Nel pomeriggio di sabato 18 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Trieste-Borgo San Sergio hanno arrestato un uomo di 42 anni, residente a Trieste, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione si è svolta nell’ambito di un ordinario servizio di controllo del territorio.
Il fermo in strada della Rosandra
I militari dell’Arma stavano pattugliando la zona quando hanno notato il quarantaduenne in strada della Rosandra: i suoi movimenti sospetti e il nervosismo visibile hanno spinto i Carabinieri a sottoporlo a perquisizione personale. L’ispezione ha dato esito positivo: addosso all’uomo sono stati trovati quasi 6 grammi di marijuana. Un risultato che ha immediatamente portato a estendere il controllo anche alla sua abitazione.
La scoperta della serra indoor e dello stupefacente in casa
La perquisizione domiciliare ha riservato ben più di una sorpresa agli operanti. All’interno dell’abitazione sono stati sequestrati quasi 400 grammi di marijuana, già suddivisi in dosi e confezionati in sacchetti termosaldati, chiari indizi di un’attività di spaccio strutturata. Ma la scoperta più inaspettata è stata quella di una vera e propria serra indoor — la cosiddetta “grow box” — al cui interno stavano crescendo 9 piante di cannabis. L’impianto era dotato di luci artificiali, pareti riflettenti, sistemi di aerazione e sfruttava tecniche idroponiche, soluzioni che consentono di replicare condizioni ottimali per la coltivazione, garantendo cicli di crescita rapidi e costanti indipendentemente dalla stagione.
L’arresto e la convalida da parte dell’autorità giudiziaria
Al termine delle operazioni, l’intero materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro. L’uomo è stato arrestato e condotto presso la propria abitazione, dove si trova attualmente in regime di arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria, che nella stessa giornata ha provveduto a convalidare l’arresto. Si precisa che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato sarà accertata nel corso del successivo processo, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.
A cura di Viola Bianchi
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