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Sinner, stop al 2026: il dolore al ginocchio può avere un’altra origine

Il campione italiano rinuncia alle ATP Finals e punta sul recupero completo: secondo il professor Giovanni Di Giacomo, l’infiammazione al ginocchio potrebbe rappresentare soltanto la conseguenza di uno squilibrio da individuare nell’intero assetto biomeccanico dell’atleta

Da Nora Taylor
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Jannik Sinner ha deciso di chiudere in anticipo la propria stagione e non prenderà parte alle ATP Finals di Torino. Il numero uno del tennis mondiale ha scelto di non forzare i tempi dopo il lungo periodo trascorso lontano dalle competizioni a causa del problema al ginocchio destro. La rinuncia all’ultimo grande appuntamento dell’anno rappresenta una decisione importante, soprattutto considerando il prestigio del torneo e l’importanza che avrebbe avuto nella parte conclusiva della stagione.

Il problema fisico ha condizionato pesantemente la seconda parte dell’annata di Sinner, che non è più sceso in campo dalla finale di Wimbledon. Da quel momento il giocatore ha seguito un percorso di recupero che non gli ha ancora permesso di raggiungere le condizioni necessarie per affrontare nuovamente una competizione ai massimi livelli. Sinner ha quindi preferito concentrare tutte le energie sulla riabilitazione, con l’obiettivo di tornare nel 2027 senza trascinarsi dietro un problema ancora irrisolto.

Il dolore potrebbe indicare un problema diverso

A fornire una lettura particolarmente interessante della situazione è il professor Giovanni Di Giacomo, specialista in ortopedia e medicina dello sport. L’esperto ha sottolineato l’importanza di non fermarsi alla zona nella quale compare il dolore. Nel caso di Sinner, infatti, l’infiammazione che interessa la parte esterna del ginocchio potrebbe rappresentare soltanto la conseguenza finale di un problema che nasce in un’altra area del corpo.

“Il dolore al ginocchio è solo l’effetto finale. La causa è da ricercare altrove”, ha spiegato Di Giacomo. Questa osservazione sposta l’attenzione dall’articolazione dolorante all’intero sistema biomeccanico dell’atleta. Per comprendere l’origine dello stress occorre quindi valutare il modo in cui Sinner si muove, corre e cambia direzione, analizzando anche il rapporto tra muscoli, articolazioni, bacino, schiena e appoggio del piede.

Un giocatore di tennis sottopone continuamente il proprio corpo a sollecitazioni molto elevate. Accelerazioni improvvise, frenate, spostamenti laterali e cambi di direzione possono trasferire carichi importanti sulle strutture muscolari e articolari. Se una parte del corpo non distribuisce correttamente queste forze, un’altra zona può finire per assorbire uno stress superiore alle proprie capacità. Secondo questa prospettiva, il ginocchio potrebbe quindi rappresentare il punto nel quale il problema manifesta i propri effetti, senza essere necessariamente il punto dal quale tutto ha avuto origine.

Una condizione che richiede pazienza

La situazione descritta dal medico richiede particolare attenzione perché un’infiammazione persistente può tornare a manifestarsi quando l’atleta aumenta nuovamente i carichi di lavoro. La bandelletta ileotibiale, situata nella parte laterale della coscia e collegata alla zona del ginocchio, può infatti subire sollecitazioni ripetute durante attività caratterizzate da corsa e continui cambi di direzione.

Per Sinner il problema assume un peso ancora maggiore perché il tennis professionistico richiede una condizione fisica estremamente elevata. Non basta riuscire a svolgere normalmente le attività quotidiane o completare un allenamento leggero. Il corpo deve riuscire a sopportare sessioni molto intense e partite che possono durare diverse ore, mantenendo stabilità e capacità di reazione anche quando la fatica aumenta.

“Guarito e pronto non sono la stessa cosa”, ha spiegato Di Giacomo. La scomparsa del dolore, quindi, non significa automaticamente che Sinner possa tornare subito alle competizioni. Prima del rientro occorre verificare che il fisico abbia recuperato completamente e che possa sopportare progressivamente i carichi specifici richiesti dal tennis senza provocare una nuova irritazione.

La riabilitazione prima del ritorno

Anche il professor Alessandro Massè, direttore dell’Ortopedia del Cto di Torino, ha indicato un approccio conservativo per affrontare il problema. Il percorso può comprendere esercizi dedicati all’elasticità muscolare e un lavoro specifico per mantenere una buona condizione fisica durante il periodo lontano dalle competizioni. L’obiettivo consiste nel recuperare la piena funzionalità senza sottoporre troppo presto il ginocchio alle sollecitazioni tipiche del tennis professionistico.

La scelta di non ricorrere a un intervento chirurgico permette quindi di concentrarsi su un recupero progressivo. Sinner potrà continuare a lavorare sulla propria preparazione fisica seguendo le indicazioni dello staff medico e aumentando gradualmente l’intensità degli esercizi. Ogni passaggio dovrà tenere conto della risposta del corpo, evitando di anticipare una fase successiva quando quella precedente non avrà ancora fornito garanzie sufficienti.

Al momento non esiste una data precisa per il rientro. Di Giacomo ha spiegato che non sarebbe corretto stabilire in anticipo il giorno esatto nel quale Sinner potrà tornare a giocare, perché il recupero deve rispettare i tempi necessari al corpo. La priorità resta quindi quella di arrivare al 2027 con un fisico completamente recuperato, invece di inseguire una data precisa per il ritorno.

La rinuncia alle ATP Finals e il futuro di Sinner

L’assenza alle ATP Finals di Torino rappresenta la conseguenza più importante della decisione presa dal campione italiano. Il torneo avrebbe offerto a Sinner l’occasione di chiudere la stagione davanti al pubblico italiano, ma il giocatore ha scelto una strada differente. Rinunciare all’ultimo grande appuntamento del 2026 significa proteggere il futuro della propria carriera e concedere al fisico il tempo necessario per completare il recupero.

Il lungo stop non indica necessariamente una situazione grave, ma conferma quanto sia complesso risolvere un problema che potrebbe dipendere da più fattori. Se l’infiammazione rappresenta effettivamente la conseguenza di uno squilibrio biomeccanico, il lavoro più importante dovrà concentrarsi sull’individuazione della causa e sulla sua correzione. Limitarsi a trattare il dolore potrebbe infatti non garantire una soluzione duratura.

Il ritorno di Sinner dovrà quindi partire da un principio preciso: non basta stare meglio, bisogna essere realmente pronti. Il campione italiano ha davanti a sé un periodo dedicato alla riabilitazione e alla preparazione fisica, con l’obiettivo di recuperare la piena efficienza prima di affrontare nuovamente le competizioni. La stagione 2026 termina così in anticipo, ma il lavoro sul futuro è già iniziato.

La prospettiva indicata dagli specialisti porta dunque a guardare oltre il semplice dolore al ginocchio. Per capire davvero cosa sta succedendo a Sinner occorre analizzare l’intero equilibrio del suo corpo e individuare ciò che continua a provocare quello stress. Solo dopo aver affrontato anche questo aspetto il numero uno del mondo potrà puntare a un ritorno stabile e competitivo nel 2027.

A cura di Nora Taylor
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