Da Davide Cannata
ph web elisoccorso montagna

Da ora in avanti, chi chiamerà i soccorsi in montagna senza una motivazione concreta o metterà seriamente in pericolo la propria incolumità attraverso comportamenti sconsiderati potrebbe dover sostenere costi elevati. La Guardia di Finanza ha diffuso una circolare interna destinata a tutti i comandi territoriali per contrastare gli interventi privi di reale necessità e limitare l’impiego improprio delle risorse pubbliche.

Resta invariato il principio secondo cui ogni persona in difficoltà sarà raggiunta e condotta al sicuro senza esitazioni. Soltanto in una fase successiva gli ufficiali analizzeranno la condotta tenuta, verificando se l’emergenza sia stata provocata da un atteggiamento deliberatamente irresponsabile o da una grave negligenza.

Escursionisti senza preparazione

Le statistiche degli ultimi anni evidenziano una crescita continua degli escursionisti improvvisati che si avventurano su vette e percorsi difficili senza l’equipaggiamento necessario e senza possedere le competenze minime. Nel corso dello scorso anno, i finanzieri del Soccorso Alpino hanno portato a termine centinaia di operazioni complesse, con l’impiego di elicotteri il cui costo orario supera i 4mila euro e di decine di operatori altamente specializzati.

«Non abbiamo introdotto alcun pagamento generalizzato e nessuno deve esitare a contattarci se teme per la propria o l’altrui incolumità», spiegano fonti interne del Comando Generale. La direttiva punta quindi soltanto a scoraggiare le uscite improprie, che possono sottrarre mezzi e personale a chi affronta un pericolo reale e immediato.

Falso allarme e recuperi per stanchezza

La decisione nasce dalla necessità di tutelare il bilancio dello Stato e di preservare la piena operatività di un sistema costretto spesso ad agire in condizioni estreme. Chi farà scattare un falso allarme o chiederà di essere recuperato soltanto perché non riesce più a proseguire riceverà una fattura dettagliata.

L’importo sarà calcolato in base all’effettivo impiego di uomini e mezzi utilizzati durante la missione.

A cura della redazione

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