Di Monica Macchioni
È stato presentato giovedì 10 settembre, all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior di Venezia, in occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il programma della seconda edizione de “La Dolce Via Festival”, il progetto nato per rafforzare il dialogo culturale tra Italia ed Emirati Arabi Uniti attraverso il cinema e l’alta formazione dei giovani talenti.
L’appuntamento veneziano ha rappresentato un momento significativo di presentazione internazionale del progetto, che si svolgerà negli Emirati Arabi Uniti dal 26 al 28 ottobre 2026, con l’inaugurazione presso la Cultural Foundation di Abu Dhabi, come già avvenuto nella prima edizione, e le successive giornate a Dubai presso la American University in the Emirates (AUE).
Alla conferenza sono intervenuti Benedetta Paravia, fondatrice e direttrice de “La Dolce Via Festival” e Vice Presidente di A.N.G.E.L.S. APS; Roberto Stabile, Responsabile delle Relazioni Internazionali di Cinecittà ed Eleonora Puglia, giovane regista e attrice della Regione Lazio, individuata come rappresentante delle nuove generazioni di talenti del territorio.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato il programma della seconda edizione e sono state sottolineate le finalità del Festival: avvicinare gli studenti universitari e post-universitari emiratensi dei Collegi di Arte, Media e Comunicazione alle eccellenze della cinematografia italiana, creando occasioni concrete di formazione, confronto e collaborazione con professionisti e talenti italiani.
Particolare rilievo avrà quest’anno la partecipazione di Eleonora Puglia, chiamata a rappresentare le nuove leve creative della Regione Lazio e a portare negli Emirati la propria esperienza professionale attraverso un workshop motivazionale rivolto agli studenti, dedicato alla costruzione del proprio percorso artistico, alla determinazione e alla capacità di trasformare talento e aspirazioni in un progetto professionale.

La Dolce Via Festival ph Press
Il cinema come ponte tra Italia ed Emirati
Nata da un’idea di Benedetta Paravia, “La Dolce Via Festival” si propone di costruire un vero hub cinematografico italo-emiratino, capace di favorire lo scambio di competenze, nuove collaborazioni, joint venture e future coproduzioni tra i due Paesi.
Il Festival guarda infatti al cinema non soltanto come espressione artistica, ma come strumento concreto di diplomazia culturale, formazione e sviluppo di relazioni professionali.
In questa prospettiva, durante la presentazione veneziana è stato inoltre fatto cenno al lavoro attualmente in corso per la realizzazione di un primo film di produzione italo-emiratina, progetto che rappresenta una delle prospettive più significative del percorso avviato attraverso il Festival e testimonia la volontà di trasformare il dialogo culturale in concrete opportunità di produzione e collaborazione tra le due industrie.
La prima edizione aveva visto protagonisti il regista e produttore Gabriele Mainetti, con la presentazione della sua trilogia, e l’attore Alessandro Preziosi.
Il cinema italiano e le donne: memoria, autonomia e cambiamento
Tra i contenuti cinematografici della prossima edizione figurano opere restaurate da Cinecittà, attraverso le quali il Festival intende proporre agli studenti emiratensi non soltanto grandi titoli della storia del cinema italiano, ma anche un percorso attraverso l’evoluzione della società, dei rapporti familiari e della figura femminile.
Peccato che sia una canaglia — La donna che sa giocare con le regole: astuta, seducente e capace di non farsi schiacciare dal mondo maschile.
La fortuna di essere donna — La donna che trasforma lo sguardo e il potere degli uomini in un’opportunità per costruire la propria autonomia e il proprio destino.
La ragazza con la pistola — La donna che rompe definitivamente le regole: scopre la libertà, l’indipendenza e il diritto di scegliere da sola chi vuole essere.
La famiglia — La donna e l’uomo dentro il tempo che passa: la famiglia come luogo di legami, conflitti, cambiamenti e trasformazioni della società italiana attraverso le generazioni.
Un percorso che mette così in relazione identità, memoria, famiglia, emancipazione e cambiamento, temi universali e terreno comune.

La Dolce Via Festival ph Press
Un award per celebrare il legame tra passato e futuro
Nel corso della presentazione veneziana, Benedetta Paravia ha consegnato a Roberto Stabile, entrato ufficialmente a far parte del Board Culturale del Festival, l’award de “La Dolce Via Festival”, un riconoscimento dal forte valore simbolico.
L’opera raffigura una giovane donna proiettata verso il futuro, mentre tiene tra le mani il logo del Festival, in una composizione che richiama idealmente il rapporto tra passato e futuro.
Il significato dell’award racchiude uno dei principi fondanti de “La Dolce Via Festival”: guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
È proprio nella valorizzazione delle rispettive identità, della storia, della cultura e dei valori condivisi che Italia ed Emirati possono costruire nuove forme di collaborazione. Il passato diventa quindi una radice dalla quale far nascere nuove opportunità, mentre i giovani rappresentano il punto di incontro naturale tra tradizione, innovazione e futuro.
Diplomazia culturale e alta formazione
“La Dolce Via Festival” si inserisce in una più ampia strategia di diplomazia culturale, utilizzando il cinema come strumento di dialogo, conoscenza e cooperazione internazionale.
Il progetto è nato con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e della Regione Lazio.
Per la parte emiratina, l’iniziativa si svolge sotto gli auspici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale degli Emirati Arabi Uniti, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi.
Da Venezia agli Emirati, “La Dolce Via Festival” conferma così la propria vocazione: fare del cinema un ponte tra culture, delle nuove generazioni il motore del cambiamento e della cultura uno strumento concreto di dialogo tra Italia ed Emirati Arabi Uniti.
Leggi anche: Reddito universale: libertà o smarrimento esistenziale?
Seguici su Facebook e Instagram!

