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Chi affronta la vita con ottimismo potrebbe vivere più a lungo

Un'importante ricerca condotta su migliaia di uomini e donne dimostra che un atteggiamento positivo verso il futuro si associa a una maggiore aspettativa di vita e aumenta le probabilità di raggiungere e superare gli 85 anni, anche dopo avere considerato salute, livello di istruzione e abitudini quotidiane

Da Nora Taylor
ottimismo ph fp

L’ottimismo potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per vivere più a lungo. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dedicato sempre maggiore attenzione al rapporto tra benessere mentale e salute fisica, arrivando a risultati che confermano l’importanza dell’atteggiamento con cui una persona affronta la vita. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, chi guarda al futuro con fiducia mostra una maggiore aspettativa di vita rispetto a chi tende al pessimismo. L’analisi ha coinvolto migliaia di persone per un lungo periodo e ha evidenziato che il beneficio rimane evidente anche quando si prendono in considerazione altri fattori determinanti, come l’alimentazione, il consumo di alcol, il fumo, il livello di istruzione e la presenza di malattie croniche.

Uno studio che ha seguito migliaia di persone per molti anni

Il gruppo di ricerca guidato da Lewina Lee, del Dipartimento di Psichiatria della Boston University School of Medicine, ha analizzato due grandi gruppi di partecipanti già coinvolti in precedenti programmi di ricerca. Lo studio ha preso in esame quasi 70 mila donne e circa 1.500 uomini. Le donne hanno partecipato al monitoraggio per dieci anni, mentre gli uomini hanno seguito un percorso di osservazione durato circa trent’anni. Durante questo periodo gli studiosi hanno raccolto informazioni dettagliate sulle condizioni di salute, sulle abitudini alimentari, sul consumo di alcol, sul fumo e su numerosi altri elementi utili a comprendere i fattori che influenzano la longevità.

Per valutare il grado di ottimismo, i ricercatori hanno utilizzato un questionario specifico dedicato ai sentimenti e alle aspettative nei confronti del futuro. In seguito hanno confrontato la durata della vita delle persone caratterizzate da una visione positiva con quella dei soggetti che mostravano un atteggiamento più pessimista. L’analisi ha considerato anche il livello di istruzione e la presenza di depressione o di malattie croniche, così da ottenere risultati il più possibile affidabili.

I dati mostrano un vantaggio per chi guarda al futuro con fiducia

I risultati hanno evidenziato una differenza significativa tra i due gruppi. Le donne con un atteggiamento positivo verso la vita vivono mediamente circa il 15% più a lungo rispetto alle donne con una visione pessimista. Anche tra gli uomini emerge un beneficio importante: gli ottimisti registrano una durata della vita superiore di circa l’11% rispetto ai pessimisti.

Lo studio mostra inoltre che le persone più ottimiste raggiungono con maggiore frequenza gli 85 anni e spesso superano questa età. Gli studiosi hanno confermato questo risultato anche dopo avere considerato differenze nello stile di vita, nelle condizioni di salute, nel livello di istruzione e nella presenza di patologie croniche. Questo elemento suggerisce che l’ottimismo eserciti un’influenza che va oltre le semplici abitudini quotidiane e coinvolga altri processi ancora oggetto di approfondimento.

La capacità di affrontare lo stress potrebbe fare la differenza

Gli esperti ritengono che una persona ottimista affronti con maggiore efficacia le difficoltà quotidiane e riesca a gestire meglio lo stress. Questa caratteristica potrebbe limitare gli effetti negativi che uno stato di tensione prolungato produce sull’organismo e contribuire a mantenere un migliore equilibrio psicofisico. Inoltre, chi mantiene una visione positiva della vita tende più facilmente a costruire relazioni sociali solide e ad adottare comportamenti favorevoli alla salute.

Altri studi avevano già evidenziato un collegamento tra ottimismo e riduzione del rischio di coronaropatie. Questa nuova ricerca rafforza ulteriormente tale ipotesi e suggerisce che il benessere psicologico possa contribuire in modo concreto anche alla salute cardiovascolare e alla qualità dell’invecchiamento.

Il benessere mentale entra tra i fattori della longevità

I ricercatori sottolineano che lo studio non identifica con certezza il meccanismo biologico responsabile di questa associazione e non dimostra un rapporto diretto di causa ed effetto. Tuttavia i risultati indicano con chiarezza che l’ottimismo merita un ruolo sempre più importante nelle strategie dedicate alla prevenzione e alla promozione della salute.

“L’ottimismo potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per favorire una vita più lunga e un invecchiamento in migliori condizioni di salute.” Questo messaggio riassume il significato della ricerca. Coltivare una visione positiva del futuro, sviluppare una maggiore capacità di affrontare le difficoltà e valorizzare il benessere psicologico potrebbero contribuire ad aumentare le probabilità di vivere più a lungo e di affrontare l’età avanzata con una migliore qualità della vita.

A cura di Nora Taylor
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