Home NewsVasco Rossi contrattacca: la verità del cantante sulla sua storia

Vasco Rossi contrattacca: la verità del cantante sulla sua storia

Il rocker interviene personalmente sui social per smentire le dichiarazioni di un'ammiratrice e annuncia di aver dato mandato ai suoi avvocati

Da Davide Cannata
vasco rossi ph ig

Vasco Rossi torna a far parlare di sé per una vicenda che non riguarda la musica. A distanza di oltre quarant’anni, un commento apparso sui social ha riportato l’attenzione sull’arresto del 1984. Una fan ha accusato il rocker di aver indicato i nomi delle persone che, dopo il suo arresto, gli avrebbero procurato la droga, arrivando a definirlo «infame». Di fronte a un’accusa così grave, Vasco ha scelto di intervenire personalmente, offrendo la propria ricostruzione di quel periodo e annunciando il coinvolgimento dei suoi avvocati.

La contestazione della fan

La vicenda è partita da un messaggio pubblicato su Facebook da una donna che si è dichiarata da sempre ammiratrice del cantante, ma che ha riaperto una delle pagine più controverse della sua biografia. Nel post, la fan ha domandato a Vasco perché, dopo l’arresto per possesso di cocaina, avrebbe indicato agli inquirenti chi gli aveva venduto la sostanza. Secondo la ricostruzione contenuta nel commento, quelle persone avrebbero poi trascorso anni in carcere, mentre il cantante sarebbe riuscito a ottenere una scarcerazione anticipata.

Vasco Rossi ha respinto con fermezza questa versione dei fatti. Nella sua risposta ha spiegato che, secondo quanto ha sempre sostenuto, la vicenda si sarebbe svolta in modo completamente diverso da quello descritto dalla donna.

L’arresto del 1984

Nel 1984, Vasco venne arrestato nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di stupefacenti e rimase complessivamente 22 giorni in carcere, cinque dei quali trascorsi in isolamento. In seguito, la sua posizione sarebbe stata separata da quella degli altri imputati. Nel 1989 arrivò il proscioglimento dall’accusa di spaccio, mentre restò la condanna per detenzione di stupefacenti.

È su questo aspetto che il rocker ha voluto distinguere con chiarezza la ricostruzione storica da quella che considera una vera e propria falsificazione. Vasco ha dichiarato di non aver fatto arrestare nessuno per ottenere un beneficio personale. Al contrario, ha sostenuto di essere stato coinvolto nelle indagini proprio sulla base delle dichiarazioni rese da un’altra persona.

«Questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà», ha scritto nella replica, ricordando i giorni trascorsi in carcere e negando di aver accusato qualcuno con l’obiettivo di ridurre la propria detenzione.

L’ipotesi di una denuncia

Il botta e risposta non è rimasto confinato a Facebook. Vasco ha infatti deciso di affrontare la questione anche sul piano giudiziario e, attraverso Instagram, ha comunicato di aver sottoposto il commento ai propri avvocati. Questi dovranno valutare la possibilità di presentare una denuncia per diffamazione, definita «tanto infondata quanto calunniosa».

Il cantante ha inoltre aggiunto che, qualora arrivasse un risarcimento, questo sarebbe destinato alle persone che hanno sofferto ingiustamente durante la permanenza in carcere. Così, 42 anni dopo, una delle pagine più dure della storia personale di Vasco Rossi è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione.

A cura della redazione

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