Home NewsLe Rose Ignoranti, la nuova poesia civile e intima di Giuseppe Tortora

Le Rose Ignoranti, la nuova poesia civile e intima di Giuseppe Tortora

Tra autobiografia e poesia civile, Giuseppe Tortora svela la sua geografia affettiva nel libro Le Rose Ignoranti

Da Davide Cannata
giuseppe tortora ph press

A distanza di tre anni dalla precedente raccolta, Giuseppe Tortora torna alla poesia con Le Rose Ignoranti, un libro che si muove tra riflessione lirica e autobiografia emotiva. Una scrittura concentrataasciutta, che nasce da un rapporto profondo con la parola e dal dialogo ideale con i poeti e gli autori che ne hanno formato l’immaginario. Anche il titolo affonda le radici nella letteratura, richiamando il “dilemma” evocato da Elsa Morante, riferimento dichiarato e interiorizzato.

Una voce tra televisione e verità poetica

Firma autorale della scrittura televisiva, da quindici anni legato a Porta a Porta, Tortora utilizza la poesia come spazio di sottrazione e di verità. Al centro del libro Amore e Tempo, affrontati come forze che modellano l’identità, attraversano la memoria e impongono un confronto costante con ciò che resta. La raccolta si struttura anche come una geografia affettiva, dove i luoghi diventano materia poetica.

Le città della memoria: Napoli, Cilento e Roma

Napoli emerge come origine irrinunciabile e ferita aperta, città colta e musicale compressa da una narrazione televisiva impoverente, incapace di restituirne la complessità storica e culturale.
Il Cilento rappresenta invece il territorio della formazione, della famiglia, di un’infanzia vissuta con poco ma con dignità piena, dove la povertà resta distinta dalla miseria, secondo un’accezione cara a Eduardo De Filippo.

Roma attraversa i testi come spazio praticato ma mai interiorizzato, città vissuta a lungo con una distanza costante. A chiarire questo sentimento bastano le parole di Raffaele La Capria, quando affermava che Napoli coincide con chi la porta dentro.

Un libro di radici e lingua viva

Le Rose Ignoranti si colloca così nel solco della poesia contemporanea che intreccia memoriaidentità e appartenenza. Un libro che affida alla lingua il compito di custodire le radici e alla poesia quello di renderle ancora vive.

Di Simone Pasquini
Leggi anche: Giovani studenti, una giornata speciale con i Carabinieri
Seguici su Facebook e Instagram!

error: Il contenuto è protetto !!