Home NewsRubiera, picchiata dai genitori dopo una lite per l’auto

Rubiera, picchiata dai genitori dopo una lite per l’auto

Una discussione verbale degenera improvvisamente in violenza fisica a Rubiera: sul posto le pattuglie e il personale sanitario

Da Davide Cannata
Bimba calcia un'auto Rubiera ph AI

A Rubiera, comune situato nella provincia di Reggio Emilia, un banale fatto di tutti i giorni si è tramutato in un grave episodio di brutalità. Nel parcheggio di via Muratori, una giovane donna residente nel paese si trovava ferma dentro la propria autovettura quando ha sentito un violento impatto sulla carrozzeria, provocato senza alcuna ragione da una bambina di passaggio che ha sferrato un calcio al veicolo. Sbalordita dall’accaduto e desiderosa di chiarire la situazione, l’automobilista è uscita dal mezzo con l’intenzione di riprendere la minore e contattarne i genitori per rendere noto l’atto di vandalismo.

Il tentativo di discussion è tuttavia sfociato rapidamente in un’aggressione verbale e fisica. Per prima si è fatta avanti la sorella maggiore della piccola, la quale ha aggredito la donna con offese fino a sputarle in volto. Subito dopo si sono presentati sul posto i genitori delle ragazze, una coppia di trentanovenni residenti anch’essi a Rubiera e già noti alle forze dell’ordine per precedenti storici. Anziché disapprovare il gesto della figlia o riportare la calma, i due hanno attaccato direttamente la proprietaria del veicolo: dopo averla spintonata, le hanno scagliato addosso una sequenza di calci e pugni diretti al viso e alle gambe di fronte alle persone presenti.

L’arrivo dei soccorsi, le cure mediche e l’attività investigativa

Ad interrompere il pestaggio è stato il tempestivo aiuto fornito da alcuni passanti, insieme alla prontezza della vittima che è riuscita a chiamare il numero unico di emergenza 112 per sollecitare l’intervento delle forze dell’ordine. Sul luogo dell’aggressione sono arrivate in breve tempo le pattuglie dei Carabinieri della Stazione di Rubiera e i soccorritori del 118. La giovane donna è stata quindi trasportata al pronto soccorso dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per ricevere le cure del caso.

I medici le hanno diagnosticato lesioni e traumi guaribili con una prognosi di cinque giorni, prescrivendo anche la collocazione di un tutore all’avambraccio per la durata di dieci giorni a seguito delle percosse subite. Gli accertamenti promossi dai Carabinieri di Rubiera dopo la formale denuncia della donna hanno permesso di risalire in tempi brevi all’identità degli aggressori.

La denuncia alla Procura e la presa di posizione del sindaco Emanuele Cavallaro

I due trentanovenni sono stati pertanto deferiti a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia per l’ipotesi di reato di lesioni personali in concorso. Il gravissimo fatto ha destato un forte sconcerto in tutta la popolazione di Rubiera.

In merito alla vicenda si è espresso pubblicamente il sindaco Emanuele Cavallaro tramite i propri profili social, manifestando totale vicinanza alla concittadina rimasta ferita e rivolgendo un ringraziamento alle forze dell’ordine per la tempestività dell’operato. Il primo cittadino ha tenuto a precisare che la violenza fisica, specie se perpetrata dagli stessi genitori di fronte ai propri figli minori, rappresenta un fatto di eccezionale gravità che merita di essere valutato con estremo rigore dalle autorità giudiziarie competenti.

A cura della redazione

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