Home High TechOpenAI presenta ChatGPT for Teens per la fascia 13-17 anni

OpenAI presenta ChatGPT for Teens per la fascia 13-17 anni

L'azienda guidata da Sam Altman interviene sui modelli conversazionali per arginare l'attaccamento emotivo e trasformare l'assistente virtuale in un tutor orientato al pensiero critico

Da Davide Cannata
Chat GPT for Teens ph Pexels

L’ampia penetrazione dell’intelligenza artificiale generativa nella routine dei più giovani ha indotto OpenAI, guidata da Sam Altman, a ridefinire l’architettura dei propri sistemi mediante l’introduzione di ChatGPT for Teens. Questa declinazione del servizio, calibrata appositamente per la fascia anagrafica compresa tra i 13 e i 17 anni, risponde a una duplice finalità: contenere le criticità legate all’attaccamento emotivo, alla salute mentale e alla fruizione di materiali inadeguati, trasformando contestualmente l’interazione con gli algoritmi in un percorso educativo incentrato sullo sviluppo del pensiero critico anziché in una scorciatoia per la risoluzione dei compiti.

Tutele per i minori tra i 13 e i 17 anni, stop all’antropomorfismo e filtri di sicurezza

La creazione di questo ambiente protetto giunge a seguito delle istanze avanzate da regolatori internazionali, studiosi della psicologia dello sviluppo ed enti a tutela dell’infanzia, dopo che procedimenti giudiziari e indagini accademiche hanno evidenziato la vulnerabilità dei ragazzi dinanzi ad assistenti virtuali percepiti come empatici. OpenAI ha precisato che i propri software non svolgono funzioni terapeutiche o confidenziali e che i dialoghi non godono della riservatezza propria di medici o legali, intervenendo per frenare la nascita di legami parasociali che potrebbero accentuare l’isolamento. Le salvaguardie scattano automaticamente indicando all’iscrizione un’età compresa tra i 13 e i 17 anni; per scongiurare profili fittizi, la società affianca all’anagrafica algoritmi per la stima comportamentale dei dialoghi, sebbene il massimo grado di affidabilità derivi dall’abbinamento a un’utenza genitoriale.

Sotto il profilo relazionale è stato imposto un rigido contrasto all’antropomorfismo: le direttive interne vietano al chatbot di dichiararsi cosciente, simulare affezione o affermare di provare sentimenti. Di fronte a richieste di supporto affettivo o confidenziale, il sistema reindirizza il discorso verso questioni concrete, ricorda la propria natura di programma informatico e suggerisce il contatto con figure umane di supporto. Parallelamente, i filtri di moderazione sono stati considerevolmente inaspriti rispetto alle configurazioni standard, bloccando con severità i temi concernenti l’autolesionismo, i disturbi del comportamento alimentare, le condotte violente, le azioni rischiose e i contenuti per adulti.

Metodo socratico e strumenti didattici con lo Study Mode

Per superare l’utilizzo passivo dell’intelligenza artificiale, la piattaforma è stata dotata della modalità di studio denominata Study Mode, concepita per supportare i processi di apprendimento senza fornire risposte pronte che comprometterebbero l’acquisizione delle nozioni. Il modello adotta un approccio socratico, accompagnando gli studenti attraverso spiegazioni concettuali, quesiti intermedi ed esemplificazioni ragionate. Per l’ambito scientifico e matematico sono presenti moduli visivi interattivi che consentono l’analisi di formule dinamiche e grafici; inoltre, gli allievi possono caricare appunti e testi per produrre sessioni di quiz e verifiche utili a stimolare la memoria attiva e la riflessione autonoma sui materiali di studio.

Controlli parentali, privacy e parere del Youth AI Safety Institute

Un elemento centrale del sistema è costituito dai controlli parentali, ideati per garantire la supervisione degli adulti nel pieno rispetto della riservatezza dei minori: i genitori collegati non possono consultare i testi delle conversazioni, i registri delle chat o l’attività in tempo reale. I genitori possono tuttavia configurare le cosiddette Quiet Hours (ore di silenzio) per inibire l’accesso durante la notte o in precisi orari, rendere prioritaria la modalità studio, ridurre la memoria a lungo termine per impedire la profilazione storica e disattivare funzioni come la voce in tempo reale, la creazione di immagini e la navigazione web autonoma. Nei contesti di estremo pericolo legati a minacce di autolesionismo o violenza, il sistema prevede l’invio di una notifica di sicurezza ai genitori, sottoposta a preventiva verifica da parte di revisori umani per evitare falsi allarmi.

La novità è stata accolta positivamente dalla comunità scientifica e dagli analisti, sebbene istituzioni indipendenti come il Youth AI Safety Institute di Common Sense Media raccomandino prudenza, ricordando che i meccanismi di stima dell’età possono presentare margini di errore e che l’efficacia dei blocchi relazionali necessita di verifiche prolungate su vasta scala. Gli esperti ribadiscono infine che i controlli tecnici e i filtri costituiscono un utile supporto, ma non possono rimpiazzare il confronto intrafamiliare e l’educazione digitale, indispensabili per considerare la tecnologia uno strumento di crescita e non un rifugio.

A cura della redazione

Leggi anche: Reddito universale: libertà o smarrimento esistenziale?
Seguici su Facebook e Instagram!

error: Il contenuto è protetto !!