Home NewsMantova, addio vecchi plessi: arriva la scuola del futuro

Mantova, addio vecchi plessi: arriva la scuola del futuro

Un progetto ambizioso che trasforma il modo di intendere le aule e il rapporto tra scuola e comunità locale

Da Davide Cannata
scuola primaria piero angela ph press

La città di Mantova celebra il completamento della Scuola Primaria Piero Angela, un’opera nata dalla sinergia tra l’Amministrazione mantovana, guidata dal sindaco Mattia Palazzi, e la visione dello studio Atelier(s) Alfonso Femia. Questo traguardo, raggiunto entro il termine di marzo 2026 grazie ai fondi del PNRR, trasforma il concetto di edilizia scolastica in un’esperienza di cittadinanza attiva nel quartiere di Borgochiesanuova.

Un progetto innovativo tra architettura e pedagogia

Il concept architettonico reinterpreta la parola skholé, fondendo l’apprendimento con il piacere intellettuale attraverso geometrie razionali e materiali scelti con cura. Lo spazio diventa un luogo di crescita per le coscienze, superando il semplice perimetro dell’aula per diventare un ambiente da abitare. Al piano terra si sviluppa un atrio aggregante, l’Agorà per il confronto pubblico, una grande palestra e la mensa, mentre una corte interna a cielo aperto collega i vari livelli fino alla copertura abitabile, ideale per laboratori all’aperto. Sei anni sono passati dalla diffusione della Covid ricorda l’architetto Alfonso Femia, sottolineando come quel periodo abbia ridato centralità allo spazio fisico come forma di educazione: l’architetto ha il dovere di realizzare progetti che soddisfino le esigenze, ma anche i desideri delle comunità, interpretandoli attraverso una visione responsabile e generosa.

L’intervento rientra nel programma PinQuA (Programma Innovativo della qualità dell’abitare), finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della Missione 5. Il sindaco Mattia Palazzi ha evidenziato l’importanza di questa visione: Abbiamo vissuto dolorosamente cosa significhi un Paese che non pensa realmente alla scuola, che non si preoccupa delle strutture, degli spazi, di come affrontare le emergenze. La Piero Angela è una scuola fatta di aule flessibili, di verde, ma anche di intelligenza previsionale che tiene conto del futuro andamento demografico, dei grandi cambiamenti in termini generali. Non abbiamo realizzato “semplicemente” una scuola, ma un pezzo di città.

Dettagli tecnici e layout della struttura di Borgochiesanuova

A partire dall’anno scolastico 2026-2027, gli studenti avranno a disposizione 15 aule grandi e riconfigurabili, una piazza interna per l’aggregazione e un vasto giardino che integra l’edificio nel tessuto urbano. L’unificazione di tre istituti in un unico plesso nella zona sud-occidentale di Mantova rende l’edificio un vero landmark architettonico. Seguendo la riflessione di Franco Lorenzoni, la scuola si apre alla città diventando un centro civico multifunzionale. L’assessora alla Pubblica Istruzione, Serena Pedrazzoli, ha aggiunto che gli spazi consentono di imparare facendo, citando l’inserimento di un percorso montessoriano parallelo all’insegnamento tradizionale per garantire il diritto all’otium.

Sotto il profilo tecnico, l’edificio presenta una pianta a L con l’Agorà a forma di prisma triangolare rivestita in ceramica diamantata, densa di riflessi luminosi. L’involucro edilizio è stato progettato come un sistema intelligente per contenere i consumi energetici, utilizzando materiali ad alta prestazione come il policarbonato, l’intonaco e tessiture metalliche per la mitigazione climatica. In copertura sono stati installati l’impianto di climatizzazione e il sistema fotovoltaico per garantire la sostenibilità della struttura.

L’architettura come narrazione e i numeri del nuovo plesso

La Scuola Piero Angela si estende su una superficie totale di 4700 m2, di cui 1300 m2 destinati alla palestra e 3400 m2 alla didattica e ai laboratori. La struttura è dimensionata per accogliere 375 studenti. Il team di progetto, guidato da Alfonso Femia con la senior partner Simonetta Cenci e la direttrice di progetto Angela Cavallari, ha visto la collaborazione di Paolo Vincenzi, SERTEC engineering consulting e il supporto del Comune di Mantova con il RUP Mauro Coffani e il dirigente Carmine Mastromarino. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa PAVONI sotto la direzione dell’architetto Marco Caprini.

L’attività di Atelier(s) Alfonso Femia, con sedi a Genova, Milano e Parigi, prosegue la sua ricerca su progetti internazionali come i Docks di Marsiglia e la Dallara Academy. Alfonso Femia, ideatore della Biennale dello Stretto e autore di opere come L’intelligenza della ceramica, conferma con questo istituto mantovano l’attenzione verso un’architettura generosa. Il progetto è stato curato nel dettaglio dal design team composto da professionisti tra cui Carola Picasso, Fabio Marchiori e Chiara Ponti, avvalendosi della consulenza acustica di ELT associati e del supporto BIM di HARPACEAS.

A cura di Viola Bianchi
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