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Allarme giovani: quello che i ragazzi non confesseranno mai

Un'indagine svela cosa si nasconde dietro le crescenti difficoltà relazionali e l'uso intensivo dei dispositivi digitali in famiglia

Da Davide Cannata
ph web isolamento giovani internet

Dipendenze digitali, gioco d’azzardo e isolamento sociale delineano un quadro sempre più critico tra i giovani italiani. La Relazione al Parlamento 2026 mette in evidenza un cambiamento profondo nelle abitudini degli adolescenti, dove alle sostanze tradizionali si affiancano comportamenti compulsivi legati al mondo digitale. Ne emerge il ritratto di una generazione costantemente connessa ma al tempo stesso isolata, sospesa tra il miraggio del guadagno facile e la sicurezza apparente degli schermi domestici.

Crescita del gioco d’azzardo tra gli studenti

Il fenomeno del gioco d’azzardo ha raggiunto livelli mai registrati prima nella popolazione scolastica. Circa 1 milione e 600mila studenti, pari al 64%, dichiarano di aver puntato denaro almeno una volta nella vita. Nell’ultimo anno i giocatori abituali sfiorano quota 1 milione e mezzo, con una preferenza per strumenti come Gratta&Vinci e scommesse sportive. Anche se tabaccherie e sale scommesse restano punti di riferimento, il gambling online cresce rapidamente: il 14% degli studenti ha visitato siti dedicati nel 2025. Tra questi, il 7,1% rientra nei profili a rischio e il 5,2% mostra comportamenti problematici evidenti.

Dipendenza da internet e isolamento sociale

L’uso eccessivo delle tecnologie evidenzia un forte legame con la fragilità emotiva degli adolescenti. Rispetto al 2024 aumenta la quota di giovani con atteggiamenti patologici verso la connessione, spesso a discapito del sonno e delle relazioni sociali. I genitori segnalano episodi frequenti di irritabilità e aggressività verbale quando l’accesso alla rete viene limitato. In questo contesto, il cyberbullismo mostra una lieve diminuzione, passando dal 47% al 45%, pur coinvolgendo ancora 1 milione e 120mila studenti. Anche la dipendenza da videogiochi cala dal 17% al 15%, colpendo soprattutto i maschi, ma lascia spazio a fenomeni più gravi come l’autoisolamento. Il fenomeno Hikikomori coinvolge il 2,1% degli studenti, oltre 50mila giovani che hanno abbandonato ogni forma di socialità e scuola per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,5% si trova in una fase preliminare. Le cause sono riconducibili a disagio psicologico, difficoltà relazionali e pressioni sociali, con la camera da letto che diventa rifugio protetto mediato dallo schermo.

Sostanze stupefacenti e nuove sfide educative

Accanto alle dipendenze comportamentali, resta rilevante il consumo di sostanze stupefacenti. Nel 2025 il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha fatto uso di droghe illegali, segnando un aumento rispetto all’anno precedente. La cannabis scende dal 21% al 18%, mentre crescono cocaina e allucinogeni, entrambi all’1,9%. Gli psicofarmaci senza prescrizione passano dal 12% all’11%, mostrando un lieve calo. Questo scenario evidenzia la necessità per le istituzioni di sviluppare strategie educative integrate capaci di affrontare una polidipendenza generazionale sempre più complessa.

A cura di Viola Bianchi

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