Home LifestylePapa Leone XIV tra le icone di stile 2026 per Vanity Fair

Papa Leone XIV tra le icone di stile 2026 per Vanity Fair

Tra recupero di capi storici in disuso e l'inconfondibile tocco informale delle sneakers quotidiane, la presenza del Pontefice nella classifica di Vanity Fair ridefinisce i canoni dello stile contemporaneo puntando sull'autenticità e sulla misura

Da Davide Cannata
Papa Leone Vanity Fair ph AI

Nel prestigioso panorama dell’eleganza internazionale stilato da Vanity Fair, accanto a celebri interpreti del cinema mondiale, cantanti da record e protagonisti dell’alta moda, compare quest’anno una figura del tutto inedita. Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, è stato inserito nella rinomata Best Dressed List per il 2026, vedendosi riconosciuto uno stile unico capace di unire la solennità delle vesti pontificie a dettagli quotidiani e disinvolti.

Il riconoscimento di Vanity Fair e il sesto posto tra The Originals

La decisione della testata è giunta al termine di una selezione durata svariate settimane, durante la quale sono stati valutati centinaia di profili pubblici internazionali. Il Pontefice ha conquistato il sesto posto nella prestigiosa categoria The Originals, pensata per celebrare personalità dotate di un’identità visiva autentica, spontanea e slegata dai trend passeggeri. In questa selezione esclusiva, Leone XIV condivide il palcoscenico con il regista Spike Lee, la pattinatrice olimpica Alysa Liu, la direttrice artistica dello Studio Museum in Harlem Thelma Golden, la blogger Colby Mugrabi e lo scrittore Hilton Als.

Papa Leone Vanity Fair ph X

Papa Leone Vanity Fair ph X

Dalle scarpe da ginnastica di Padre Bob al cappellino dei Chicago White Sox

Nelle motivazioni della scelta, la rivista sottolinea come la sensibilità estetica del primo Papa statunitense della storia affondi le sue radici negli anni precedenti al pontificato. Già durante il suo ministero pastorale, quando era noto semplicemente come “Padre Bob”, Prevost era solito portare la sua sobria tonaca color crema insieme a classiche scarpe da ginnastica Nike. Questa combinazione, riproposta di recente in un documentario dei media vaticani, ha affascinato l’opinione pubblica per la naturalezza con cui accosta l’abito talare alla praticità sportiva.

Tale inclinazione informale è rimasta intatta anche dopo l’ascesa al soglio pontificio. Leone XIV non ha esitato a manifestare il proprio tifo sportivo per i Chicago White Sox: nello scorso anno, le immagini del Santo Padre con il cappellino nero della squadra dell’Illinois indossato insieme alla veste papale all’interno delle mura vaticane hanno fatto il giro del mondo, diventando uno dei simboli più freschi del suo pontificato.

Il bis dopo Vogue e il valore simbolico dell’abito

L’attenzione del settore della moda non rappresenta una novità per il Pontefice. Già lo scorso anno le sue scelte di abbigliamento erano state celebrate da Vogue tra le più curate e interessanti del panorama pubblico. Nella precedente edizione della lista di Vanity Fair, inoltre, i critici avevano apprezzato il recupero di un elemento caduto in disuso nel guardaroba papale: il lungo soprabito sartoriale nero portato sopra la talare bianca, descritto come un indumento capace di donare una linea solenne, essenziale e moderna.

L’interesse della moda nei confronti di Leone XIV riflette il profondo valore comunicativo del vestire. La sua impronta estetica non è legata al lusso o alla vanità, ma a un linguaggio non verbale fondato sull’essenzialità dei tessuti, sul rispetto della tradizione e sulla vicinanza alla gente. Dettagli come il berretto da baseball e le scarpe sportive mostrano un pastore accessibile, che mantiene vivo il contatto con la propria umanità e incarna un’idea di eleganza fondata sui valori di semplicità, misericordia e servizio.

A cura della redazione

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