Si conclude uno dei capitoli più importanti nella storia del calcio portoghese. Cristiano Ronaldo ha comunicato ufficialmente la decisione di lasciare la nazionale dopo 23 anni trascorsi a rappresentare il proprio Paese nelle maggiori competizioni internazionali. Il fuoriclasse, che ha compiuto 41 anni, ha scelto un lungo video sui social per rivolgersi direttamente ai sostenitori e raccontare le emozioni che accompagnano il suo congedo. Un annuncio che chiude un percorso iniziato nell’agosto del 2003 e caratterizzato da successi straordinari, record mondiali e una presenza costante ai vertici del calcio. La sua ultima apparizione con la selezione portoghese risale al 24 settembre 2026, nella vittoria contro il Galles.
Nel messaggio di commiato, Ronaldo ha ripercorso le ambizioni che lo hanno spinto a migliorarsi continuamente, ricordando quanto abbia desiderato affermarsi tra i più grandi calciatori di sempre. «Volevo essere il migliore», ha raccontato, sintetizzando una mentalità competitiva che ha contraddistinto tutta la sua carriera. Il campione ha spiegato che lasciare la nazionale comporta una sofferenza particolare, perché il rapporto con il Portogallo supera qualsiasi considerazione professionale. Ha inoltre espresso riconoscenza nei confronti dei tifosi, dei compagni, degli allenatori e delle persone che hanno contribuito alla sua crescita, sottolineando il valore delle emozioni condivise durante oltre due decenni.
Il saluto ai tifosi e il significato della maglia numero sette

Cristiano Ronaldo PH FB
Al centro del discorso di addio compare la maglia numero sette, diventata un simbolo riconoscibile in tutto il mondo. Cristiano Ronaldo ha spiegato di averla sempre indossata con la consapevolezza di rappresentare milioni di portoghesi, considerando quel numero non un privilegio individuale, ma una responsabilità collettiva. Dopo 23 anni, il giocatore ritiene che sia arrivato il momento di lasciare spazio a chi guiderà la nazionale nel futuro. La decisione nasce da una riflessione che coinvolge tanto la dimensione sportiva quanto quella personale.
Il fuoriclasse ha ricordato le emozioni provate durante l’inno nazionale, le esultanze dopo le vittorie e la vicinanza dei sostenitori nei momenti più difficili. Nel suo messaggio ha ribadito che i trofei e i primati costituiscono soltanto una parte della sua eredità, mentre il rapporto costruito con il pubblico conserva un significato ancora più profondo. «Il Portogallo farà sempre parte di me», ha scritto accompagnando il video, confermando che continuerà a seguire e sostenere la squadra anche senza indossarne la maglia.
Le incomprensioni con Jorge Jesus e la fine del rapporto
L’annuncio arriva dopo settimane complicate per i rapporti tra Cristiano Ronaldo e il commissario tecnico Jorge Jesus. Le tensioni erano emerse durante gli impegni internazionali di settembre, quando alcune decisioni dell’allenatore avevano provocato il malcontento dell’attaccante. In particolare, la scelta di non utilizzarlo nella partita contro la Norvegia aveva alimentato un contrasto che successivamente aveva portato il giocatore ad abbandonare il ritiro della nazionale. L’episodio aveva suscitato un acceso dibattito nell’ambiente calcistico portoghese, mettendo in discussione il ruolo del capitano all’interno del nuovo progetto tecnico.
La federazione aveva successivamente adottato una sanzione disciplinare, con una sospensione di trenta giorni e una multa. Ronaldo aveva presentato le proprie scuse ai compagni e ai sostenitori, manifestando comunque la disponibilità a tornare a disposizione della nazionale. Anche Jorge Jesus aveva lasciato aperta la possibilità di un chiarimento. La decisione annunciata il 5 novembre ha però posto fine alle prospettive di una nuova convocazione. Il calciatore non ha attribuito esplicitamente il ritiro alle divergenze con l’allenatore, preferendo dedicare il proprio messaggio al significato della lunga esperienza con il Portogallo.
Una carriera leggendaria tra primati mondiali e grandi vittorie

cristiano ronaldo PH IG
Il bilancio sportivo di Cristiano Ronaldo con la nazionale presenta numeri eccezionali. L’attaccante ha disputato 234 incontri e segnato 146 reti, stabilendo due primati assoluti nel calcio internazionale maschile. Ha partecipato a sei edizioni dei Mondiali, diventando il primo giocatore capace di realizzare almeno un gol in sei differenti tornei iridati. La sua ultima esperienza mondiale, nel 2026, si è conclusa agli ottavi di finale contro la Spagna, futura vincitrice della competizione. Nonostante l’eliminazione, il campione ha ulteriormente arricchito una carriera già straordinaria.
Tra i risultati più prestigiosi figura il successo agli Europei del 2016, quando il Portogallo conquistò il primo grande trofeo internazionale della propria storia superando la Francia in finale. A quella vittoria si aggiungono i titoli della Nations League del 2019 e del 2025, che hanno rafforzato il prestigio della nazionale lusitana. Ronaldo ha rappresentato un riferimento tecnico e caratteriale per diverse generazioni di compagni, contribuendo a trasformare la squadra in una protagonista stabile delle maggiori competizioni internazionali.
Il futuro in Arabia Saudita e l’omaggio della federazione
Il ritiro dalla nazionale non segna l’addio definitivo di Cristiano Ronaldo al calcio. Il campione continuerà infatti a giocare con l’Al-Nassr, formazione dell’Arabia Saudita nella quale prosegue la propria attività professionistica. Tra gli obiettivi personali resta anche il raggiungimento dei mille gol in carriera, un traguardo che testimonia la sua volontà di mantenere elevata la competitività nonostante l’età. La scelta di rinunciare agli impegni internazionali gli consentirà di concentrare le energie sulle competizioni di club.
La federazione portoghese ha espresso profonda gratitudine nei confronti del suo storico capitano, riconoscendone il contributo decisivo alla crescita del movimento calcistico nazionale. L’organizzazione intende dedicargli una celebrazione speciale, offrendo ai tifosi l’opportunità di rendergli omaggio. Per il Portogallo si apre una nuova fase, mentre Cristiano Ronaldo lascia un’eredità fatta di successi, determinazione e record difficilmente eguagliabili. Il suo percorso con la nazionale termina dopo oltre vent’anni, ma il suo nome continuerà a occupare un posto centrale nella storia dello sport portoghese e del calcio mondiale.
A cura di Nora Taylor
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