Home MondoA 101 anni gestisce una piazza di spaccio in Nigeria: arrestata

A 101 anni gestisce una piazza di spaccio in Nigeria: arrestata

Le autorità intervengono nell'abitazione di una bisnonna ultracentenaria, scoprendo una routine insospettabile nata dal bisogno quotidiano e gestita con l'aiuto della figlia

Da Davide Cannata
Cannabis ph Unsplash

Un episodio del tutto singolare ha attirato l’attenzione in Nigeria, dove una donna di 101 anni è finita al centro di un’indagine per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel centro abitato di Ilisan, compreso nell’area di governo locale di Ikenne all’interno dello Stato di Ogun, gli agenti speciali della National Drug Law Enforcement Agency (NDLEA) hanno fermato Esther Ogunmabo. La bisnonna ultracentenaria è stata sorpresa con circa novanta grammi di skunk, una variante di cannabis contraddistinta da un elevato livello di principio attivo, già frazionata e meticolosamente sigillata all’interno di bustine monodose pronte per essere cedute al dettaglio sul mercato locale.

Il blitz a Ilisan e il canale di rifornimento familiare

L’incursione delle forze speciali è scattata presso l’abitazione dell’anziana a seguito di mirate indagini di intelligence sul territorio. Di fronte agli investigatori, come reso noto dal portavoce ufficiale della NDLEA, Femi Babafemi, Esther Ogunmabo non ha respinto le accuse, illustrando con chiarezza la genesi dell’attività: la donna ha intrapreso lo smercio illecito dopo che un grave incendio aveva distrutto il suo storico esercizio di generi alimentari, lasciandola priva di guadagni, risparmi o tutele economiche. Gli approfondimenti hanno subito svelato un circuito di fornitura gestito in famiglia: una delle figlie, residente a Lagos, provvedeva a inviare a Ilisan un nuovo carico di stupefacente ogni quattro giorni, che la madre porzionava per i clienti locali. Le indagini immediate hanno permesso di arrestare anche la figlia a Lagos, troncando la filiera distributiva.

Le misure di tutela disposte da Mohamed Buba Marwa

La straordinaria età dell’indagata e la sua fragilità fisica hanno richiesto una valutazione specifica da parte dei vertici dell’agenzia dopo le formalità di rito e il sequestro registrato presso il comando provinciale dello Stato di Ogun. Il presidente della NDLEA, il generale di brigata a riposo Mohamed Buba Marwa, ha ordinato di non trattenere la donna in cella. In virtù dei suoi centouno anni, a Esther Ogunmabo è stata accordata la libertà su cauzione unitamente all’inserimento in un programma di supporto psicologico e assistenza sociale, finalizzato a gestire la condizione di vulnerabilità che l’ha spinta verso l’illegalità.

Le maxi operazioni della NDLEA e il contesto sociale

Il fermo della centenaria rientra in un’intensa offensiva condotta a livello nazionale dalla NDLEA per contrastare il narcotraffico, dalla vendita locale alle grandi direttrici marittime. Nei medesimi giorni dell’operazione a Ilisan, i blitz hanno portato a ingenti sequestri: nello Stato di Akwa Ibom è stata bloccata un’imbarcazione diretta in Camerun con a bordo narcotici e cocaina celati all’interno di preparazioni alimentari tradizionali di manioca, mentre nei porti di Lagos sono state intercettate oltre una tonnellata e mezza di cannabis arrivate via mare dalla Thailandia. Il caso di Esther Ogunmabo testimonia il dramma dell’indigenza e della mancanza di sicurezza sociale, fattori capaci di indurre persino persone estremamente anziane a trasformarsi nell’ultimo anello della rete di spaccio.

A cura della redazione

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