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La sfida della mobilità oggi: i risultati dell’ultimo report

Il rapporto annuale svela i segreti di un Paese che non rinuncia all'auto nonostante le sfide green

Da Davide Cannata
relatori osservatorio mobisco

L’indagine inaugurale dell’Osservatorio Mobisco, promossa dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most), rivela che oltre 30 milioni di cittadini italiani, corrispondenti al 51% della popolazione, effettuano quotidianamente spostamenti per ragioni di studio o impiego. Presentato a Milano il 14 aprile 2026 presso il Palazzo Giureconsulti, il report evidenzia un incremento della mobilità rispetto ai 28,8 milioni registrati nel 2011. Stefano Riazzola, Capo Dipartimento per i trasporti e la navigazione del Ministero dei Trasporti, ha sottolineato l’importanza di nuovi strumenti di analisi dichiarando: Dopo la pandemia il dato sulla mobilità sistematica è cambiato e richiede nuove chiavi di lettura. Lo smart working e le nuove modalità di lavoro hanno modificato i comportamenti. Serve quindi aggiornare strumenti di analisi e interpretazione. Il progetto si configura come una piattaforma di supporto alle decisioni per orientare le politiche pubbliche verso modelli più sostenibili, come spiegato da Matteo Colleoni, coordinatore scientifico di Mobisco e professore presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, il quale ha affermato: Mobisco nasce proprio con l’ambizione di metterli in relazione, farli ‘parlare’ e costruire una sintesi capace di restituire una lettura più completa della domanda e offerta di mobilità quotidiana sistematica.

Geografia dei flussi e ripartizione tra mezzi pubblici e privati

Il panorama nazionale della mobilità sistematica comprende circa 10 milioni di studenti e oltre 24 milioni di lavoratori. L’analisi mostra marcate divergenze territoriali: al Nord il 71% degli spostamenti è legato al lavoro, mentre al Sud la quota dedicata allo studio raggiunge il 35%. Un dato rilevante riguarda la pressione sulle infrastrutture causata dai flussi extra-urbani, che coinvolgono il 42,5% dei viaggi totali, con picchi del 57% in Lombardia e del 54% in Veneto, a fronte del 27% riscontrato in Lazio e Sicilia. L’automobile si conferma il mezzo dominante per circa 18 milioni di persone; in particolare, il 73,7% dei lavoratori ricorre esclusivamente al veicolo privato, mentre solo il 7% si affida al trasporto pubblico. La bicicletta rimane una scelta limitata al 2,6% degli spostamenti sistematici, con una maggiore concentrazione nel Nord-Est, mentre nelle aree più popolate del Sud e nei centri urbani minori si osserva un ricorso più frequente alla mobilità a piedi a causa della minore offerta di mezzi collettivi.

La mobilità nel settore formativo e i dati sulla sicurezza stradale

Per quanto riguarda l’ambito scolastico, il 28% degli studenti della scuola dell’obbligo pratica la mobilità attiva, mentre gli scuolabus rappresentano una risorsa marginale, coprendo solo il 3% o il 4% delle necessità. La situazione degli universitari appare più complessa, con spostamenti medi di 28 km al giorno che generano un impatto ambientale di circa 5,12 kg di Co2 per ogni viaggio di andata e ritorno. Tra questi studenti, il 51,4% sceglie il treno e il 26,7% il Trasporto Pubblico Locale. Infine, il report dedica spazio agli infortuni in itinere registrati nel 2025, evidenziando un aumento dei casi che sono passati a 99.939 rispetto ai 96.835 del 2024, con 293 decessi totali. Anche tra gli studenti si è verificato un incremento delle denunce, salite a 2.181 con un balzo del 8,45%. Tali evidenze, emerse durante il confronto che ha visto la partecipazione di enti come Anci, Inail Lombardia, Ispra, Istat, Isfort e Federmobilità, suggeriscono la necessità di interventi mirati per la prevenzione e la sicurezza stradale.

A cura della Redazione
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