Una singolare perseveranza avrebbe consentito di identificare tempestivamente una grave patologia oncologica, salvando l’esistenza di una persona. La vicenda vede al centro Barbara Guerra, residente a Treviso, e la sua Joy, una giovane labrador femmina di due anni. Sarebbe stata proprio la straordinaria sensibilità mostrata dall’animale a rendere possibile l’individuazione precoce di un insidioso tumore al pancreas. Questa toccante esperienza ha ispirato un’innovativa sperimentazione all’interno degli ambienti ospedalieri ed è stata premiata nell’ambito del celebre Premio Internazionale Fedeltà del Cane a San Rocco di Camogli.
La segnalazione dell’animale e le basi scientifiche dell’olfatto canino
Tutto avrebbe avuto origine nella quotidianità domestica, dove la cagnolina avrebbe iniziato a reiterare un comportamento insolito, premendo con insistenza il proprio muso su un’area precisa dell’addome della proprietaria con evidente apprensione. Nonostante Barbara Guerra avvertisse unicamente fastidi lievi e generici, tale rituale l’ha convinta a rivolgersi ai medici per controlli mirati. Gli approfondimenti clinici hanno così confermato la presenza di un adenocarcinoma pancreatico in fase precoce, una forma neoplastica storicamente definita “silenziosa” poiché priva di sintomi chiari fino agli stadi avanzati, quando le possibilità di intervento chirurgico radicale risultano limitate.
Questa precoce individuazione troverebbe spiegazione nelle dotazioni biologiche della specie canina, dotata di oltre duecento milioni di recettori olfattivi rispetto ai cinque milioni umani, supportati da una corteccia olfattiva cerebrale quaranta volte più ampia. Quando si sviluppano cellule tumorali, il metabolismo subisce un’alterazione che rilascia composti organici volatili (VOCs) attraverso pelle, respiro, sudore e urine. I cani sarebbero capaci di avvertire tali infinitesimali variazioni molecolari a concentrazioni pari a parti per trilione: nel caso specifico, l’olfatto unito alla sintonia empatica avrebbe consentito a Joy di cogliere una mutazione invisibile a occhio nudo, trasformando una traccia biochimica in un avvertimento salvavita.
L’accesso in reparto e il modello terapeutico dell’ospedale di Treviso
In seguito alla riuscita dell’asportazione chirurgica, il piano terapeutico ha previsto cicli mirati di chemioterapia. I vertici dell’Ulss 2 Marca Trevigiana hanno quindi strutturato un percorso integrato per permettere alla donna di affrontare le cure supportata dalla presenza dell’animale. Presso i presidi del San Valentino di Montebelluna e del Ca’ Foncello di Treviso, Barbara Guerra è stata la prima paziente ad affrontare sedute chemioterapiche della durata di oltre sei ore con il quadrupede accanto alla poltrona di infusione, intento ad appoggiare le zampe sul letto del day hospital e a diffondere serenità tra i degenti.
L’esito favorevole di questa pratica ha dato origine a un progetto sperimentale strutturato, regolato da precisi protocolli di sicurezza e profilassi igienico-sanitaria. L’azienda sanitaria ha organizzato aree dedicate all’accoglienza e calendarizzato giornate fisse mensili per consentire ai malati oncologici di sottoporsi alle terapie affiancati dai propri compagni a quattro zampe, riducendo lo stress emotivo legato alla degenza ospedaliera.
Il riconoscimento a San Rocco di Camogli e le altre storie premiate
La risonanza di questa vicenda ha portato Joy e Barbara Guerra sul palco della sessantaquattresima edizione del Premio Internazionale Fedeltà del Cane, appuntamento che si svolge ogni 16 agosto a San Rocco di Camogli, in Liguria, nella ricorrenza di San Rocco, patrono dei cani. La commissione giudicatrice ha assegnato a Joy la massima onorificenza con il titolo di “Primus inter pares”, proclamandola vincitrice assoluta tra decine di testimonianze di dedizione pervenute da tutta Italia.
Nel corso della cerimonia ligure sono state celebrate ulteriori vicende di cooperazione tra uomo e animale, tra cui quella dei cinque cani appartenenti al progetto “Gimme Five! – Qua la zampa” della Fondazione Il Porto dei piccoli. Il gruppo, composto dai quattro golden retriever Cloè, Eevee, Happy e Lana insieme al jack russel Google, opera costantemente nei reparti pediatrici dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova per portare conforto e distrazione ai piccoli degenti. L’esperienza di Joy e Barbara Guerra resta la dimostrazione di come le capacità biologiche e l’affetto degli animali domestici possano integrarsi con la medicina, rendendo i percorsi di cura più accoglienti ed efficaci.
A cura della redazione
Leggi anche: Reddito universale: libertà o smarrimento esistenziale?
Seguici su Facebook e Instagram!

