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Il calcio italiano riparte con Malagò presidente della FIGC

L’assemblea federale sceglie Giovanni Malagò come nuovo numero uno della Federazione Italiana Giuoco Calcio e apre una fase di profondo rinnovamento dopo l’addio di Gabriele Gravina, arrivato in seguito alla mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali del 2026. La netta affermazione contro Giancarlo Abete consegna all’ex presidente del CONI la responsabilità di rilanciare tutto il movimento azzurro

Da Nora Taylor
giovanni malagò ph wp

Una larga vittoria nell’assemblea che decide il futuro federale

Il calcio italiano cambia guida e inaugura una fase completamente nuova. L’assemblea elettiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio, riunita a Roma, premia Giovanni Malagò e gli affida la presidenza della FIGC. L’ex numero uno del CONI riceve un consenso molto ampio e raccoglie la fiducia delle diverse componenti del movimento, che puntano a voltare pagina dopo una delle stagioni più difficili degli ultimi anni.

La scelta arriva dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, che aveva deciso di lasciare l’incarico dopo la delusione legata alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali del 2026. L’elezione di Malagò rappresenta quindi un momento di svolta per tutto il sistema calcistico italiano, chiamato a recuperare prestigio e competitività anche a livello internazionale.

Il confronto con Giancarlo Abete si chiude con un successo netto

La sfida elettorale vede protagonisti Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, già presidente federale e attuale vertice della Lega Nazionale Dilettanti. I delegati presenti all’assemblea premiano con decisione la candidatura dell’ex presidente del CONI, che ottiene circa il 68,5 per cento dei consensi. Abete raccoglie invece poco meno di un terzo delle preferenze, mentre una parte minima degli aventi diritto sceglie la scheda bianca.

L’esito del voto conferma il sostegno che numerose realtà del calcio italiano avevano manifestato nei confronti di Malagò durante le settimane precedenti. La sua candidatura aveva infatti raccolto consensi trasversali e aveva ricevuto l’appoggio di molte componenti del panorama federale.

Il saluto di Gabriele Gravina prima della fine del mandato

Prima della conclusione ufficiale del suo percorso alla guida della FIGC, Gabriele Gravina aveva spiegato le ragioni che lo avevano spinto a lasciare l’incarico. L’ex presidente aveva parlato davanti ai rappresentanti federali, sottolineando il peso umano e istituzionale della decisione.

«La decisione di dimettermi è stata ferma, meditata e molto dolorosa. Una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale», aveva dichiarato Gabriele Gravina, chiudendo così una lunga esperienza ai vertici della federazione.

Le sue dimissioni avevano aperto la strada alla nuova consultazione elettorale, che adesso consegna il comando della FIGC a Giovanni Malagò.

Le prime parole del nuovo presidente dopo la proclamazione

Subito dopo la vittoria, Giovanni Malagò ha espresso soddisfazione e ha rivolto un messaggio di unità a tutto il mondo del calcio. Il nuovo presidente ha ribadito l’importanza della collaborazione tra tutte le componenti federali per affrontare i problemi del sistema.

«Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto», ha affermato Giovanni Malagò, evidenziando la volontà di costruire un percorso condiviso.

Nel corso della campagna elettorale, il nuovo numero uno della federazione aveva inoltre sottolineato il valore della tradizione calcistica italiana e la necessità di trasformarla in uno stimolo per il futuro.

«Le nostre radici non rappresentano soltanto nostalgia, ma devono trasformarsi in uno stimolo per il futuro. Vi renderò orgogliosi di entrare in una nuova era del calcio italiano», aveva dichiarato Giovanni Malagò davanti ai delegati.

Le priorità della nuova gestione e le sfide che attendono la FIGC

Il mandato di Giovanni Malagò comincia in un momento particolarmente delicato. Il rilancio della Nazionale rappresenta una delle questioni più urgenti, ma la nuova dirigenza dovrà affrontare anche numerosi altri temi strategici. Tra gli obiettivi principali figurano la valorizzazione dei giovani talenti italiani, il miglioramento delle infrastrutture, una maggiore sostenibilità economica dei club e una serie di riforme capaci di modernizzare l’intero sistema.

La federazione punta inoltre a ricostruire entusiasmo e fiducia tra tifosi, società e addetti ai lavori, dopo anni caratterizzati da risultati inferiori alle aspettative e da un crescente dibattito sul futuro del movimento. Con l’elezione di Giovanni Malagò, il calcio italiano inaugura ufficialmente un nuovo corso e affida al nuovo presidente il compito di riportare il Paese ai vertici del panorama internazionale.

A cura di Nora Taylor
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