Home NewsH&M chiude 160 punti vendita: cosa sta succedendo?

H&M chiude 160 punti vendita: cosa sta succedendo?

La metamorfosi di un simbolo della moda globale che sceglie di puntare tutto sulla qualità e sulla rapidità digitale

Da Davide Cannata
h&m ph web

Il 2026 segnerà una svolta per H&M, che ha pianificato la chiusura di 160 negozi a livello mondiale. Questa decisione non rappresenta soltanto un freddo dato di bilancio, ma il segnale di un’industria che sta cambiando pelle sotto la spinta del commercio digitale. Per anni simbolo di una moda democratica e alla portata di tutti, il gruppo svedese sta ora vivendo una fase di profonda riorganizzazione, dove la presenza fisica non è più l’elemento centrale ma una risorsa da gestire con estrema cura. Nel primo trimestre dell’anno, i ricavi hanno registrato una flessione prossima al 10 per cento, ma la redditività operativa ha mostrato una sorprendente capacità di tenuta. Secondo le analisi di settore, non è il modello a essere morto, ma il suo equilibrio storico a essersi spezzato.

La situazione in Italia e le prospettive occupazionali

Le manovre del gruppo toccano direttamente anche il territorio italiano, con casi emblematici come quello dello store di Roma Tuscolana. La serrata di questo punto vendita è prevista per il 10 maggio e riguarderà 17 lavoratori, aprendo ufficialmente il tavolo del confronto sindacale. La vicenda mette in luce le dinamiche di un mercato imprevedibile, dove la flessibilità è spesso garantita da contratti a chiamata che coinvolgono una quota importante della forza lavoro in Italia. Nonostante i tagli, la strategia non prevede un ritiro totale ma una selezione chirurgica degli spazi: ne sono un esempio gli investimenti confermati su alcuni punti vendita considerati strategici, come quelli di Bari e Conegliano, che resteranno punti fermi nella mappa del marchio.

Competizione e identità nel futuro della moda veloce

Lo scenario attuale vede una sfida serrata tra estremi che corrono a velocità diverse. Da un lato c’è Shein, che ha ridefinito le regole dell’ultra fast fashion interamente digitale, dall’altro il gruppo Inditex, che con Zara ha scelto di elevare il posizionamento del brand. In questo contesto, H&M si ritrova in una posizione intermedia difficile da mantenere, con un baricentro decisionale che resta saldo a Stoccolma. L’obiettivo è trasformare i negozi fisici in veri e propri spazi esperienziali, ovvero ambasciate del marchio più che luoghi di acquisto massivo. In questa transizione, la fast fashion non sparisce ma si contrae, rinunciando all’onnipresenza per puntare sulla qualità della presenza, dimostrando che il futuro appartiene a chi occupa meglio lo spazio, non a chi ne occupa di più.

A cura della Redazione
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