È atteso per la prima settimana di giugno il volume “L’oro verde del Mediterraneo”, firmato dall’antropologo Pino Cinquegrana e pubblicato da Libritalia. Il progetto editoriale è stato seguito con grande cura dalla direttrice della casa editrice, la dottoressa Simona Toma. L’opera si distingue per immagini inedite e approfondimenti di carattere storico-antropologico, che attraversano tradizioni, percorsi paremiologici, cultura religiosa, mito e ritualità legate all’olio di oliva. Un viaggio nella memoria antica che recupera tracce culturali ancora vive nei territori analizzati dall’antropologo vibonese, la cui fama è consolidata anche in Canada e negli Stati Uniti.

Trappeto antico ph Press
Tra scienza e dieta mediterranea
Il volume, interamente a colori, raccoglie contributi di rilievo nazionale e internazionale nel campo della medicina, dove l’olio extravergine di oliva emerge come elemento chiave nella prevenzione cardiovascolare, nell’immunologia e nella riduzione del rischio di Alzheimer e Parkinson. Tali aspetti sono affrontati nel solco delle linee guida della Dieta Mediterranea grazie agli interventi di specialisti come lo scienziato Domenico Praticò della Temple University di Philadelphia, la biologa Adele Cinquegrana, il cardiologo Soccorso Capomolla, direttore del Centro Don Mottola Medical Center, il presidente dell’Accademia della Dieta Mediterranea Antonio Montuoro e lo studioso Thomas Vatrano, esperto degli aspetti farmacologici dell’olio evo.
Tradizione, territori e cultura dell’olio
L’opera rappresenta il risultato di anni di ricerca condotti da Cinquegrana tra gli uliveti dell’angitolano e della provincia di Vibo Valentia, individuando aree e cultivar che rendono questo olio tra i migliori d’Italia, ieri e oggi, come documentato dall’ampia bibliografia. Tra i casi analizzati anche la pianta di ulivi di San Gregorio, oggetto di studio senza una definizione univoca, e il lavoro accademico promosso dal sindaco Farfaglia. Il libro valorizza inoltre il patrimonio dei musei dedicati alla tradizione olearia, come quelli di Vazzano e Monterosso, oltre all’arte dei vasai di Gerocarne, celebri per la produzione di giare per la conservazione dell’olio, paragonate a quelle dei figuli fiorentini. Non manca un approfondimento storiografico sulle tecniche di lavorazione, dai troppiti e troppitari alla spremitura a freddo con presse in legno e successivamente in acciaio, fino alle procedure di estrazione del cosiddetto “oro verde del Mediterraneo”.
A cura della redazione
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