Un episodio verificatosi a Crispiano, centro in provincia di Taranto, ha rischiato di trasformarsi nell’ennesima vicenda paradossale tra cittadinanza e burocrazia. Il protagonista dell’accaduto è Sandro Lenoci, un residente disoccupato di sessantasei anni, trovatosi al centro di una singolare successione di fatti: una rovinosa caduta sull’asfalto dissestato, la riparazione volontaria del manto viario a tutela dell’incolumità pubblica e una pesante contravvenzione recapitata dagli uffici municipali. A differenza di altre contese destinate a protrarsi a lungo nelle aule di giustizia, la situazione ha trovato uno sbocco positivo all’insegna della ragionevolezza attraverso un provvedimento di annullamento del verbale in autotutela.
Dall’infortunio sul selciato all’intervento a proprie spese
La vicenda ha avuto inizio verso la fine di giugno, quando Sandro Lenoci, mentre camminava per una strada dell’abitato tarantino, è caduto pesantemente a causa di una profonda voragine nel manto stradale. L’impatto sul terreno gli ha procurato escoriazioni e contusioni, con una certificazione medica iniziale che ha disposto dieci giorni di prognosi.
Nella prassi comune, chi subisce un simile infortunio decide di adire le vie legali contro l’amministrazione, avanzando una richiesta risarcitoria per custodia stradale legata a una situazione di insidia o trabocchetto ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile. Il sessantaseienne ha invece preferito un comportamento differente. Mosso dalla preoccupazione che quel dislivello invisibile potesse provocare traumi ben peggiori a bambini, anziani o motociclisti, ha scelto di agire direttamente. Procuratosi a proprie spese asfalto e materiale cementizio, l’uomo si è armato di pala e ha stuccato la profonda crepa, mettendo in sicurezza il tratto viario.
La sanzione della Polizia Locale e la mobilitazione cittadina
Il lavoro svolto a titolo di volontariato non è rimasto inosservato durante i controlli sul territorio. Anziché attestati di gratitudine, per l’uomo è arrivata una notifica da parte della Polizia Locale contenente una sanzione di 874 euro.
Il rilievo contestava formalmente la violazione dell’articolo 21 del Codice della Strada, norma che regola l’apertura di cantieri, depositi o l’esecuzione di interventi sulle sedi viarie pubbliche in mancanza della prescritta concessione o autorizzazione dell’ente proprietario. Nelle intenzioni del legislatore, l’attività manutentiva improvvisata comporta elevati elementi di pericolo: opere non certificate, prive della segnaletica prevista o realizzate mediante materiali non omologati rischiano di peggiorare la viabilità e causare ulteriori incidenti di cui il Comune continuerebbe a rispondere sul piano civile e penale.
Di fronte a un importo così gravoso per una persona senza lavoro, la notizia si è diffusa rapidamente tra la cittadinanza e sulle reti sociali, suscitando un forte moto di solidarietà e indignazione. Sandro Lenoci ha deciso di tutelarsi affidandosi all’assistenza legale per predisporre il ricorso dinanzi al Giudice di Pace, facendo leva sulla totale mancanza di dolo, sullo spirito altruistico e sul solo intento di prevenire pericoli imminenti per la collettività.
L’intervento del sindaco Luca Lopomo e la revoca in autotutela
Con l’amplificarsi dell’interesse dell’opinione pubblica, la questione è giunta all’attenzione diretta del primo cittadino di Crispiano, Luca Lopomo. La gestione della vicenda imponeva un difficile bilanciamento: era indispensabile evitare l’iniquità sostanziale di punire un’azione mossa da senso civico, garantendo al contempo piena tutela alla regolarità dell’operato degli agenti municipali. Il sindaco ha evidenziato fin dal principio come la cancellazione del verbale non potesse scaturire da una scelta arbitraria o da motivi di pura convenienza politica.
La sanzione è stata perciò sottoposta a una rigorosa verifica procedurale e normativa condotta dal comando della Polizia Locale in collaborazione con l’ufficio legale del Comune. L’indagine interna ha fatto emergere alcune imperfezioni formali nella stesura e nella notifica dell’atto, offrendo la base giuridica necessaria per provvedere alla revoca in autotutela amministrativa, evitando al cittadino le spese e i tempi prolungati di una controversia giudiziaria.
La conclusione del caso si è formalizzata con un incontro ufficiale presso il municipio, durante il quale il primo cittadino ha convocato Sandro Lenoci e i suoi difensori per notificare di persona l’archiviazione del procedimento sanzionatorio. Nell’esprimere soddisfazione per l’esito della vicenda, l’amministrazione ha tenuto a ribadire il rispetto doveroso per il corpo della Polizia Locale, ricordando l’importanza di verificare la legittimità delle procedure senza delegittimare chi opera quotidianamente per il rispetto della legge. L’episodio di Crispiano conferma come la rigidità normativa possa trovare un punto di equilibrio quando le autorità decidono di esaminare i fatti con buon senso; pur spettando agli enti pubblici la manutenzione della viabilità, l’intervento in autotutela ha impedito che un lodevole gesto civico sfociasse in una beffa formale.
A cura della redazione
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