Home Parole SanteSant’Antonio Abate. Il silenzio che guarisce, la tenerezza che resiste

Sant’Antonio Abate. Il silenzio che guarisce, la tenerezza che resiste

Una riflessione profonda sulla figura del Santo eremita che invita l'uomo moderno a ritrovare la propria essenza nel silenzio

Da Davide Cannata
Sant'Antonio Abate PH Press

di Don Enzo Bugea Nobile

Sant’Antonio Abate non è un santo comodo,non consola subito, non accarezza l’ansia del nostro tempo.
Antonio ti guarda e prima ancora di parlarti, ti chiede una cosa semplice e durissima: sei disposto a stare con te stesso?
Io lo sento così, un uomo che ha scelto il deserto non per fuggire dal mondo, ma per salvarlo dall’interno.
Il deserto di Antonio non è assenza è verità. È lo spazio dove cadono le maschere, dove il cuore smette di recitare e ricomincia a battere.
“In silentio et spe erit fortitudo vestra.”
Nel silenzio e nella speranza sta la vostra forza.
Antonio Abate ci insegna che il rumore non è vita, che la sovraesposizione non è relazione,
che l’uomo non si misura da quanto produce, ma da quanto sa custodire.
Antonio combatte una lotta invisibile,ma non contro gli altri,
combatte contro ciò che disumanizza l’uomo: la paura, la superbia, l’avidità, la disperazione.

sant'antonio abate ph press

Sant’Antonio Abate PH Press

Le tentazioni che i Padri del deserto descrivono non sono favole, sono le nostre, travestite da modernità.
Eppure Antonio non diventa duro,
non si irrigidisce,resta tenero.
Questa è la sua grandezza,
ha uno spirito fermo e un cuore mite.
“Fortis non est qui vincit alios, sed qui vincit se ipsum.”
Forte non è chi vince gli altri, ma chi vince se stesso.
La vera ascesi non è mortificazione sterile,
é educazione dell’amore.
Gli animali, la cura, la benedizione
Sant’Antonio viene raffigurato accanto agli animali perché chi riconcilia il cuore con Dio riconcilia anche il creato.
La sua santità non è verticale e astratta è incarnata, concreta, quotidiana.
Antonio benedice ciò che vive
perché sa che la vita, tutta, è affidamento e qui c’è una tenerezza che mi commuove sempre:
Dio affida la fragilità alla custodia dell’uomo e affida l’uomo alla misericordia di Dio.
“Ubi caritas, ibi Deus.”
Dove c’è amore, lì c’è Dio.
Sant’Antonio Abate è una lezione. ci parla oggi più che mai.
In un tempo che corre, lui si ferma.
In un tempo che urla, lui ascolta.
In un tempo che consuma, lui custodisce.
Ci ricorda che non si cambia il mondo gridando più forte,
ma abitando il silenzio con fedeltà.
La sua vita è un atto di resistenza spirituale.
Un no detto al superfluo.
Un sì pronunciato all’essenziale.
E l’essenziale, alla fine, ha sempre un volto: quello dell’amore.
“Ama et fac quod vis.”
Ama, e fa’ ciò che vuoi.
Sant’Antonio Abate non ci chiede di andare nel deserto geografico.
Ci chiede di fare spazio dentro,
di togliere il rumore,di tornare umani, profondamente umani
e questo, oggi è già un atto rivoluzionario.

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