Home LifestyleAppuntamentiRecupero somme RSA: ecco cosa stabiliscono i giudici

Recupero somme RSA: ecco cosa stabiliscono i giudici

Una nuova analisi legale rivela come le famiglie possano ottenere rimborsi significativi per le spese sostenute nelle strutture di ricovero per i propri cari

Da Davide Cannata
rsa ph pixabay

Le spese per il ricovero di un paziente colpito da Alzheimer in una RSA possono raggiungere cifre vertiginose, toccando i 74mila euro per una degenza tipo. Questo dato emerge considerando una retta mensile media di 2.242 euro protratta per circa 33 mesi. In questo scenario di forte pressione economica, il network legale Consulcesi & Partners (C&P) propone un incontro online gratuito per fare chiarezza. Il webinar, intitolato “Diritti dei familiari e giurisprudenza sui pagamenti non dovuti”, si terrà il prossimo 21 aprile alle 12:30 e vedrà il contributo di Pietro Schino, presidente dell’Associazione Alzheimer Bari, insieme a diversi esperti del settore.

Il ruolo della giurisprudenza e le criticità del sistema ISEE

Secondo Pietro Schino, l’impatto delle demenze sulla stabilità dei nuclei familiari è devastante. Le demenze sono patologie estremamente pesanti che scombussolano tutto all’interno della famiglia: avere un appoggio economico è necessario perché le famiglie non possono sostenere da sole il peso della malattia, ha dichiarato il presidente. Viene inoltre evidenziato il paradosso legato all’ISEE, poiché risulta quasi impossibile individuare situazioni con un valore di 9.900 euro. Mentre le amministrazioni pubbliche cercano soluzioni per la sostenibilità finanziaria, il numero di persone con demenza in Italia ha superato 1,4 milioni secondo il rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 redatto da Alzheimer Europe.

Le sentenze delle Corti di Appello e il diritto al rimborso

Sotto il profilo legale, si fa sempre più strada l’orientamento che attribuisce al Servizio Sanitario nazionale i costi delle rette in RSA quando l’assistenza sanitaria è predominante. Numerose pronunce delle Corti di Appello, come quelle di Firenze, Milano e Trento, confermano tale visione. In particolare, la sentenza n. 233/2025 della Corte di Appello di Trento ha riconosciuto a un erede il diritto alla restituzione di oltre 162mila euro. I legali di Consulcesi & Partners spiegano che l’evoluzione giurisprudenziale sta progressivamente chiarendo che, in presenza di patologie neurodegenerative, la distinzione tra componente sanitaria e assistenziale perde rilevanza. Per ottenere informazioni e strumenti di tutela, è possibile iscriversi al webinar tramite il seguente link.

A cura di Viola Bianchi
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