In risposta alle crescenti necessità delle famiglie e delle nuove generazioni, Fondazione Cariplo ha dato il via al bando Anita Chiama – L’infanzia prima, mettendo a disposizione un fondo di 5 milioni di euro. Questa iniziativa, che si inserisce nella più ampia Sfida di Mandato Anita, mira a potenziare la qualità della vita e lo sviluppo delle bambine e dei bambini tra 0 e 6 anni residenti in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Il progetto nasce da un’analisi territoriale preoccupante: sebbene il 92% dei nuclei familiari consideri i servizi educativi 0-3 anni come essenziali, circa il 40% non ne ha mai usufruito. Una discrepanza simile emerge nel supporto perinatale, ritenuto fondamentale dall’87% degli intervistati ma utilizzato solo dal 35%. Anche l’accesso alla cultura per l’infanzia, ritenuto prioritario dal 90% delle persone, risulta spesso ostacolato da barriere economiche o logistiche. Gli enti interessati hanno tempo fino all’11 giugno 2026 per presentare le proprie candidature attraverso il portale ufficiale della Fondazione.
Obiettivi e strategie per contrastare la crisi della natalità
L’intervento si rende necessario a fronte di uno scenario documentato dall’Indagine Genitorialità e Infanzia, curata dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore. Lo studio, condotto su 1.700 cittadini, evidenzia come la denatalità sia alimentata dall’incertezza economica e da una reale difficoltà nell’accedere ai servizi esistenti. Anita Chiama intende quindi promuovere soluzioni innovative e stimolare la ricerca scientifica per affrontare le criticità legate alla crescita. Il bando si divide in due percorsi distinti: la Linea 1 – Anita Chiama Soluzioni, focalizzata sul rafforzamento di interventi pratici e modelli replicabili, e la Linea 2 – Anita Chiama Ricerca, pensata per produrre evidenze scientifiche e nuovi modelli d’intervento attraverso un solido impianto sperimentale. L’obiettivo finale è creare una maggiore consapevolezza collettiva sulla centralità degli investimenti nei primi anni di vita, offrendo risposte concrete soprattutto nelle situazioni di vulnerabilità e svantaggio socio-culturale.
Ambiti di intervento e criteri per accedere ai contributi
I progetti dovranno declinarsi in tre aree specifiche: i Servizi per l’infanzia, per integrare la filiera socio-sanitaria ed educativa (come il sostegno a donne in gravidanza in povertà o a minori con bisogni speciali); i Luoghi della cultura, per rendere teatri, musei e biblioteche spazi inclusivi a misura di bambino; e gli Spazi di vita, volti a migliorare la salubrità ambientale dei luoghi di crescita contro inquinanti e calore eccessivo. Per la Linea 1, la partecipazione è riservata alle organizzazioni private senza scopo di lucro, preferibilmente in collaborazione con il settore pubblico. Per la Linea 2, i proponenti devono essere enti di ricerca scientifica, con l’obbligo di coinvolgere partner del terzo settore o pubblici per i progetti di ricerca-intervento. Ogni proposta può richiedere un contributo massimo di 200.000 euro per iniziative della durata massima di 24 mesi. Sebbene non sia obbligatorio il cofinanziamento, la presenza di altri finanziatori costituirà un valore aggiunto nella valutazione delle proposte, che dovranno garantire ricadute misurabili sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo.
A cura di Viola Bianchi
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