Si riaprono questa sera le porte di Porta a Porta, la trasmissione che Giulio Andreotti battezzò come la «terza Camera dello Stato». Il giornalista Bruno Vespa inaugura così la sua trentaduesima edizione nel pieno di un contesto politico che egli stesso descrive come «effervescente», ricco di tematiche pronte a raggiungere il suo celebre tavolo di discussione. Il format terrà compagnia agli spettatori di Rai1 fino al 27 maggio, mentre a partire dal 21 settembre tornerà in onda anche la striscia quotidiana di Cinque Minuti, che proseguirà fino all’11 giugno.
Nell’introdurre il nuovo ciclo di puntate, Bruno Vespa ha preso le mosse da una riflessione sulla professione giornalistica maturata in occasione della Mostra del Cinema di Venezia. Il conduttore ha infatti dichiarato: «Ho visto due film dedicati al nostro mestiere. Il conduttore ha il ruolo del frontman, ma la squadra è fondamentale», dedicando la sua prima gratitudine al gruppo della redazione che collabora con lui ogni giorno. Questo lavoro di squadra ha permesso di raggiungere i significativi risultati della passata stagione, terminata con il 9,40 per cento di share, un valore superiore di circa un punto sopra l’anno precedente.
Il percorso del programma secondo Paolo Corsini
Un cammino lungo trentadue stagioni testimonia il passaggio attraverso una parte rilevante della storia istituzionale e del costume televisivo in Italia. A sottolinearlo è Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, che ha descritto Porta a Porta come «un rito» e come «un luogo privilegiato di discussione e di racconto della vita politica e istituzionale». Nel corso degli anni la trasmissione ha fatto da cornice a momenti storici entrati nella memoria collettiva, a partire dal noto contratto con gli italiani siglato da Silvio Berlusconi nel 2001 fino allo svolgimento delle varie campagne elettorali.
Il dirigente di rete attribuisce al conduttore la dote principale di aver custodito il ruolo centrale della trasmissione rinnovandone progressivamente i registri comunicativi. Tale attitudine a «guardare sempre avanti» ha dato origine anche all’esperienza di Cinque Minuti, un progetto vincente voluto dall’Approfondimento Rai per declinare lo stile di Bruno Vespa all’interno di una cornice temporale molto più dinamica e immediata.
Il metodo di Bruno Vespa e il ruolo di Cinque Minuti
Nonostante i mutamenti del settore, esiste un canone che il presentatore ritiene immutabile, sintetizzato nell’esigenza di «usare lo stesso linguaggio per Agnelli e per il suo cameriere». Questa massima riflette fedelmente il suo modello di fare informazione sul piccolo schermo, radicato nella chiarezza espositiva e nella relazione con i telespettatori: «Si racconta tutto, non si trascura niente, ma sempre nel grande rispetto del pubblico che ci segue». Il successo duraturo di Porta a Porta si fonda esattamente su questo patto comunicativo, che resta saldo anche mentre i fatti di cronaca accelerano e la scena politica rinnova i propri volti e le proprie modalità espressive.
Accanto alla trasmissione serale, dal 21 settembre riprenderà lo spazio di Cinque Minuti, definito con efficacia da Paolo Corsini come «un tweet televisivo che fa la differenza». Per il vertice aziendale, la maestria di Bruno Vespa nell’accogliere gli invitati e metterli al centro della scena ha reso questo segmento un appuntamento fisso davanti a cui «l’Italia si ferma per cinque minuti». Da questa sera, tuttavia, il tempo a disposizione torna ad ampliarsi: il celebre varco della politica sul piccolo schermo si riapre per la trentaduesima occasione e, alla luce di un percorso che si preannuncia particolarmente vivace, i contenuti per alimentare il dibattito non mancheranno affatto.
A cura della redazione
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