Home NewsIn memoria di Alex Zanardi: l’uomo che sfidò l’impossibile

In memoria di Alex Zanardi: l’uomo che sfidò l’impossibile

Un viaggio straordinario giunge al termine, lasciando un'eredità di coraggio che non verrà mai dimenticata da chi lo ha amato

Da Davide Cannata
alex zanardi ph wp

Il mondo dello sport italiano è in lutto per la scomparsa di Alex Zanardi, morto a 59 anni. Ex pilota anche di Formula 1, dopo un drammatico incidente che gli costò l’amputazione delle gambe, seppe reinventarsi diventando un campione paralimpico. Con la sua handbike ha conquistato 4 ori e 12 titoli mondiali, riuscendo soprattutto a trasmettere forza e coraggio a un’intera generazione, spingendola a superare ogni limite. La notizia della morte è stata diffusa dalla famiglia – la moglie Daniela e il figlio Niccolò – insieme a Obiettivo 3, l’associazione da lui fondata per sostenere gli atleti disabili.

Una carriera tra motori e destino

Nato a Bologna e grande appassionato di motori, Zanardi aveva costruito la sua prima carriera come pilota, arrivando fino alla Formula 1. Il debutto avvenne nel 1991 con la Jordan, seguito dalle esperienze con Minardi e Lotus, fino all’ultima stagione nel 1999 con la Williams. Nonostante il talento, non arrivò mai la consacrazione definitiva. Il passaggio alla Formula Cart cambiò tutto: il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco di Lausitzring, fu vittima di un gravissimo incidente che lo portò a perdere entrambe le gambe, riuscendo però a sopravvivere.

alex zanardi ph wp

Alex Zanardi ph WP

La rinascita e i trionfi paralimpici

Arrendersi non è mai stato parte della sua visione. *“La vita è sempre degna di essere vissuta, e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni”*, ripeteva spesso. Dopo 15 operazioni tornò persino a guidare auto da corsa grazie a comandi speciali manuali, vincendo anche alcune gare. Poi scelse una nuova strada, trovando nella handbike il mezzo per esprimere il suo messaggio su scala globale. Alle Paralimpiadi di Londra 2012 conquistò due ori e un argento, mentre a Rio 2016 aggiunse altri due ori e un secondo posto, oltre a 12 titoli mondiali.

L’eredità di un simbolo

Zanardi sarebbe diventato sessantenne il prossimo 23 ottobre, ma da sei anni era lontano dalla scena pubblica, dopo il grave incidente del 19 giugno 2020 sulle colline senesi sopra Pienza, quando si scontrò con un camion mentre era sulla sua handbike. Dopo un lungo periodo tra interventi e ricoveri, era tornato a casa per proseguire la riabilitazione, mantenendo il massimo riserbo sulle sue condizioni. La sua figura resta oggi quella di una icona capace di influenzare milioni di persone, promuovendo lo sport e l’inclusione attraverso iniziative concrete come associazioni e maratone benefiche, oltre allo sviluppo di soluzioni per migliorare la vita di chi ha mobilità ridotta.

A cura della Redazione

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