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Famiglia nel bosco: l’ultimo provvedimento gela l’Italia

L'onorevole Michela Vittoria Brambilla interviene duramente sul caso della famiglia nel bosco, denunciando le recenti decisioni del Tribunale dei minori che allontanano ulteriormente i figli dalla madre

Da Davide Cannata
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La vicenda che vede coinvolta la cosiddetta famiglia nel bosco subisce un ulteriore inasprimento a causa delle ultime decisioni assunte dal Tribunale dei minori dell’Aquila. Stando a quanto riportato dal Tg1, una nuova ordinanza non solo avrebbe disposto un nuovo trasferimento per i bambini, ma avrebbe anche imposto il divieto assoluto di vedere la madre. Tale provvedimento aggrava una situazione già critica, segnata dal precedente allontanamento dei figli dalla propria abitazione e da un carico di sofferenza che grava direttamente sui minori.

La denuncia dell’on. Michela Vittoria Brambilla

Sull’accaduto è intervenuta con determinazione l’on. Michela Vittoria Brambilla, che ricopre l’incarico di presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. La parlamentare ha utilizzato parole durissime per descrivere la gestione del caso, parlando di un “accanimento parossistico” da parte delle autorità. Secondo Brambilla, la contrapposizione tra i coniugi Trevallion e il Tribunale ha assunto le sembianze di una “assurda disfida” dove a pagare il prezzo più alto sono i tre figli, nonostante si faccia continuo riferimento al “superiore interesse” dei minori.

Audizioni parlamentari e tutela della famiglia

In risposta a queste dinamiche, la Commissione parlamentare ha dato il via a un programma di audizioni focalizzato proprio sul tema dell’allontanamento dei minori dal nucleo familiare. L’on. Brambilla ha evidenziato come le sofferenze inflitte a questa famiglia potessero essere evitate e come sia ora fondamentale lavorare per un “ritorno alla normalità”. L’obiettivo è mettere fine a quella che viene descritta come una devastazione prodotta dai provvedimenti giudiziari, ponendo al centro la stabilità e il benessere dei bambini coinvolti nella vicenda.

A cura di Viola Bianchi

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