Home NewsPascale: Tajani non ha leadership, tolga nome Berlusconi dal simbolo

Pascale: Tajani non ha leadership, tolga nome Berlusconi dal simbolo

Francesca Pascale critica apertamente la guida di Tajani, mette in dubbio la sua leadership e invita a togliere il nome Berlusconi dal simbolo di Forza Italia dopo l’esito del referendum

Da Nora Taylor
francesca pascale ph ig

Francesca Pascale esprime un giudizio molto netto e diretto durante un confronto con i cronisti nei pressi di Montecitorio, subito dopo l’esito del referendum sulla giustizia. La giornata non porta entusiasmo e lei non nasconde affatto il suo dispiacere, sottolineando quanto la situazione attuale la lasci profondamente amareggiata.

“Ovviamente oggi non è una giornata felice, mi dispiace moltissimo”, afferma con tono chiaro e deciso. Poi entra nel merito della questione simbolica che riguarda Forza Italia: “Nel simbolo di Forza Italia c’è scritto ‘Berlusconi presidente’ e quel cognome o si onora e si rispetta oppure si mette il cognome di chi rappresenta quel partito”.

La sfida diretta a Tajani

Secondo Francesca Pascale, Antonio Tajani dovrebbe assumersi pienamente la responsabilità del ruolo che ricopre. Per questo motivo lancia una provocazione molto esplicita: “Se Tajani è così forte all’interno di Forza Italia, se è stato così bravo a fare il tesseramento, metta il suo cognome e vediamo quanti voti riesce ancora a prendere Forza Italia”.

Lei riconosce comunque alcuni meriti nel percorso politico recente: Tajani ha portato avanti il partito anche senza la presenza di Silvio Berlusconi, ma questo non basta. Francesca Pascale chiarisce con fermezza il suo punto di vista: “per me non ha mai avuto la leadership”.

Una comunità che non si sente rappresentata

forza italia

Nel suo intervento, Francesca Pascale evita di chiedere apertamente le dimissioni, ma evidenzia un problema più profondo che riguarda la base del partito. “Non sono nelle condizioni di dire che dovrebbe dimettersi ma c’è una comunità che non si sente rappresentata”, afferma.

Poi aggiunge una riflessione più personale e politica allo stesso tempo: “quando si è amati a metà bisogna fare i conti con l’introspezione”, invitando quindi a una presa di coscienza interna.

Critiche al partito e riconoscimenti interni

Francesca Pascale allarga il discorso e critica la struttura stessa dei partiti politici, che descrive come chiusi e poco accessibili: “Non voglio puntare il dito contro gli altri ma purtroppo i partiti sono chiusi”.

Ribadisce inoltre la sua delusione nei confronti di Forza Italia: “mi dispiace fortemente che Forza Italia continua ad essere un partito chiuso”.

Nonostante le critiche, riconosce gli sforzi di alcuni esponenti, come Occhiuto, che cercano di innovare e rendere il partito più moderno e progressista, anche se incontrano molte difficoltà nel farlo.

Infine, Francesca Pascale sottolinea di sentirsi rappresentata solo da una parte minoritaria del partito e conclude con un apprezzamento sincero verso Giorgio Mulè, dichiarando che Silvio Berlusconi sarebbe stato molto orgoglioso del suo lavoro.

error: Il contenuto è protetto !!