Nel mondo degli incontri sentimentali, dove applicazioni e piattaforme digitali permettono di conoscere rapidamente migliaia di persone, esiste un metodo decisamente più personale. A gestirlo c’è Fernando Cuevas, sacerdote spagnolo che da anni aiuta uomini e donne cattolici a entrare in contatto con persone interessate a una relazione stabile e orientata al matrimonio. La sua singolare attività gli ha fatto conquistare il soprannome di “prete Tinder”, anche se il suo sistema funziona in modo molto diverso rispetto alle normali app di dating.
Il sacerdote non affida infatti la ricerca a un algoritmo che seleziona automaticamente i profili. Cuevas raccoglie direttamente le informazioni dei candidati, ascolta le loro esigenze e prova a individuare elementi di compatibilità prima di favorire un incontro. Secondo i dati raccontati dallo stesso sacerdote, il suo lavoro ha contribuito alla formazione di 640 coppie, coinvolgendo complessivamente 1.280 persone arrivate al matrimonio. Un risultato nato da un’attività iniziata quasi per caso e cresciuta progressivamente attraverso il passaparola.
La prima coppia nata quasi per caso
L’origine di questa particolare esperienza risale a un episodio molto semplice. Fernando Cuevas si trovava con un giovane cattolico che aveva notato una ragazza impegnata nella vita della parrocchia. Il ragazzo desiderava conoscerla, ma non sapeva come creare l’occasione giusta per avvicinarla. Per questo motivo chiese aiuto al sacerdote, che decise di favorire il primo contatto tra i due. La conoscenza proseguì positivamente e, dopo il periodo di fidanzamento, la coppia arrivò al matrimonio.
Quell’esperienza spinse Cuevas a considerare un problema che riguardava anche altre persone della comunità cattolica. Molti single desideravano infatti trovare qualcuno con una sensibilità religiosa simile, ma incontravano difficoltà nel conoscere persone che condividessero gli stessi valori. Il primo intervento del sacerdote si trasformò così nel punto di partenza di una rete di incontri sempre più ampia.
Con il passare degli anni, il numero delle richieste aumentò. Il passaparola portò nuove persone a rivolgersi a Cuevas, che iniziò a raccogliere informazioni più dettagliate sui candidati. Il sacerdote cercava di capire quali caratteristiche potessero favorire una conoscenza e quali persone potessero avere una visione compatibile della relazione, della fede e della famiglia.
Come funziona il sistema del sacerdote
Il percorso parte dalla compilazione di un questionario. Chi desidera entrare nella rete fornisce informazioni riguardanti l’età, la città di residenza, la professione, il percorso di studi, gli interessi, le caratteristiche personali e le aspettative nei confronti di un futuro partner. Le domande permettono inoltre di comprendere quali qualità il candidato consideri più importanti e quale tipo di relazione desideri costruire.
La componente religiosa rappresenta uno degli elementi centrali della selezione. Cuevas cerca di mettere in contatto persone che condividano una sensibilità cattolica e una concezione simile della vita familiare. Tra le condizioni indicate per partecipare figurano l’età superiore ai 25 anni e la partecipazione alla Messa ogni domenica. Questi requisiti consentono al sacerdote di concentrarsi su candidati che considerano la fede una parte significativa della propria vita.
La valutazione comprende anche la distanza geografica. Quando possibile, Cuevas preferisce avvicinare persone che abitano nella stessa città o comunque in zone abbastanza vicine da permettere incontri frequenti. La possibilità di trascorrere tempo insieme rappresenta infatti un elemento importante per trasformare una semplice presentazione in una vera conoscenza.
Il sacerdote tiene conto anche di aspetti legati alla personalità e alle preferenze individuali. Età, interessi, aspettative e caratteristiche personali contribuiscono alla ricerca di una possibile affinità. Anche alcuni elementi fisici possono entrare nella valutazione, ma Cuevas non li considera sufficienti per determinare il successo di una relazione. Il criterio principale resta la compatibilità complessiva tra due persone e la loro capacità di condividere valori e obiettivi.
Le richieste crescono e arriva un collaboratore
La crescente notorietà dell’iniziativa ha portato numerose persone a contattare Fernando Cuevas. Le richieste arrivano dalla Spagna e anche da diversi Paesi dell’America Latina. L’aumento dei messaggi ha reso più complessa la gestione delle candidature e ha favorito la collaborazione con un altro sacerdote, Vicente Huerta, che contribuisce alla gestione delle richieste e alla valutazione delle informazioni fornite dai candidati.
Nonostante l’utilizzo degli strumenti digitali, il sistema conserva un’impostazione fortemente personale. WhatsApp può facilitare i contatti e Cuevas ha utilizzato anche Tinder per ampliare la rete, ma nessuna applicazione decide automaticamente quali persone debbano incontrarsi. Il sacerdote raccoglie i dati, confronta le caratteristiche e individua le possibili affinità prima di proporre un contatto.
Una volta avvenuta la presentazione, la scelta passa completamente ai diretti interessati. Cuevas non può stabilire se nascerà una relazione e non offre una garanzia di matrimonio. Il suo intervento serve soprattutto a creare un’opportunità di conoscenza tra persone che potrebbero non incontrarsi altrimenti.
La fede resta il criterio decisivo
Alla base dell’intero progetto c’è una necessità specifica: trovare persone che condividano una stessa visione della fede e della vita. Per alcuni cattolici, conoscere un partner con convinzioni religiose analoghe può risultare difficile. “A molti cattolici costa trovare persone con le stesse convinzioni per iniziare una relazione”, ha spiegato il sacerdote raccontando ciò che osserva attraverso la sua esperienza.
Per Fernando Cuevas, la ricerca di un partner non riguarda soltanto l’attrazione o la compatibilità personale. Il progetto comprende anche la possibilità di costruire una famiglia e condividere un percorso spirituale. La fede diventa quindi uno dei principali punti di partenza per selezionare le possibili coppie.
Il sacerdote interpreta inoltre il proprio ruolo attraverso una prospettiva religiosa. “Sono un sacerdote, confido pienamente nella Provvidenza”, ha dichiarato, spiegando il modo con cui affronta le richieste che riceve. Cuevas non presenta il suo sistema come una formula matematica capace di garantire un risultato, ma come uno strumento per creare occasioni di incontro tra persone accomunate da valori importanti.
La storia del “prete Tinder” nasce dunque da un episodio casuale e arriva a coinvolgere una rete molto più grande di quella immaginata all’inizio. Il passaparola, i questionari e gli strumenti di messaggistica hanno permesso a migliaia di persone di entrare in contatto. Il modello di Cuevas sostituisce la selezione automatica degli algoritmi con una valutazione personale basata soprattutto sulla fede, sulla compatibilità e sul desiderio di costruire una relazione stabile.
In un’epoca dominata dagli incontri attraverso lo smartphone, il metodo di Fernando Cuevas propone quindi un percorso alternativo. Il sacerdote raccoglie le informazioni, individua le possibili affinità e favorisce il primo incontro, ma lascia poi alle persone la responsabilità di capire se esista davvero un legame. Nessun algoritmo può decidere il futuro di una coppia: dopo la presentazione, tutto dipende dalla conoscenza reciproca e dalle scelte dei due candidati.
A cura di Nora Taylor
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