Home Village & The CityCarburante a prezzi record, in paese si torna in sella

Carburante a prezzi record, in paese si torna in sella

A Rocchetta Sant’Antonio una scelta insolita nasce dal costo del carburante: per alcune commissioni quotidiane un uomo preferisce utilizzare la propria cavalla invece dell’automobile, tra spostamenti serali, fieno e una battuta sulle accise

Da Nora Taylor
poste cavallo ph web

Il prezzo del carburante può arrivare a cambiare perfino il modo di muoversi. A Rocchetta Sant’Antonio, piccolo comune dell’Appennino meridionale in provincia di Foggia, una storia curiosa ha attirato l’attenzione proprio per il contrasto tra un problema molto attuale e una soluzione che appartiene a un’altra epoca. Massimiliano Accetturo, giardiniere di 56 anni, ha scelto di utilizzare la propria cavalla Maja per alcuni spostamenti quotidiani, evitando così di prendere l’automobile quando non ne ha strettamente bisogno. La decisione nasce soprattutto dal costo del carburante e dalla situazione particolare del paese, dove chi deve spostarsi spesso dispone di poche alternative.

Secondo il racconto diffuso sulla vicenda, il distributore presente a Rocchetta Sant’Antonio proponeva il diesel in modalità self service a 2,399 euro al litro e la benzina a 2,299 euro. Un livello di prezzo che rende ogni rifornimento una voce importante per chi utilizza l’automobile con frequenza. In un piccolo centro, inoltre, la possibilità di cercare prezzi più convenienti può comportare altri chilometri da percorrere e quindi altro carburante da consumare. Il problema non riguarda soltanto il tragitto casa-lavoro: anche una visita dal dentista, una commissione alle Poste o una semplice uscita per prendere un caffè possono incidere sulla spesa complessiva.

La soluzione arriva a quattro zampe

Davanti a questa situazione, Massimiliano Accetturo ha iniziato a utilizzare Maja per alcuni dei suoi spostamenti. La cavalla accompagna l’uomo nelle commissioni che può affrontare senza automobile e diventa così una presenza insolita nelle strade del paese. La scena di un cavaliere che arriva davanti all’ufficio postale al posto di un’automobile ha naturalmente attirato curiosità e sorrisi. L’uomo, però, racconta la sua scelta soprattutto come una soluzione pratica al problema dei costi.

«Uso il cavallo perché quasi 2,40 euro al litro non me li posso permettere», avrebbe spiegato Massimiliano nel racconto della vicenda. La frase riassume il motivo principale della scelta: non una semplice provocazione e nemmeno un modo per attirare l’attenzione, ma il tentativo di ridurre le spese legate agli spostamenti. Maja gli permette infatti di raggiungere alcuni luoghi senza consumare carburante e senza dover ricorrere all’auto per ogni singola commissione.

Dal bar alle Poste, seguendo un ritmo diverso

La particolare organizzazione riguarda anche gli orari. Massimiliano preferisce muoversi nelle ore più fresche, soprattutto durante le giornate calde, per evitare di sottoporre l’animale a uno sforzo eccessivo. Il cavallo impone naturalmente tempi molto diversi rispetto a quelli dell’automobile e richiede una pianificazione attenta dei percorsi. Per questo motivo l’uomo può partire anche durante la notte quando deve raggiungere un appuntamento lontano.

«Cammino di notte, quindi domani sera parto verso le 10 di sera per andare dal dentista e per le 8 del mattino arrivo», ha raccontato Massimiliano. Il riferimento mostra quanto cambi completamente la gestione degli spostamenti quando si sceglie un animale invece di un mezzo a motore. L’automobile permette di coprire rapidamente grandi distanze, mentre il cavallo richiede tempo, attenzione e una maggiore capacità di organizzazione. Per alcune commissioni, tuttavia, questa soluzione consente all’uomo di lasciare l’auto ferma e di evitare un ulteriore rifornimento.

Il conto del fieno contro quello del pieno

Il confronto tra le due forme di trasporto rappresenta l’aspetto più curioso della storia. Nel racconto di Massimiliano Accetturo, il costo del fieno necessario per Maja si aggira intorno a un euro al giorno. L’uomo parla di un ballone dal costo di circa 30 euro al mese e utilizza questa cifra per mettere a confronto la spesa con quella richiesta dall’automobile. Con un serbatoio da circa 45 litri e un prezzo del diesel vicino ai 2,40 euro al litro, un pieno può arrivare infatti a una cifra superiore ai 100 euro.

Il confronto non rappresenta naturalmente il costo complessivo del mantenimento di un cavallo. Un animale richiede alimentazione, cure veterinarie, spazi adeguati, attrezzatura e attenzioni quotidiane. Per questo motivo non si può considerare il fieno come l’unico costo della mobilità a cavallo. Il paragone serve piuttosto a spiegare la prospettiva personale dell’uomo e il motivo per cui, per alcuni tragitti, Maja gli permette di evitare una spesa immediata alla pompa.

La vicenda assume così un significato più ampio. Il carburante rappresenta una delle spese che incidono maggiormente sulla mobilità privata e il suo prezzo può pesare in modo particolare su chi vive lontano dai grandi centri. Quando mancano collegamenti frequenti o alternative comode all’automobile, ogni aumento del prezzo alla pompa diventa un problema quotidiano. La scelta raccontata a Rocchetta Sant’Antonio mostra proprio questo aspetto attraverso una soluzione tanto insolita quanto facilmente comprensibile.

La battuta sulle accise diventa virale

A rendere ancora più riconoscibile la storia contribuisce una battuta di Massimiliano Accetturo sul possibile aumento dei costi anche per il cavallo. «Speriamo che il governo non metta le accise sulla biada», ha scherzato l’uomo. La frase ha dato alla vicenda una componente ironica e ha sintetizzato in modo immediato il paradosso della situazione: per evitare le spese della benzina, la soluzione scelta utilizza un animale che deve comunque mangiare.

La storia ha iniziato a circolare sui social dopo il racconto dei media locali e il successivo rilancio del comico e youtuber Pinuccio. Le immagini e il racconto della particolare abitudine hanno trasformato una scelta personale in una curiosità capace di attirare l’attenzione anche fuori dal piccolo comune. Il cavallo davanti alle Poste è diventato così l’immagine simbolica di una risposta insolita al caro carburante.

Una storia curiosa che racconta un problema reale

Dietro l’aspetto curioso della vicenda resta comunque un tema molto concreto. Il costo degli spostamenti condiziona le abitudini di molte persone e assume un peso ancora maggiore nei piccoli centri, dove spesso l’automobile rappresenta uno strumento quasi indispensabile. La storia di Maja non indica una soluzione generale al caro carburante, ma racconta il tentativo individuale di ridurre alcune spese attraverso le risorse già disponibili.

Massimiliano Accetturo continua quindi a utilizzare l’automobile quando ne ha bisogno, ma per alcune commissioni preferisce la sella. Maja lo accompagna lungo le strade del paese, con tempi e modalità completamente diversi da quelli di un’auto. La scena può apparire anacronistica, ma proprio questo contrasto ha contribuito a renderla così particolare. In un’epoca nella quale il costo della mobilità rappresenta una preoccupazione sempre presente, un cavallo diretto alle Poste diventa una fotografia curiosa di una difficoltà molto moderna.

La battuta sulla biada chiude con ironia il racconto di una scelta nata invece da una necessità concreta. «Speriamo che il governo non metta le accise sulla biada» resta così la frase che meglio riassume questa singolare storia: il carburante costa troppo, l’automobile consuma e, almeno per qualche commissione, la risposta arriva in sella a Maja.

A cura di Nora Taylor
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