Home NewsAddio a Dolly Parton: il mondo piange la leggenda del country

Addio a Dolly Parton: il mondo piange la leggenda del country

L'addio alla leggendaria interprete unisce generazioni di fan e colleghi illustri, celebrando un patrimonio artistico e filantropico destinato all'eternità

Da Davide Cannata
Dolly Parton ph X

Il panorama musicale e la cultura contemporanea dicono addio a Dolly Parton, spentasi all’età di 80 anni a Nashville, nel Tennessee. La scomparsa della leggendaria interprete è stata resa nota dal nipote Brian Seaver, che ha confermato la perdita di una figura cardine dello spettacolo globale, forte di oltre sei decenni di carriera e più di 160 milioni di dischi venduti. Capace di superare qualunque confine generazionale e stilistico nei panni di regina del country, la cantante è stata omaggiata negli Stati Uniti con le bandiere a mezz’asta, mentre icone come Paul McCartney, Beyoncé, Elton John e la figlioccia Miley Cyrus hanno espresso profondo cordoglio, in concomitanza con un’impennata degli ascolti registrata dalle piattaforme di streaming.

Dalle umili origini nei monti Appalachi ai capolavori di Nashville e Hollywood

Nata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, un piccolo centro rurale nella contea di Sevier ai piedi delle Great Smoky Mountains, Dolly Rebecca Parton è cresciuta con undici fratelli in una modesta abitazione in legno composta da un solo ambiente. Ha iniziato a cantare a sei anni nella chiesa del nonno, cimentandosi presto nella scrittura di brani accompagnata da una chitarra fabbricata a mano. Ottenuto il diploma nel 1964, si è trasferita immediatamente a Nashville per inseguire le proprie aspirazioni artistiche, trovando una prima affermazione verso la fine degli anni Sessanta nella trasmissione televisiva di Porter Wagoner. Quando nel 1973 ha scelto di separarsi professionalmente da Wagoner, ha scritto nel corso di una sola notte due capisaldi della musica: Jolene, supplica rivolta a una donna bellissima affinché non le portasse via l’uomo amato, e I Will Always Love You, un messaggio di profonda gratitudine e commiato verso il collega.

La gestione di I Will Always Love You ha segnato una tappa fondamentale della sua fermezza manageriale: di fronte all’interesse di Elvis Presley per una cover, l’artista ha respinto in lacrime la richiesta del manager Colonnello Tom Parker di cedere il 50% dei diritti editoriali. Quella scelta coraggiosa le ha consentito di conservare l’intero patrimonio dei diritti d’autore, consacrato nel 1992 dal grandioso successo dell’interpretazione di Whitney Houston per la colonna sonora del film Guardia del corpo. Il percorso artistico è poi approdato con successo al cinema nel 1980 con la commedia Dalle 9 alle 5… orario continuato (9 to 5), per cui ha composto il celebre brano omonimo, trasformato in un inno per la dignità dei lavoratori e l’uguaglianza femminile sul luogo di lavoro.

L’estetica eccentrica, l’autoironia e la nascita di Dollywood

Caratterizzata da uno stile vistoso e inconfondibile basato su parrucche bionde cotonate, abiti scintillanti pieni di strass, tacchi vertiginosi e trucco scenografico, la cantautrice ha saputo valorizzare la propria figura con acuta autoironia, trasformando ogni accusa di kitsch in un punto di forza carismatico. Nel 1996 anche la ricerca scientifica le ha reso tributo assegnando il nome Dolly alla prima pecora clonata. Al contempo ha sviluppato un florido progetto imprenditoriale legato alla sua terra natale: nel 1986 ha inaugurato a Pigeon Forge il parco a tema Dollywood, rilanciando l’economia di un territorio svantaggiato e garantendo migliaia di posti di lavoro alla popolazione locale.

La filantropia per l’infanzia, il sostegno alla ricerca e l’eredità eterna

L’altruismo ha sempre affiancato la carriera artistica della musicista: nel 1995, per mezzo della Dollywood Foundation, ha creato il programma Imagination Library, distribuendo gratuitamente decine di milioni di volumi ai bambini dalla nascita all’età scolare per incentivare l’alfabetizzazione infantile. Nel 2020, all’esordio della pandemia, ha donato un milione di dollari al centro di ricerca del Vanderbilt University Medical Center, supportando in modo decisivo lo sviluppo del vaccino Moderna. Rimasta attiva fino agli ultimi mesi nella realizzazione di musical e brani inediti, lascia una preziosa eredità umana e culturale che continuerà a vivere nel tempo.

A cura della redazione

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