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Daniel, il giovane senza documenti lascia l’aeroporto: il console cerca la sua famiglia

Dopo aver trascorso diverse settimane nello scalo napoletano, il ragazzo che dichiara di essere svedese ha accettato l'aiuto dei servizi sociali e ha trovato una sistemazione temporanea in città. Proseguono intanto le verifiche sulla sua identità e i contatti diplomatici per ricostruire il suo passato e favorire un possibile ricongiungimento con i familiari

Da Nora Taylor
Daniel aeroporto Napoli Capodichino ph web

Per Daniel si apre una nuova fase dopo le settimane trascorse nell’aeroporto di Napoli Capodichino, dove aveva trovato un riparo in assenza di un’abitazione, di documenti e di risorse economiche. Il giovane ha accettato la proposta degli assistenti sociali del Comune e ha raggiunto una struttura di accoglienza nel centro cittadino. Qui può finalmente disporre di un alloggio e ricevere il sostegno necessario per affrontare una situazione personale particolarmente complessa. La sua presenza nello scalo aveva suscitato l’interesse di numerosi lavoratori aeroportuali, che nel tempo avevano cercato di aiutarlo con pasti, indumenti e beni indispensabili.

La risposta dei servizi sociali di Napoli

L’amministrazione comunale ha individuato una soluzione abitativa temporanea attraverso il lavoro degli operatori sociali. L’assessora alle Politiche sociali, giovanili e del lavoro, Chiara Marciani, ha spiegato che il ragazzo ha accolto la proposta senza opporre resistenza e ha raggiunto una struttura situata in via Giuseppe de Blasiis. *«Daniel è stato preso in carico da un paio di ore da una nostra struttura di accoglienza che si trova in via Giuseppe de Blasiis, è stato molto collaborativo, ha accettato il trasferimento non appena gli è stato prospettato dagli assistenti sociali»*, ha dichiarato l’assessora.

La sistemazione arriva in un momento delicato anche per le attività dell’aeroporto, che deve affrontare una chiusura temporanea per consentire alcuni interventi sulla pista. Questa circostanza avrebbe potuto complicare ulteriormente la permanenza del giovane nello scalo, privandolo del luogo nel quale aveva trovato un riparo. Il trasferimento rappresenta quindi un passaggio fondamentale per garantirgli condizioni di maggiore sicurezza e continuità assistenziale.

Il console onorario avvia le verifiche con la Svezia

Accanto all’intervento del Comune prosegue l’attività diplomatica coordinata dal console onorario di Svezia a Napoli, Pierluigi Petrone. Il suo obiettivo consiste nel chiarire le generalità del ragazzo, verificare la nazionalità dichiarata e individuare eventuali parenti. Daniel afferma di avere 25 anni e di provenire dalla Svezia, ma non possiede documenti che permettano alle autorità di confermare le informazioni. I racconti forniti durante i colloqui non hanno ancora consentito di ricostruire in maniera completa il suo percorso personale.

Petrone ha mantenuto i contatti con l’ambasciata svedese a Roma e ha cercato di garantirgli anche un sostegno materiale immediato, acquistandogli una giacca con cappuccio per proteggerlo dal freddo. Il console ha espresso la volontà di proseguire il lavoro necessario per individuare una soluzione duratura: *«Lavoreremo affinché il giovane possa presto ritrovare serenità e ricongiungersi con i suoi cari»*. Il possibile ritorno in famiglia rappresenta una delle prospettive principali, ma richiede prima verifiche precise sull’identità e sulla situazione del ragazzo.

Il viaggio in Italia e il racconto dell’aggressione

Tra gli elementi ancora da approfondire figura il racconto di un’aggressione che Daniel avrebbe subito a Roma. Secondo quanto riferito dal giovane, qualcuno lo avrebbe derubato dei suoi effetti personali durante la permanenza nella capitale. Avrebbe raggiunto l’Italia per motivi turistici, ma non ha ancora fornito informazioni sufficienti per chiarire tutti gli spostamenti e gli avvenimenti successivi. La polizia di frontiera e le autorità competenti continuano quindi gli accertamenti per verificare le circostanze del caso.

La vicenda ha richiamato alla memoria di molti il film The Terminal, diretto da Steven Spielberg e interpretato da Tom Hanks, che racconta la storia di un uomo costretto a vivere in aeroporto a causa di problemi burocratici. Il parallelismo cinematografico, tuttavia, non deve distogliere l’attenzione dalla situazione reale del giovane. Daniel ha ora una sistemazione e può contare sull’assistenza delle istituzioni, ma restano da chiarire la sua identità, il suo passato e l’eventuale presenza di familiari in Svezia. Il lavoro congiunto dei servizi sociali e delle autorità diplomatiche punta a trasformare questo primo intervento in una soluzione concreta per il suo futuro.

A cura di Nora Taylor
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