Home LifestyleFoggia, la cultura riapre le saracinesche dei luoghi chiusi

Foggia, la cultura riapre le saracinesche dei luoghi chiusi

Una vecchia struttura cittadina abbandonata rinasce grazie a un'intuizione artistica sorprendente che riduce le distanze tra pubblico e attori

Da Davide Cannata
edicola foggia ph press copia

Nel cuore della provincia di Foggia, precisamente a San Severo, un’edicola chiusa da ben sei anni ha cambiato pelle. Situato in via Tondi, questo piccolo chiosco abbandonato è diventato un minuscolo palcoscenico, capace di ospitare al massimo sei spettatori per volta. L’iniziativa ha trasformato uno spazio silente in un luogo di aggregazione e stupore, dimostrando che la cultura può riemergere anche dove le serrande sono abbassate da tempo.

edicola foggia ph press

Edicola Foggia ph press

L’intuizione di Foyer 97 e Francesco Gravino

A dare vita a questo progetto è stata la compagnia Foyer 97, guidata dal direttore artistico Francesco Gravino. La loro idea punta ad azzerare le distanze tra attori e pubblico, portando l’arte teatrale direttamente tra le persone. Senza le classiche quinte o la platea, l’interazione diventa intima e diretta. In un’epoca segnata dalla chiusura di innumerevoli edicole, questa trasformazione rappresenta una dolce resistenza contro la crisi dell’editoria, offrendo una soluzione poetica alla necessità di nuovi spazi vitali. All’esterno della struttura, un invito esorta chi cammina per strada a farsi coinvolgere, mutando l’interesse in partecipazione reale.

Spettacoli brevi per la Giornata Mondiale del Teatro

Il meccanismo ideato per le esibizioni è rapido e coinvolgente, con spettacoli di quindici minuti che si alternano senza sosta. Sul palco si avvicendano undici attori che recitano intensi frammenti di vita e monologhi, catturando totalmente l’attenzione del piccolo gruppo di presenti. Questo singolare evento è stato inaugurato per celebrare la Giornata Mondiale del Teatro e ha offerto tre giorni di repliche ininterrotte. Sebbene l’esperienza duri pochi istanti, il suo impatto emotivo permane a lungo nella memoria di chi ha superato quell’ingresso. Anche se le esibizioni si sono momentaneamente concluse, l’ex edicola ha dimostrato che bastano poche sedie e tanta passione per riportare la vita e l’arte in un angolo dimenticato.

A cura della redazione

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