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Venezia, polemica sul Lido per camere e consumazioni

Durante la Mostra del Cinema il costo di soggiorni e servizi raggiunge livelli molto elevati, mentre gli operatori del turismo difendono le tariffe e richiamano le regole della domanda e dell’offerta

Da Nora Taylor
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Il Lido di Venezia torna al centro dell’attenzione per i prezzi applicati durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nei giorni del festival, l’isola accoglie un numero particolarmente elevato di professionisti del cinema, giornalisti, ospiti e visitatori, con una conseguente crescita della richiesta di camere, appartamenti, ristoranti e servizi. La concentrazione della domanda in un periodo molto breve produce un mercato caratterizzato da tariffe superiori rispetto a quelle normalmente disponibili nel resto dell’anno.

Tra gli episodi che hanno alimentato il dibattito figura il costo delle consumazioni all’Hotel Excelsior, una delle strutture storicamente legate alla manifestazione cinematografica. In particolare, una consumazione minima avrebbe raggiunto i 50 euro a persona. Il caso ha attirato l’attenzione perché una cifra di questo tipo modifica sensibilmente il costo di una semplice sosta al bar e diventa ancora più significativa quando riguarda gruppi di più persone.

Il tema, tuttavia, non riguarda soltanto il prezzo di un caffè, ma coinvolge l’intero sistema delle tariffe durante la settimana della Mostra. Le cifre richieste per alcune camere d’albergo e per determinati appartamenti possono infatti aumentare considerevolmente proprio nei giorni caratterizzati dalla maggiore presenza di pubblico.

La protesta di Alberto Barbera

Il direttore della Mostra, Alberto Barbera, ha espresso perplessità davanti alla crescita dei prezzi applicati durante il festival. Il suo intervento ha riguardato soprattutto il costo delle camere, degli appartamenti e di alcuni servizi destinati alle persone che arrivano al Lido per partecipare alla manifestazione. Secondo Barbera, aumenti particolarmente consistenti possono rendere più difficile la permanenza a Venezia per una parte degli addetti ai lavori.

«Non si può più trattare la Mostra del Cinema come una mucca da mungere», ha dichiarato Alberto Barbera, utilizzando un’espressione molto diretta per descrivere la situazione. Il direttore ha così posto l’accento sul rapporto tra l’importanza internazionale della Mostra e i costi che professionisti e operatori devono affrontare per poter partecipare all’evento.

La questione ha coinvolto anche Andrea Occhipinti, produttore e rappresentante di Lucky Red. Nel corso delle discussioni sui prezzi è emerso il caso relativo a una consumazione per sei persone all’Excelsior, con un conto complessivo di 300 euro. L’episodio ha contribuito a rendere ancora più acceso il confronto tra il mondo del cinema e gli operatori commerciali presenti durante la manifestazione.

La risposta degli albergatori

Gli operatori turistici hanno fornito una spiegazione legata soprattutto alle dinamiche del mercato. Salvatore Pisani, presidente della sezione veneziana di Confindustria Turismo, ha sottolineato l’aumento della domanda durante la settimana della Mostra e la disponibilità limitata delle strutture ricettive. In un periodo nel quale molte persone cercano contemporaneamente una camera, gli alberghi possono modificare le proprie tariffe in funzione delle prenotazioni e delle disponibilità rimaste.

«In quella settimana, la richiesta è tanta e l’offerta è quella che è. È una legge di mercato», ha spiegato Salvatore Pisani. Secondo questa posizione, il livello delle tariffe deriva quindi dal rapporto tra la quantità di persone interessate a soggiornare al Lido e il numero di camere disponibili. Gli operatori devono inoltre sostenere durante l’anno numerosi costi di gestione, dal personale alle utenze, fino alle forniture necessarie per mantenere operative le strutture.

Anche Daniele Minotto, presidente dell’Associazione veneziana albergatori, ha richiamato le caratteristiche del settore ricettivo. Una camera rimasta libera in una determinata notte rappresenta infatti un’occasione di vendita persa, che l’albergatore non può recuperare successivamente. Nei periodi di maggiore richiesta, le strutture cercano quindi di sfruttare la disponibilità limitata applicando tariffe coerenti con la situazione del mercato.

«Noi non abbiamo magazzino. Una stanza non venduta oggi, domani non la piazzo nemmeno con un’offerta speciale», ha affermato Daniele Minotto, spiegando la logica economica che secondo gli albergatori accompagna la formazione dei prezzi nei periodi di maggiore affluenza.

Non tutti i servizi hanno prezzi record

Il quadro della ristorazione al Lido presenta comunque situazioni differenti. Tino Vettorello, chef e gestore della Terrazza Biennale, ha fornito dati relativi ai prezzi praticati nel proprio spazio, contestando l’idea che tutti i servizi della Mostra raggiungano cifre particolarmente elevate. Il piatto caldo del giorno costava 7,50 euro, mentre l’insalatona arrivava a 8 euro. Il caffè aveva invece raggiunto 1,40 euro, rispetto al precedente prezzo di 1,20 euro.

Le differenze tra le varie attività mostrano quindi un mercato tutt’altro che uniforme. Il prezzo finale dipende dalla struttura, dalla posizione, dal tipo di servizio, dal pubblico e dalla domanda. Alcuni esercizi mantengono tariffe relativamente contenute, mentre altri puntano su una clientela disposta a sostenere costi maggiori per usufruire di determinati servizi durante il festival.

Anche il mercato degli affitti brevi ha contribuito alla discussione. Durante i giorni della Mostra sono comparsi annunci con richieste particolarmente alte per appartamenti e sistemazioni temporanee. Tra gli esempi più curiosi figura una poltrona reclinabile proposta come posto letto al costo di 50 euro al giorno. La proposta ha suscitato reazioni e commenti, diventando uno dei simboli delle difficoltà incontrate da chi cerca una sistemazione sul Lido nei giorni di maggiore affluenza.

La discussione sui prezzi mette così a confronto due esigenze differenti. Da una parte gli operatori devono gestire un periodo caratterizzato da una domanda eccezionale; dall’altra, chi lavora alla Mostra deve affrontare costi complessivi sempre più rilevanti per soggiornare a Venezia. Il tema riguarda quindi non soltanto i visitatori occasionali, ma anche produttori, giornalisti, professionisti e lavoratori che devono trascorrere diversi giorni sul territorio.

La vicenda dei prezzi durante la Mostra riporta infine l’attenzione sul rapporto tra il grande valore economico dell’evento e la possibilità di mantenere il Lido accessibile a chi partecipa alla manifestazione. La forte domanda concentrata in pochi giorni crea importanti opportunità commerciali, ma allo stesso tempo alimenta il confronto sulle tariffe applicate a camere, appartamenti, ristorazione e servizi. Il dibattito resta quindi aperto tra chi chiede maggiore attenzione ai costi e chi considera gli aumenti una conseguenza delle normali dinamiche del mercato turistico.

A cura di Nora Taylor
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